18 Agosto
Memoria dei santi martiri Floro e Lauro.
Al Mattutino
Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Nella tua gloriosa memoria tutta la terra, spiritualmente adorna dello Spirito immateriale, lietamente a te acclama: Salve, Vergine, vanto dei cristiani.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, Kàthisma.
Tono 4. Presto intervieni.
Per ordine del tuo Creatore, nato da te, radunasti gli apostoli con una nube, affinché vedessero il tuo transito: perciò essi con gloria e letizia grande ti seppellirono inneggiando al corpo castissimo della tua beatitudine, Madre di Cristo Dio.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Il primo canone della festa poi questo dei santi, con l’acròstico. Celebro la gloria dei due santi. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.
Voi, che lo splendore raggiante dello Spirito avvolge, dissolvete l’oscurità tenebrosa della mia anima, affinché celebri con gioia, generosi martiri di Cristo, la vostra sacra memoria, il vostro luminoso ricordo.
Edificati sulla pietra della fede grazie alle divine virtù, vi rivelaste splendida e magnifica dimora, o beati, in cui il Padre si stabilì con il Figlio e il santo Spirito.
Tagliando alla radice i rovi dell’errore, i gloriosi martiri, utilizzando il verbo della fede divina come vomere, hanno arato i cuori lasciati incolti dall’errore e hanno fatto loro infallibilmente portare frutto nella fede che avevano piantato.
Theotokìon. Dal tuo grembo vergine, radice che nessuno irrigò, Purissima, hai fatto sorgere il giardiniere dell’universo, che si fece uomo e subì la sua passione: per lui i divini martiri con affetto e fede lottarono, o Vergine inneggiatissima.
Ode 3. Signore, tu che hai disteso.
Portando a compimento il precetto divino, illustri martiri, avete dato pane in abbondanza ai poveri e li avete guidati alla fede, procurando loro in tal modo la salvezza.
La doppia fonte di luce sfolgorante dei martiri ha scacciato con il bagliore dei prodigi l’oscuro errore del politeismo e guida gli sviati alla luce della fede.
Con i vostri divini consigli e la vostra fede avete guidato un popolo gemente sulla strada della sapienza divina e rovesciato gli altari dei demoni con le vostre preghiere, o martiri beati.
Theotokìon. O Vergine non sposata, da cui è sorto per noi il Verbo onnipotente, dégnati di salvare da tutti i dolori, o Piena di Grazia, ogni città e paese.
Irmòs. Signore, tu che hai disteso il firmamento celeste ed edificasti in tre giorni la Chiesa, rinsaldami nel tuo amore, o unico filantropo, vertice dei nostri desideri e fortezza dei fedeli.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Fedeli tutti, con inni celebriamo Floro e Lauro, martiri sapientissimi, atleti eccellenti; predicarono Cristo Dio precedente i secoli e con il loro martirio hanno abbattuto le menzogne degli idoli; con la loro fede svergognarono i tiranni e per grazia ottennero la gloria senza fine; perciò diciamo loro: Pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Stesso Tono. Della Festa.
Tu che senza seme concepisti Dio e senza corruzione lo partoristi incarnato, per rivestire la nuova incorruttela dello Spirito, come Madre della vita e Regina dell’universo, o Vergine, sei passata alla vita immateriale; perciò ti sei mostrata realmente, Madre di Dio purissima, come la nuvola da cui sgorgano per noi le onde della vita. Prega tuo Figlio, nostro Dio, di donare remissione delle colpe ai fedeli che venerano la tua santa dormizione.
Ode 4. Tu sei mia forza.
Affrontando il nemico con ardore, i nobili martiri lo abbatterono con l’arma potente della tua croce e torturati piamente cantavano: Gloria alla tua potenza, filantropo.
Fortificati da Cristo, pietra tagliata, come è scritto, dalla montagna, la serva di Dio, gloriosamente spezzaste, o santi, le statue degli idoli ed elevati sapientemente al vertice della salvezza, somigliavate ad angeli.
Floro e Lauro, coppia santa di atleti, con gioia predicarono l’unico splendore della divinità trisolare e sollecitamente bevvero il calice del martirio cantando a Gesù: Gloria alla tua potenza, filantropo.
I divini martiri, i due luminari che rischiarano i confini del mondo, sottomettendosi alla legge di Dio, sottomisero gli empi al culto dell’unico Dio, illuminando con l’apertura degli occhi la vista delle loro menti.
Theotokìon. Il plasmatore di tutto e Dio scelse te, sempre vergine, come pura fra le generazioni, o Madre di Dio e l’unico Re dei secoli rese il tuo grembo palazzo incontaminato e da te apparve agli uomini.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
La coppia fraterna dei martiri non subì separazione: avendo la stessa speranza e la stessa fede nella Trinità indivisibile, nella carità riunirono tutti coloro che il funesto errore avrebbe potuto dividere.
Prendendo la verità per cordone e per cesoia la divina conoscenza, piamente, o atleti, intagliaste con divino vigore le menti di pietra, rendendole templi della Trinità con l’illuminazione dello Spirito.
Recisa ogni malizia, gloriosi martiri, vi rivelaste coltivatori di ogni pietà con parole e azioni, piantando in cuori incolti il virgulto germogliato dalla radice di Iesse.
Theotokìon. Il grande mistero nascosto e anteriore a tutti i secoli, sconosciuto alle epoche precedenti, il Verbo del Padre incarnato e fatto uomo per noi, per te fu rivelato, fanciulla purissima.
Ode 6. Perdonami, Salvatore.
Con inflessibile pazienza, respingendo gli empi, i famosi atleti di Cristo trovarono onorevole fine, senza venir sepolti nella vanità dell’empietà.
Dimostrandovi spade dello Spirito potente, uccideste i malvagi incorporei, o beati e piamente raffiguraste la beata passione di colui che fu colpito al fianco.
Appariste, o illustri, come due mammelle splendide della Chiesa di Cristo, per cui versaste non latte, ma grazia inesauribile e salvezza, zampillando guarigioni.
Theotokìon. Sana, o Purissima, la mia anima indebolita dal peccato, poiché generasti il medico delle nostre anime, che i martiri confessarono, diventando a loro volta guaritori delle nostre passioni.
Irmòs. Perdonami, Salvatore, malgrado la moltitudine delle mie colpe; strappami dall’abisso del male, ti supplico; per questo a te grido: Signore della mia salvezza, esaudiscimi.
Kontàkion autòmelo. Tono 2.
Tomba e morte non trattennero la Madre di Dio sempre desta nell’intercessione e immutabile speranza con la protezione: come madre della vita alla vita la trasferì colui che dimorò nel suo grembo sempre vergine.
Sinassario.
Il 18 di questo mese memoria dei santi martiri Floro e Lauro.
Stichi. Per il Verbo di Dio che ebbe sete morendo, al pozzo Floro e Lauro vanno correndo; in questo pozzo profondo la terra vede chiudersi, il diciottesimo giorno, la vita di Floro e Lauro.
Lo stesso giorno la santa folla di poveri che avendo infranto gli idoli, perì nel fuoco.
Stichi. Uomini poveri trovarono pura ricchezza lasciando nel fuoco la questua elemosinata.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Ermete, Serapione e Polieno.
Stichi. Ad Ermete, violentemente lapidato, il cielo fu come roccia di salvezza per la lepre. Anche Serapione sopporta la lapidazione senza paura, né timore. Polieno si fece levigare dalle pietre per Cristo, che fece scaturire una fonte dalla rupe.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Giuliana, dalle parti di Strobilo e del santo martire Leone, che subì il martirio nel mare dalle parti di Myra di Lycia.
Lo stesso giorno memoria di quattro asceti che morirono in pace nel deserto.
Stichi. Quattro uomini affratellati morirono lasciando gli scheletri nello stesso deserto.
Lo stesso giorno memoria dei nostri padri tra i santi Giovanni e Giorgio patriarchi di Costantinopoli.
Stichi. Disse Giorgio morendo: Come ordini, o Cristo, vengo chiamato dall’alto. Le personalità della Chiesa piangono non sopportando la perdita di Giovanni.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. La discesa divina.
I gloriosissimi martiri Floro e Lauro, distrutti gli dèi di legno e di pietra dei pagani, elevarono se stessi come stele della divina scienza per quanti cantano: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Pieni del fuoco del santo Spirito, avete custodito incolumi, o gloriosi martiri, con la rugiada della vostra divina intercessione, gli uomini venerabili, condannati crudelmente ad essere gettati nella fornace.
Floro e Lauro, santi martiri, senza sosta concedete la salvezza a quanti il pericolo circonda, la guarigione ai malati, agli oppressi la liberazione, gridando: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Come rosa nella valle di questa vita, o Vergine pura, Dio ti scelse: in te dimorò e nella carne venne a cospargere del profumo della conoscenza di Dio quanti ti proclamano Theotòkos.
Ode 8. Sette volte più del solito.
Nutrendo con parola di vita le anime affamate del cibo salvifico, o insigni, vi rivelaste provvidenza dei poveri e degli orfani, sovvenendo ai bisogni di chi canta: Benedite, fanciulli il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Santamente siete vissuti e santamente moriste, dopo essere rimasti a lungo nascosti in terra, siete rifulsi a noi più del sole con bagliori di miracoli straordinari per i fedeli che cantano: Sacerdoti benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Come due astri brillanti siete apparsi santamente nel firmamento spirituale della Chiesa e con i vostri miracoli, o atleti, non cessate di illuminare sempre il creato, gridando: Benedite fanciulli il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Theotokìon. Più santa degli angeli, fanciulla santissima, generasti il Santo dei santi, divenuto per compassione senza mescolanza mortale come noi per salvare quanti a lui senza sosta gridano: Benedite, fanciulli, il Signore, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Irmòs. Sette volte più del solito nel suo furore il tiranno dei caldei fece infiammare la fornace per i fedeli del Signore; ma vedendoli salvati da una forza onnipotente, gridava: Fanciulli benedite, sacerdoti celebrate, popolo esalta Cristo nei secoli.
Ode 9. Sbigottì il cielo.
Ecco, dunque, com’è buono, soave e salvifico, disse Davide un tempo, che due fratelli abitino insieme nello Spirito, lottino contro il diavolo e lo vincano: degnamente li diciamo beati.
Appariste per grazia splendidi occhi della venerabile Chiesa e un tempo foste privati degli occhi dalla tenebra malvagia, ma prima della morte e dopo la sacra fine li apriste alla gloria del benefattore di tutti, o illustri santi Floro e Lauro.
Come predetto, Cristo rivelò con segni e prodigi straordinari, o santi, la vostra sepoltura e la cassa in cui giacevano santamente i corpi, effondendo profumo di soave aroma e raggi di guarigioni.
O coppia divina e realmente luminosa, Floro e Lauro, martiri vittoriosi, stando sempre in cielo presso la Trinità santa, chiedete liberazione dai peccati e mali per noi, che sulla terra celebriamo la vostra sacra memoria.
Theotokìon. Tremendo il tuo concepimento, Madre pura, poiché concepisti oltre natura, restando vergine come prima, colui che le schiere temono, il Dio Verbo, divenuto uomo sulla terra; perciò, confessandoti con lingua e cuore, Theotòkos, ti magnifichiamo.
Irmòs. Per questo sbigottisce ogni orecchio e sono colti da stupore i confini della terra; perché Dio è apparso corporalmente agli uomini e il tuo grembo è divenuto più ampio dei cieli: te dunque, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini magnificano.
Exapostilarion. Udite, donne.
Toccando con fede i vostri sacri resti, come voi siamo fortificati, o felicissimi Lauro e Floro. Voi dunque, o megalomartiri, ricordate al Signore presso il quale state, noi che celebriamo la vostra splendida e luminosissima memoria.
Della festa. Tu che il cielo con le stelle.
La folla degli apostoli, radunata nelle nubi, dovutamente seppellisce la Madre del Signore, alla presenza del Salvatore con miriadi di angeli.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Salve, Getsemani, divino sacrario della sola Madre di Dio, in cui fu deposta la Regina di tutti.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.
La Madre di Dio, la sola Theotòkos più che benedetta è gloriosamente portata dalla terra ai cieli.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Inneggiate, voi tutti, cori dei cieli: perche la Vergine Madre è prodigiosamente portata dalla terra ai cieli.
Gloria. E ora. Tono 4.
Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augustissima dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti; non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, o Madre di Dio inneggiatissima e ignara di nozze.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

