18 Ottobre
Memoria di san Luca, apostolo ed evangelista.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 3.
Santo apostolo Luca, prega Dio misericordioso di concedere alle nostre anime remissione delle colpe.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, il Figlio tuo e Dio nostro, accettando di patire sulla croce, ci liberò dalla corruzione, lui, che è amico degli uomini.
Dopo la solita sticologia si cantano i canoni dall’Oktòichos e dell’apostolo, raddoppiando per quest’ultimo i tropari a ciascuna ode per raggiungere il numero di sei.
Poema di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.
La tua bocca è il calice divino della suprema sapienza: tutti lo sappiamo, apostolo Luca, possedendo il tesoro immenso, l’ineffabile ricchezza della grazia; attingendovi con sollecitudine, cantiamo al Signore poiché si è glorificato.
Iniziandoti ai misteri celesti e spiegandoti subito le scritture divinamente ispirate, o apostolo Luca, Cristo ti mostrò iniziato e sapiente predicatore di ciò che supera la comprensione, mentre con forza acclami: Cantiamo al Signore, poiché si è glorificato.
La Chiesa di Cristo ti designa come compagno di viaggio di Paolo, beato apostolo Luca: rifulgente divinamente della sua grazia, ne seguisti i passi e gridasti con lui: Cantiamo al Signore, poiché si è glorificato.
Theotokìon. Dell’ineffabile e divino concepimento della Vergine lodatissima, rivelasti chiaramente il modo, apostolo Luca; lo Spirito santo venne su di lei e la coprì con la sua ombra il Verbo al quale insieme cantiamo, poiché si è glorificato.
Ode 3. Tu sei il rifugio.
Il tuo Vangelo, mirabile Luca, presenta l’oriente venuto dall’alto per visitare il genere umano.
Essendone anche attore, eccellente discepolo, degli Atti degli Apostoli scrivesti piamente il racconto.
Il beato apostolo Paolo per primo intrecciò la corona dei tuoi elogi, o Luca, elogiandoti nelle sue lettere.
Theotokìon. Ecco, come profetizzasti, Vergine pura, ti dicono beata tutte le generazioni, che per te han trovato la salvezza.
Irmòs. Tu sei il rifugio di quelli che accorrono a te; gli abitanti delle tenebre trovano in te la loro luce e la mia anima ti canta, Signore.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Come compagno di viaggio di Paolo sopportasti con pazienza numerosi pericoli; come atleta che ha compiuto la corsa della fede, esulti con lui negli eccelsi, beato apostolo del Signore; tu che predicasti al mondo il Vangelo di Cristo, illuminasti tutta la terra con la sua luce; venerabile Luca, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Cantiamo la nuova arca e porta celeste, il santo monte, la nube luminosa, il roveto ardente, la liberazione di Eva, il mistico paradiso e l’immenso tesoro di tutto l’universo; poiché in lei si è compiuta la salvezza, fu riscattato il mondo dal suo antico debito; perciò a lei gridiamo: supplica Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede adorano il tuo purissimo parto.
Ode 4. Cavalcando gli apostoli.
Illuminato dallo splendore dello Spirito, fosti degno di redigere di tua mano i suoi precetti per gli amici di Dio, che cantano con fede: Gloria alla tua potenza Signore.
La grazia del Paràclito, trovando in te dimora, si è effusa sulle tue labbra con abbondanza e ti rese predicatore della pace per i fedeli che cantano: Gloria alla tua potenza Signore.
Partecipando alle lotte di Paolo, illustre apostolo, fosti degno della corona del regno e ora entrambi gioite e cantate: Gloria alla tua potenza Signore.
Il Signore, scoprendo la bellezza della tua anima irradiante splendore divino, ti designò come predicatore per quanti con fede cantano: Gloria alla tua potenza Signore.
Theotokìon. Come la Vergine Madre ha detto, il Signore ha rovesciato dai loro troni i potenti, ma ha colmato di beni divini gli affamati che cantano con fede: Gloria alla tua potenza Signore.
Ode 5. Illumina noi.
Accolta la luce spirituale nel tuo cuore, purificato dalle sozzure di un tempo, per amore l’hai trasmessa a tutti gli uomini, o Luca.
O Luca beatissimo, illuminato dai lampi della grazia, saggiamente ti sei rivelato divinamente illuminato da una lingua di fuoco.
Come evangelista della grazia volevi camminare con il sapiente Paolo, che ti chiamò suo diletto servo.
Theotokìon. Salve, tesoro vero della verginità: per te il primo padre fu liberato dalla maledizione e la progenitrice richiamata in paradiso.
Ode 6. Io effondo la mia supplica.
Scalata la montagna delle virtù, o Luca, conversasti con colui che amavi e come Mosé ricevesti, inciso dal dito dello Spirito, le due tavole scritte da Dio, beato apostolo, dottore universale.
Come oratore della santa Chiesa, illuminasti il mondo con i tuoi insegnamenti; nella divina ispirazione rifulgesti delle luci della Trinità increata e come astro rischiarasti i confini dell’ecumène.
Come un tempo guaristi malattie corporali, guarisci ora i mali delle nostre anime, apostolo divinamente ispirato, cui il cielo diede questo potere e che possiedi in abbondanza la grazia dello Spirito; poiché Paolo testimonia con certezza che eri medico.
Theotokìon. Apparve su di te il Signore rinnovando la mia essenza, come potente facendo grandi cose, come disse, o Genitrice di Dio purissima e per te salvò me dalla corruzione come Dio e amico degli uomini.
Irmòs. Io effondo la mia supplica davanti a Dio, al Signore espongo il mio dispiacere, poiché la mia anima si è colmata di mali e la mia vita è vicina agl’inferi, così che grido come Giona: dalla fossa Signore liberami.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Divenuto discepolo del Verbo Divino, con Paolo illuminasti tutta la terra e cacciasti le tenebre scrivendo il divino vangelo di Cristo.
Ikos.
Come medico e discepolo, o Luca diletto, sana con mistica operazione le passioni della mia anima con quelle del corpo e dammi di avere in tutto sano vigore, di onorare con gioia la tua solennità ovunque celebrata e irrorare con piogge di lacrime, in luogo di myron, il tuo augusto e veneratissimo corpo: poiché, come stele di vita, scolpita nel mirabile tempio degli apostoli, a tutti grida, come anche tu prima hai fatto, scrivendo il divino vangelo di Cristo.
Sinassario.
Il 18 di questo mese memoria del santo apostolo e evangelista Luca.
Stichi. Se prima a Emmaus non ti riconobbi, o Cristo, ora chiaramente ti vedo, dice Luca. Della sua vita, il diciotto, finisce la sorte caduca.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Marino l’anziano.
Stichi. Marino, nella sua anziana audacia giovanile, smaschera l’antico errore e una spada lo trapassa.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Giuliano dell’Eufrate.
Stichi. Mentre scorre come un sogno del mattino questa vita, Giuliano gioioso ascende alla sorte eterna.
San Mnasson vescovo di Cipro e 40 santi fanciulli vengono uccisi con la spada.
Memoria dei santi martiri, di recente apparsi, Gabriele e Kyrmidòli d’Egitto, che subirono il martirio nel 1522.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I fanciulli ebrei.
Risuscitato dalla tomba il Signore si manifestò agli occhi di Luca e Cleopa e insegnò a dire: Signore Dio, tu sei benedetto nei secoli.
Percorrendo il cammino di questa vita, come compagno di strada, o beato, trovasti il Verbo che ha aperto le porte delle dimore celesti a te che acclamavi: Signore Dio, tu sei benedetto nei secoli.
Sei la lira dello Spirito, santo apostolo Luca, che canti gli inni divini per illuminare gli uomini che acclamano: Signore Dio, tu sei benedetto nei secoli.
Theotokìon. Vergine Maria, Madre di Dio, salve, gridò l’Incorporeo; con lui, noi fedeli, cantiamo al Figlio nato da te: benedetto, o Purissima, il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Colui che sul santo monte.
Ricevuti i tuoi libri come tavole scritte da Dio, o beato, noi godiamo della grazia e della sua luce, cantando il Signore ed esaltandolo nei secoli.
Usando la tua lingua come strumento, lo Spirito illumina gli uomini, iniziando ai dogmi della grazia quanti cantano il Signore e lo esaltano nei secoli.
Ti sei legato in amicizia col teologo Paolo, tu l’evangelista Luca, rivelandovi stimata pariglia, cantando il Signore ed esaltandolo nei secoli.
Nella rete dai nodi divini delle tue parole, divino predicatore, strappasti all’influenza dell’errore e attirasti alla luce della fede i fedeli che cantano il Signore e lo esaltano nei secoli.
Theotokìon. Mostrandosi profetessa, Elisabetta, portatrice del Battista e Precursore, ti chiamò Madre del Signore e acclamò: Cantatela, esaltatela nei secoli.
Irmòs. Colui che sul santo monte fu glorificato e per Mosé rivelò nel roveto ardente il mistero della Madre sempre vergine, è il Signore, cantatelo, esaltatelo nei secoli.
Ode 9. Superasti i limiti.
Raggiungesti il desiderio supremo cui tendevi e trovasti la fine beata, o Luca, poiché gli specchi scomparvero, lasciando apparire la sola realtà.
Rifulso nel mondo come sole, con Paolo, divino veggente, ora stai presso la Trinità e senza sosta con lui, illustrissimo Luca, ti magnifichiamo.
Della luce di cui tu sei portatore, o Luca, risplendano i tuoi cantori e concedi al mondo la pace, affinché, o divino, senza sosta ti magnifichiamo.
Stando ormai con gioia presso il Re di tutti, apostolo Luca, adorno dello splendore della maestà divina, senza sosta ti magnifichiamo.
Theotokìon. Accogliesti l’incorporeo Verbo che volle ricreare la mia natura e lo partoristi incarnato, o Vergine, perciò, Madre di Dio, senza sosta ti magnifichiamo.
Irmòs. Superasti i limiti della natura concependo il Creatore e Signore e divenisti porta di salvezza per il mondo, perciò senza sosta, Madre di Dio, ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Luca, apostolo di Cristo, iniziato ai segreti e maestro delle genti, con il divino Paolo e la pura Madre di Dio, di cui dipingesti con affetto la divina icona, prega, o divino veggente, per noi che ti diciamo beato e onoriamo la tua sacra dormizione, o sapientissimo narratore di misteri.
Theotokìon, stessa melodia.
Sovrana Signora di tutti, previenici nei pericoli, previenici nelle afflizioni, sii accanto a noi nelle angustie dell’ultimo giorno: non ade, non perdizione! Possiamo noi invece presentarci allora senza colpa al tremendo tribunale di tuo Figlio: poiché tu, pura Madre di Dio, tutto ciò che vuoi lo compi.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 1. Nube dell’eterna luce.
Il discepolo di Cristo, il sapientissimo redattore del vangelo, la splendida impronta vivente dello strumento d’elezione, l’apostolo Luca di cui si fa lode in tutte le Chiese onoriamo con inni, o fedeli; egli predicò infatti gli straordinari prodigi di Dio, illuminando gli abitanti della terra con i raggi della teologia, mediante la grazia.
Appresa la scienza medica per le anime ancor meglio di quella per i corpi, o sapiente, in entrambe ti rivelasti eccellente, ispirato dalla divina sapienza; curando con essa anime e corpi, Luca beatissimo, chiami alla conoscenza, sollevi in alto verso la divina passione d’amore, sempre conduci gli uomini al cielo e preghi per tutti quelli che ti festeggiano.
Trascinando su come pesci, con un amo razionale, quanti erano scesi nell’abisso dell’ignoranza, portandoli alla divina conoscenza, li offristi a Cristo come buon cibo, o beatissimo ed essi ricevettero come compenso conveniente la vita eterna e senza fine: perciò hai avuto il titolo di apostolo di Cristo Salvatore, sapiente evangelista e scrittore delle opere compiute dalla grazia.
Quindi il seguente idiòmelon.
Tono pl. 4. Del Maestro Leone.
Vieni, creazione tutta, con cantici acclamiamo il vero medico spirituale e discepolo del Salvatore, Luca illustrissimo: egli ha infatti guarì il morbo dell’ateismo con l’unguento del fonte battesimale di Cristo e irrigò le regioni vivificanti del vangelo con fiumi di divine correnti dalla sua bocca: come dunque dice il profeta, per tutta la terra uscì la sua voce; ed egli intercede per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. Stesso tono.
Riuniamoci, o fedeli e con canti, davidicamente acclamiamo a Luca, mistico retore del Verbo: La tua lingua si mostrò stilo di scriba veloce di Cristo e fa raggianti gli occhi per far conoscere alle genti la scienza divina, con cui predicasti il vangelo e scrivesti gli Atti degli Apostoli, tuoi compagni. Stando dunque presso la Trinità, unico Dio, prega per le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Accogli, Sovrana, le preghiere dei tuoi servi e liberaci da ogni angustia e tribolazione.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia.
I typikà e le odi 3 e 6 dell’apostolo.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini del mondo le loro parole. Alliluia.

