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17 Ottobre

Memoria del santo profeta Osea e del santo martire Andrea in Crisi.

Al Mattutino

Apolytíkion del profeta. Tono 2.

Festeggiando, Signore, la memoria del tuo profeta Osea, tramite lui ti imploriamo: Salva le nostre anime.

Del santo martire. Tono 4. Tu che volontariamente.

Tu che in precedenza ti eri esercitato nell’ascesi sul monte, distruggendo con l’arma della croce gli schieramenti dei nemici spirituali, o beatissimo, di nuovo valorosamente ti sei accinto alla lotta, uccidendo il Coprònimo con la spada della fede: e per entrambe le lotte sei stato coronato da Dio, o santo martire Andrea, degno di essere celebrato.

Dopo la solita sticologia un canone dall’Oktòichos e questi due dei santi. Canone del profeta. Acròstico: Canto le tue parole ispirate da Dio, Osea. Di Teofane.

Ode 1. Tono 1. Cantiamo un inno di vittoria.

Come veramente ispirato da Dio, o profeta Osea, prega il Signore vivificante di liberare dai pericoli tutti coloro che ti celebrano.

Purificando la vista della tua anima dalle sozzure, fosti degno di prevedere e predire da lontano le cose migliori che tu hai proclamato.

La fonte delle previsioni, la sapienza di Dio, ti ha rivelato, o Osea, fiume divino di profezia, che per tutti fa scorrere divini insegnamenti.

Theotokìon. Il Cristo apparso per noi dalla Vergine, il Padre lo chiamò dall’Egitto, come predisse un tempo Osea, divino veggente.

Canone del beato martire. Acròstico: Celebro con affetto Andrea dal nome virile. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.

Asservendo con coraggio le passioni della carne come eponimo del coraggio, o padre, affrontasti la ferocia dei tiranni e lottasti secondo le regole, perciò radunandoci con fede a una voce ti diciamo beato.

Infiammato spiritualmente come un carbone al calore del divino Spirito, hai sciolto il ghiaccio delle passioni, spegnendo con rivi di sangue il fuoco alieno dell’empietà, o immenso Andrea, confessore divinamente beato.

Incatenato all’affetto di Cristo dalla giovinezza, o padre, con gioia hai preso la croce e lo hai seguito, rinnegando te stesso mediante la confessione della fede e la perfezione della lotta.

Theotokìon. La mia anima in ogni tempo è appesantita dal sonno dell’indolenza: al tuo aiuto ricorro, Vergine Madre pura. Rialzala per la veglia della penitenza, scampandomi dal castigo eterno.

Del profeta. Ode 3. Rinsaldami, o Cristo.

Ipprendnedo per divina iniziazione le rivelazioni divine, chiaramente hai predetto la chiamata delle genti, o profeta, segnato dal santo Spirito.

Divenuto degno di prevedere come presente il futuro, hai previsto la caduta dei giudei e la scomparsa dei dottori della Legge.

Hai predetto che Israele sarebbe stato liberato non con la guerra, né con le armi, né con frecce, ma dal Signore Dio onnipotente, segnalandoci l’incarnazione del Verbo.

Theotokìon. Salve, santa Vergine, che concepisti il Verbo incarnato, che ci ha salvato dall’errore col suo corpo e il suo prezioso sangue.

Del martire. Sulla pietra della fede.

Fondasti il tuo intelletto sulle basi dell’amore di Cristo, o padre, non vacillando affatto per i venti contrari, ma gridando al Creatore: Tu sei il nostro Dio, non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Guarigioni fai scaturire prima e dopo la fine divina per gli infermi e allontani spiriti impuri, o beato Andrea, gridando al tuo Creatore: Non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Lavato dalle tue lacrime ascetiche, abbellito dal sangue dei martiri e tutto adorno di perfetta bellezza, correvi verso l’amato gridando: Non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Theotokìon. Oltre ragione concepisti, o purissima, il Dio Verbo consustanziale al Padre, divenuto simile a noi nella carne, restando Vergine dopo il concepimento, per questo con fede ti diciamo beata.

Irmòs. Sulla pietra della fede mi stabilisti, dilatasti la mia bocca contro i miei nemici; ha gioito infatti il mio spirito nel cantare: Non c’è santo come il nostro Dio e non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Kàthisma del profeta.

Tono 1. I soldati a guardia.

Chinasti l’orecchio, o profeta di Dio, a colui che ti parlava e, iniziato alla conoscenza di tutto il futuro, predicasti la venuta divina di Cristo; perciò celebrando la tua memoria oggi inneggiamo al Redentore che ti ha magnificato.

Gloria. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Portando realmente il nome del coraggio, o Andrea, posseduto con fede dalla pietà, ammirabile martire, come seguace di Cristo, illustrasti con i fatti i cori dei monaci e ti rivelasti degno della gloria dei santi; perciò, giungendo agli agoni dei martiri, valorosamente lottasti e regolarmente primeggiasti. Tu che sei l’omonimo del Primo Chiamato, prega Cristo Dio di donare remissione dei peccati a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Theotokìon.

Sono scivolato nei pensieri maligni, caduto nell’abisso dei peccati e gemendo grido a te dal cuore, o purissima. Magnifica in me la tua ricca misericordia, la tua pietà, il mare infinito e l’incalcolabile ricchezza delle tue compassioni e dammi penitenza e perdono dei peccati affinché con affetto a te acclami: Prega Dio, tuo Figlio, di donarmi remissione dei peccati, perché sei tu la speranza del tuoi servo indegno.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendoti con pena in croce in mezzo a criminali, tua Madre, o Verbo, aveva l’anima ferita e i visceri dilaniati e piangendo gridava e con cuore afflitto gemendo urlava: Ahimè, che ti ho generato, Figlio e Dio mio! Come volontariamente sopporti schiaffi e sputi sul volto e una morte ingiusta crocifisso con chiodi sul legno? Veramente subisci questo per salvare l’uomo.

Del profeta. Ode 4. Ho riconosciuto.

Tu sei l’occhio divinamente veggente della Chiesa, Osea, salva i tuoi cantori.

O luminosissimo e solidissimo ricettacolo dello Spirito, intercedendo, salva i tuoi cantori.

Tu che stai presso il giudice di tutti, come divino profeta con le tue implorazioni scampami dalle passioni.

Theotokìon. Hai superato, o sempre Vergine, le schiere degli angeli, concependo il loro Creatore.

Del martire. Sei venuto da una Vergine.

Divenuto obbediente ai precetti di Cristo, piamente venerasti la sua immagine, o santo padre, perciò l’empio ti fece perire fra molteplici tormenti.

Tu che effondevi il profumo delle virtù, anche ora nella tomba profumi i volti dei fedeli, che con cuore sicuro ti si avvicinano, o padre santo.

Con franchezza rifiutasti, o beato, l’eresia che ammorbava il pessimo Mammona e sei divenuto campione dell’ortodossia, o ammirabile Andrea.

Theotokìon. Come spiga feconda della grazia, hai coltivato il Signore incarnato dal tuo grembo, colui che nutre tutti coloro che in modo ortodosso ti onorano, o lodatissima Sovrana.

Ode 5. Vegliando dalla notte.

Mosso da compassione, ci hai mostrato la magnanimità, la compassione e la bontà di Dio, per le quali l’universo è risparmiato, o profeta da Dio ispirato.

Cristo è risorto uccidendo la morte, come la tua sapiente previsione, o profeta, aveva predetto e ha donato vita alle anime nell’ade.

Dal gorgo delle colpe, o profeta Osea, stappami con le preghiere, tu che hai familiarità irresistibile presso Cristo, o beatissimo ispirato da Dio.

Theotokìon. Il Signore di tutti e Re dell’universo, il coeterno al Padre è divenuto soggetto al tempo e si è fatto carne, o Madre di Dio Vergine.

Del martire. Illuminazione.

Detestando la tenebra del peccato, risplendi tutto di impassibilità e, con il fulgore delle guarigioni, illumini, per grazia divina, i fedeli che si avvicinano al tuo divino sepolcro.

Apparivi interamente divina dimora, o padre, vivendo virtuosamente e lottando nobilmente e ora che nella tomba rimani intero e incorrotto, o beato dilegui i mali di tutti i fedeli.

Sconfiggendo come un giovane i demòni e gli uomini eretici, o beatissimo, fosti degno della gloria eterna e delle corone, o Andrea, perciò con affetto tutti con fede ti diciamo beato.

Theotokìon. Per un indicibile parto porti fra le braccia Cristo, che riabbraccia quanti erano caduti nel male ed erano malamente assoggettati dall’errore, o fanciulla lodatissima, perciò ti glorifichiamo come Madre di Dio.

Del profeta. Ode 6. Dal cetaceo, o filantropo.

Predicendo il futuro, o beatissimo o beatissimo Osea, rivelasti la discesa del Verbo fra gli uomini.

Quanti erano morti per le colpe la vita immortale li ha ricondotti dagli antri dell’ade, come avevi detto.

Hai mostrato, o profeta santo, la perdizione dei dottori delle Legge, la caduta dei giudei e l’ingresso delle genti.

Theotokìon. Dal tuo grembo, purissima, è sorto il Verbo Dio, assumendo per noi la carne ineffabilmente come compassionevole.

Del martire. Avvolto dall’abisso.

L’iniquo mise te sotto custodia te, Andrea, che eri custodito dal Sovrano e che custodivi senza errore la sua volontà divina.

Non ti sei preoccupato, o beatissimo, della tua carne straziata dai flagelli, ma sopportavi divinamente rafforzato, come fosse altri a soffrire.

Nascosto come prezioso tesoro agli occhi dei fedeli sei rifulso arricchendo con i tuoi prodigi quanti con fede ti onorano.

Theotokìon. Il divino profeta ti previde un tempo nel mistico candeliere recante il Cristo, lucerna spirituale, che rischiara tutti noi, che ti onoriamo.

Irmòs. Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua compassione amorosa: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Kontakion. Tono 3. La Vergine oggi.

La città imperiale celebra oggi la fulgidissima festa della tua luminosa memoria, invitando ogni città e regione; si rallegra perché possiede un grande tesoro, il tuo corpo glorioso per le tante lotte, o martire Andrea, luminare dell’ortodossia.

Ikos.

Prendendo in luogo di armi la croce, o gloriosissimo e indossando in luogo di corazza la fede, uscisti per la lotta contro i nemici invisibili e visibili, o martire, di tua spontanea volontà e hai rovesciato i loro schieramenti con la forza dello Spirito: di lui abbondantemente ricolmo, o santo, concedi anche a me un poco di grazia che illumini il mio intelletto affinché degnamente inneggi alle tue nobili lotte, o luminare dell’ortodossia.

Sinassario.

Il 17 di questo mese memoria del santo profeta Osea.

Stichi. Unendoti a una prostituta, o profeta, raffiguravi unito a una prostituta il Dio che ora vedi. Il 17 moriva Osea.

Lo stesso giorno, memoria del santo martire Andrea in Crisi.

Stichi. Con entrambi i piedi amputati, compi lo stesso la corsa del martirio, o Andrea.

Lo stesso giorno memoria del ritrovamento della preziosa reliquia del santo giusto Lazzaro.

Stichi. Aprendo la porta all’amico di Cristo, la Città, imitando Cristo dice: Lazzaro, vieni di nuovo.

Nella deposizione della reliquia dello stesso san Lazzaro.

Stichi. Nuova Roma, celando Lazzaro morto, si rivela a noi come una seconda Betania.

Lo stesso giorno memoria dei santi fratelli di sangue i martiri anàrghiri Cosma, Damiano, Leonzio, Antimo ed Eutropio.

Stichi. Di stirpe arabi, per professione anàrghiri, divenne campioni col martirio di spada. Come dice il libro di Giobbe, leone senza preda, Leonzio veniva straziato, ma era l’errore a morire. Eutropio e Antimo tagliati a pezzi fanno fiorire rami ancor più belli e splendidi.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Del profeta. Ode 7. I figli di Abramo.

Con l’intelletto illuminato da splendore soprannaturale, hai acquisito la conoscenza del futuro, o beato profeta Osea, acclamando al Signore: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Moltiplicando le visioni nelle mani dei profeti, o Salvatore immortale, ti rivelasti in molti modi a quanti con fede gridano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Eri per Israele, o profeta Osea, una fonte traboccante onde di salvezza perché predicavi Cristo, fiume della pace, al quale cantiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Da te, Vergine Theotòkos, ha preso un corpo colui che per indicibile amore è sorto dal Padre senza principio, al quale cantiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Del martire. Il decreto ostile a Dio.

Le onde della malizia sollevate contro il tuo spirito non fecero vacillare te, o beato Andrea, che stavi sulla pietra della conoscenza di Dio; perciò sei divenuto per noi, in mezzo alla tempesta, un porto riparato dalle onde.

Con folli interrogatori il malvagio, con lo spirito ottenebrato, tentava di spogliarti della dottrina che ti ornava, ma venne svergognato e umiliato dalla tua fermezza.

Il tuo intelletto abbellito da divinissima determinazione, ti ha rivelato a tutti, o ammirabile Andrea, astro luminosissimo, che illumina ogni giorno con prodigi i fedeli che ti inneggiano.

Theotokìon. Sei divenuta tempio del Dio vivente, nel quale fece indicibilmente la sua abitazione, o Vergine lodatissima, colui che abita i cieli e per grande benevolenza accettò di divenire mortale.

Del profeta. Ode 8. Colui che nella fornace.

Inconcepibile l’energia preveggente data ai profeti dall’elargizione divina e la conoscenza del futuro! Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Irraggiando lo splendore della pietà dalla tua bocca divinamente ispirata e dalla tua lingua che predicava Dio, tu canti, o Osea: Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Profetizzando con la parola e l’azione, o beatissimo, rimproveravi il popolo che si prostituiva e simbolicamente gli insegnavi a cantare: Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Theotokìon. Il Verbo coeterno come Dio al Padre, ha preso corpo dal tuo santo grembo, o pura Vergine ed è apparso ai mortali che gridano: Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Del martire. Un tempo a Babilonia.

Mortificando le passioni della carne, nell’agone ascetico lottavi fermamente, o venerabile padre, che con un santo bacio venerasti l’icona del Salvatore, della Vergine e di tutti i santi.

Quanti erano furiosamente aizzati contro Cristo, come bestie selvagge ti fecero morire; trascinato e dilaniato da ruote, ti gettarono in una fossa rendendoti martire della verità, o venerabile padre.

Alle onde dei tuoi miracoli, beatissimo, disseti i fedeli, mettendo in fuga gli spiriti del male e curando i mali, avendo ricevuto da Cristo nostro Dio la celeste grazia delle guarigioni.

Theotokìon. Apparisti più vasta dei cieli, o Vergine, ospitando in grembo il Dio che l’universo non può contenere: pregalo di salvare da funesta angoscia i fedeli che t’inneggiano, o Sovrana pura.

Irmòs. Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Del profeta. Ode 9. Salve, santa gloria.

Come profeta sei venerato, Osea, avendo ricevuto da Dio la corona dell’onore, o beatissimo.

Tutto splendido nella luce di Cristo, o eccelso, concedi per le tue preghiere questo favore ai tuoi cantori.

Stando con le schiere degli angeli per esser vissuto come un angelo, tu inneggi, Osea, celebrando il Sovrano.

Theotokìon. Volendo salvare l’uomo, il Salvatore e Sovrano si rivestì della nostra carne da una Vergine incontaminata.

Del martire. Il Figlio dell’eterno

Ecco, beato padre, hai compiuto la tua corsa, hai custodito senza macchia la fede ortodossa, per cui lottasti lealmente; hai ricevuto doppia corona dall’alto come martire invitto e asceta imbattuto.

Come giglio profumato, come rosa sei sapientemente fiorito, o padre, nel prato della divina ascesi e profumi come cedro, risplendendo come martire, o beatissimo Andrea, vanto dei monaci.

Sapientemente abbellito da segni e prodigi, agli occhi di tutti rimani incorrotto, o beatissimo Andrea e illuminando le anime di quanti con fede ardente si presentano a te e sempre ti dicono beato.

Giorno di festa, pieno di gioia la tua memoria, che oggi celebriamo con fede inneggiandoti: per le tue sante preghiere a Dio liberaci dai pericoli di questa esistenza.

Theotokìon. Il tuo grembo divenne dimora della luce che illumina il mondo con i riflessi della sua divinità e scaccia dalla terra tutta la tenebra dell’ignoranza, pura Vergine: perciò ti glorifichiamo.

Irmòs. Il Figlio dell’eterno Genitore, Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si manifestò a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso; per questo la lodatissima Madre di Dio noi magnifichiamo.

Exapostilarion del profeta. Con i discepoli.

Oltremodo mirabile, Osea che parli cose divine, è la grazia piena di Spirito a te data da Dio, con cui chiaramente predicesti, o profeta, l’incarnazione del Salvatore dalla Vergine, la croce e la passione, l’augusta, divina risurrezione e la distruzione completa dello stoltissimo Israele.

Del santo, stessa melodia.

Celebriamo con affetto, noi tutti fedeli, Andrea, glorioso vincitore, divinamente festeggiando la sua augusta memoria: egli infatti ha divulgato le sacre icone del Salvatore e di tutti i santi, onorandole con tutta pietà e per questo ha ricevuto nei cieli la corona, annoverato nel coro degli angeli.

Theotokìon.

La verga secca del sacerdote, prodigiosamente fiorita, già allora diceva di te, o purissima, che saresti uscita da lombi sterili; te i profeti e la Legge predicevano come Madre del Sovrano e Creatore dell’universo: imploralo, o santissima e purissima, perché siano salvati quanti ti cantano, o pura Theotòkos.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos. Quindi il resto del mattutino, secondo l’ordinamento e il congedo.