19 Agosto
Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.
Al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kàthisma.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Le milizie angeliche, apertamente contemplando il tuo transito, pura Madre di Dio, benedetta, inneggiatissima e santissima, radunata la schiera dei discepoli, per volere di colui che da te nacque lietamente, portavano in paradiso il tuo corpo prezioso, cantando a Cristo vivificante, che è nei secoli.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, Kàthisma, uguale.
Deponendo la tua anima tra le mani di colui che, tuo Creatore e Dio, si incarnò da te per noi, te ne andasti alla vita intatta; perciò con fede ti diciamo beata come sola pura e incontaminata e dichiarandoti in senso proprio Madre di Dio, tutti gridiamo: Implora Cristo, al quale te ne andasti, di salvare le nostre anime.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Il primo canone della festa e quello del santo. Acròstico: Con inni ti celebro, Andrea stratilata. Giuseppe.
Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.
Poiché voglio celebrare la tua sacra festa, illumina la mia anima con i raggi splendenti dello Spirito e allontana la tenebra dell’ignoranza, o glorioso martire.
Calpestando il maligno con potere divino e trionfando chiaramente con intelletto valoroso, o martire, fosti arricchito dallo splendore dei martiri, o beato Andrea dal grande nome.
Uccidendo i pensieri terreni, o martire dalle molte lotte, seguisti con coraggio il Verbo per te ucciso e con la morte ti sei trasferito alla vita senza corruzione.
Theotokìon. Colui che per bontà si incarnò da te per la salvezza di tutti i fedeli, o Purissima, è conosciuto Dio e uomo in duplice natura.
Ode 3. In te si rallegra.
Percorrendo la superficie delle tentazioni con la vela della croce, affogasti i nemici nei fiumi del tuo sangue.
Innalzandoti sopra gli scandali del maligno e delle sue insidie, fosti glorificato come preziosissimo vincitore, o martire.
Insignito giustamente della corona, o martire, stai sempre presso Cristo esultando con i preziosissimi martiri davanti a Cristo.
Theotokìon. Generasti, o Sovrana Vergine, sposa divina, il Signore di tutti, che salva gli uomini dalla tirannia del nemico.
Irmòs. In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.
Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Rafforzando la tua anima con coraggio, o martire, annientasti l’arroganza impotente del nemico e patendo con esultanza, fosti gradito a Dio, perciò tutti celebriamo la tua sacratissima memoria con letizia di cuore, o beatissimo Andrea.
Gloria. E ora.
Il venerabilissimo coro dei sapienti apostoli si riunì prodigiosamente per dare gloriosa sepoltura al tuo corpo senza macchia, Madre di Dio inneggiatissima; con loro anche le folle degli angeli celebravano il tuo transito facendone sacre lodi: e anche noi con fede lo festeggiamo.
Ode 4. Vedendo te, Sole.
Avendoti, o sapientissimo, come fortissimo muro, la Chiesa è custodita invitta dagli assalti ostili dei nemici, cantando: gloria alla tua potenza, Signore.
Rafforzando come stratega la falange dei martiri con esempi divini, o beato, la convincesti a non proteggere affatto la carne che sta per disfarsi, come corruttibile.
Brandendo il coraggio come una spada e la croce preziosa croce come una sciabola, o beatissimo Andrea, come stratega valorosissimo annientasti i nemici.
Come atleta invitto e partecipe dello splendore celeste e fonte che per i bisognosi fa scaturire le acque dell’immortalità, lodiamo te, difensore della fede.
Theotokìon. Tutte le lingue degli umani ti lodano, vanto dei martiri e salvezza dei fedeli, poiché generasti Dio restando vergine incorrotta.
Ode 5. Sei venuto, Signore.
Chiamato col nome della vera virilità, o beato Andrea, allontanasti i tuoi nemici e infine li annientasti.
Insignito del salvifico carisma dello Spirito, fai scaturire sempre per i fedeli le acque delle guarigioni, o lodatissimo Andrea.
Per grazia divina in tutta la terra si è diffusa la gloria dei tuoi prodigi e la luce del venerabile martirio, o ispirato da Dio.
Theotokìon. Generando colui che fu ferito dalla lancia, le spade dei nemici sono venute meno da ora fino alla fine, o Madre di Dio e il mondo è stato ricreato.
Ode 6. A te sacrificherò.
Con le tue pene, o martire, spezzasti i pungiglioni del maligno e ti trasferisti esultando alla gloria senza pena, o Andrea, principe del venerabile coro di martiri.
Con poco sangue ricevesti chiaramente in cambio lo splendore eterno e la gioia senza fine con le corone celesti e la gloria senza tramonto.
Un numerosissimo esercito ha lottato con te, martire e tu sei stato annoverato fra i cori degli angeli e ora degnamente stai presso il Sovrano di tutti, esultando con gli angeli.
Theotokìon. Partoristi indicibilmente il coeterno al Padre, che ineffabilmente e incomprensibilmente si fece simile agli uomini, o Madre di Dio; supplicalo di salvare dai pericoli i tuoi servi.
Irmòs. A te sacrificherò con voci di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Sinassario.
Il 19 di questo mese memoria del santo megalomartire Andrea Stratilata e dei 2593 martirizzati con lui.
Stichi. O Andrea, come vero stratilata sopportasti con coraggio la decapitazione. La folla dei martiri trafitti versò una pozza di sangue per te, che fondasti le fonti delle acque. Il 19 Andrea morì decapitato.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Timoteo, Agapio e Tecla.
Stichi. La fornace infiammata ha in mezzo come incensiere e aromi Timoteo dal profumo buono e forte. Agapio sopportò il morso della belva e la belva che morde l’anima fu morsa nel cuore. Bizya è la mia patria, Tecla il mio nome, Gaza il mio palco e il morso delle belve l’impresa atletica.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Eutichiano il militare e Strateghio, arsi vivi.
Stichi. Arso nel fuoco, Eutichiano considera il fuoco come grande fortuna e la passione piccola cosa. Avendo Cristo come arma, Strateghio lottava come soldato anche contro la fornace con fuoco ardente.
San Teofane il nuovo, il taumaturgo che fu asceta sul monte di Naussa in Macedonia, la cui reliquia si trova proprio in Naussa, si addormentò in pace.
Stichi. Splendendo prima per virtù, Teofane splende ora in Naussa con le reliquie.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Con lo scorrere del sangue hai fatto realmente scaturire per tutti una fonte che sana i mali e i dolori di quanti vengono piamente a te, o martire ispirato da Dio.
Ereditando col sangue la vita senza tramonto, portasti tutta la santa assemblea al santissimo Verbo, o sapiente martire; supplica con loro Cristo nostro Dio per noi.
Con il divino fiume del tuo sangue, o martire, ti tingesti la porpora e adornandotene, regni ora con il Re di tutti, abbellito con la corona di vittoria.
Theotokìon. O Vergine, che col tuo divino parto oltre natura divinizzasti manifestamente gli uomini, incarnando ineffabilmente Dio, benedetta sei tu fra le donne, o purissima Sovrana.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Con le tue intense lotte, o glorioso, fermasti gli assalti dei leoni selvaggi e con divino potere umiliasti la boria atea dei tiranni e come vincitore sei corso su nei cieli, cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Lottando magnificamente e terminando la tua lotta con il taglio della spada, diventasti degno di vedere i fulgori dei santi e dimorare nella gioia e ora canti con gioia: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Accorrendo al divino tempio del divino martire, prendiamo sempre luce toccando la divina urna delle sue reliquie ricevendo grazia santificante e cantando: benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Theotokìon. Santissima Vergine, che partoristi ineffabilmente il santissimo Dio, che i santi martiri confessarono pubblicamente, santifica e illumina i popoli che cantano: opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Ode 9. Da te, o Vergine.
Ecco, rifulge la memoria luminosa dello splendido atleta, dileguando la tenebra dei demòni e illuminando i fedeli; celebriamola con splendore, degnamente magnificandolo.
Apparisti come un grande sole, o martire Andrea, in mezzo ai compagni di martirio, guidandoli col tuo verbo alla luce senza tramonto dello splendore celeste; con loro piamente ti diciamo beato.
A te, che irraggi la luce dei prodigi a tutto il creato, a te irremovibile colonna incoronata della Chiesa e saldezza dei fedeli, a te diciamo beato, o martire Andrea.
Fioristi in mezzo al prato degli atleti come rosa con mistico e buon profumo per il perfezionamento dei fedeli e con la divina grazia allontani l’empio inganno, o sapientissimo.
Theotokìon. Portando fra le braccia Cristo che tutto regge con la volontà, supplicalo, o Sovrana, di salvare dalla mano dell’alieno me, che sempre piamente ti magnifico.
Irmòs. Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Andrea, illustre stratega e martire, con la divina grazia della croce abbatté la dispotica arroganza e riportò una corona di gloria. Con lui splende la divina folla dei martiri, la falange carica di trofei, l’invitta schiera compatta in cui nulla può far breccia: celebrando con gioia la loro memoria, inneggiamo a Cristo.
Della festa. Tu che il cielo.
Col tuono, sulle nuvole, il Salvatore manda gli apostoli da sua Madre perché con affetto la seppelliscano ed egli stesso discende, scortato dagli angeli.
Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.
Tono 2. Casa di Efrata.
Oh, i tuoi soprannaturali misteri, o pura! Come Genitrice di Dio, infatti, splendidamente a lui ora te ne sei andata, o Theotòkos.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.
Scala per il cielo, la tomba della purissima Theotòkos, guida i cantori della sua divina dormizione.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per seppellire il tuo corpo.
Gloria. E ora. Stessa melodia.
Figli tutti della terra, ferventi riuniamoci con gli incorporei per seppellire colei che partorì l’Autore del creato.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

