APPENDICE – 17 Agosto
Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Nuovo.
Al Mattutino
Canone del santo. Ode 1. Tono 4.
L’inclito Elia che ora risplende nelle virtù ha imitato Elia nella vita; come astro meraviglioso in occidente invia i raggi dell’ascesi ai confini dell’occidente.
La sua sacra vita si manifestò dalla giovinezza: avendo abbandonato le sterili preoccupazioni è stato annoverato fra le schiere degli asceti, avendo sottoposto allo spirito i desideri della carne che passa con l’autodominio e le fatiche dell’ascesi.
O beato sapiente, benché ancora giovane sei stato reso degno da Dio di carismi profetici: predire il futuro a tutti preannunziando gli eventi imminenti e suscitando l’ammirazione degli ascoltatori.
Unito a Dio, al quale sei vicino, provenendo dalla Sicilia hai distrutto le astuzie dei demòni con fulgide lotte, divenendo vincitore ammirabile per la forza dello spirito.
Theotokìon. La natura che conserva non ha visto fino a te una vergine che madre allatta il suo neonato: tu sola hai unito entrambe queste cose e colui che è stato da te generato, è stato anche il creatore della natura.
Ode 3.
Apparisti, o luminoso, come un albero ornato di molte virtù, perciò degnamente ricevesti l’unzione del sacro sacerdozio, celebrando i divini e celebrati misteri.
Sopportasti, o fortissimo, i sudori e le fatiche dei martiri in Cristo; rapito dalle mani barbare degli arabi sperimentasti molti flagelli e tribolazioni.
O teoforo Elia, torturato con flagelli, non hai mai negato l’eccelso nome di Dio creatore, per questo degnamente hai ricevuto dall’alto la corona incorruttibile.
Theotokìon. Assumendo, o Cristo, la natura impura dei viventi, la purificasti dalla caduta del progenitore apparendo neonato dalla Vergine, rimanendo Dio senza mutamento e variazione.
Kàthisma.
O Elia beatissimo, la tua vita luminosa, la forte ascesi, le ammirevoli lotte, le sublimi fatiche hanno riscattato il mondo, allorché, ricevuta la grazia dall’alto con le tue preghiere al Signore, hai curato le difficili passioni degli uomini affaticati.
E ora. Della festa.
Ode 4.
A vendo mente matura nella giovinezza, sei apparso, o Elia, altro Giuseppe: come quello sopportò forti tentazioni, tu conservasti con prudenza la bellezza intatta della verginità.
Fortificato dalla grazia che in te abitava, sei andato con gioia in terra santa; dopo hai abitato a Roma e sei divenuto abitazione della santità.
O padre, hai mostrato il tuo corpo come vaso di profumo che ha toccato i luoghi degli apostoli ed hai reso belli i tuoi piedi; sei andato nell’abbraccio della terra calabra compiendo le altezze dell’ascesi.
O padre, ti sei applicato come un’ape al prato della Sacra Scrittura, nella lingua hai portato i fiori dello Spirito, nutrendo, o santissimo, te stesso e i vicini con le tue parole come un pane.
Theotokìon. O sposa di Dio, colui che siede in seno al Padre, prendendo da te carne, per indicibile misericordia, crebbe con gli uomini e ricreò il mondo come aveva predetto il profeta ispirato da Dio.
Ode 5.
O sapiente, sempre amando la povertà secondo Cristo con felicità inturbabile, hai gioito per l’assoluta indigenza e ti sei fortificato guardando sempre alle venerate beatitudini delle diviene scritture.
Quale mio discorso può esprimere la catena delle tue grazie? Fai sgorgare miracoli e metti in fuga, o teoforo, gli spiriti cattivi e le passioni dolorose degli uomini, di quanti con fede ti dicono beato.
Avendo compassione per i poveri, hai sempre nutrito gli indigenti e, cosa paradossale, hai accumulato nei cieli la ricchezza che non marcisce, di cui godi ora gloriosamente, o venerabilissimo Elia.
Per conseguire i premi stabiliti, sapiente Elia, mortificasti la carne, vivificasti l’anima e sempre con digiuni e preghiere servivi Dio con la tua vita pari agli angeli.
Theotokìon. O Madre, il mondo riceve luce da colui che è stato nel tuo grembo: egli spegne l’inganno dell’ateismo e ha illuminato la terra con i raggi della conoscenza di Dio, rivestendo di decoro la sua carne.
Ode 6.
O padre, hai unito le lotte dell’ascesi alle lotte e alle torture barbariche; manifestamente risplendi dalle due parti e illumini i tuoi cantori.
Avendo ricevuto la grazia dall’alto, o Elia, dai la vista ai ciechi e la guarigione agli zoppi: hai fatto molte cose egregie e tremende con la tua supplica.
Predici come ottimo profeta le cadute delle città e l’inesorabilità della giustizia divina, piangendo con grande compassione gli abitanti di questa città.
Theotokìon. Diventa forte arma dei tuoi profughi e allarga, pura Vergine, le tue braccia, nelle quali hai portato tuo Figlio e custodiscici.
Kontàkion. Tono 2.
L asciando le cose di quaggiù desideravi i beni superni; aggiogando la quadriga delle virtù come un tempo il Tesbita, salivi correndo verso Cristo tuo creatore, beatissimo padre Elia e ora intercedi senza sosta presso di lui per tutti noi.
Ode 7.
Conosciuta la grandezza delle tue virtù, o beatissimo, il pio imperatore ti invita contro il tuo volere presso di sé, ma tu sei volato presso Dio onnipotente come avevi predetto, cantando: benedetto tu sei.
Ecco, camminando, o santo preso da Dio, con mezzi imperiali, vicino al tuo signore sei salito come su un carro celeste o sapiente, come una volta Elia il Tesbita, cantando: benedetto tu sei.
Morto nel corpo e vivente, o padre, nello spirito, sei tornato nella tua abitazione come prezioso tesoro per quanti gridano: benedetto sei tu, o Dio, nei secoli.
Coloro che vedono il tuo corpo, o ispirato da Dio, sono pieni di stupore, perché è conservato tutto intero e incorrotto per molti anni e suscita il canto al Creatore del mondo: benedetto sei tu, Signore.
Theotokìon. Colui che ti vide come porta chiusa, o sempre Vergine, dice: in lei risiede il Signore, aspettando di mangiare il pane, lui che ha preso la carne salvando quanti cantano: benedetto sei tu, o Dio.
Ode 8.
R adunati lodiamo con divine melodie, applaudendo le fatiche dell’ammirabile ascesi e le molte sofferenze, acclamando: benedite e lodate il Signore.
Tu padre, pur abitando in un sepolcro compi innumerevoli miracoli, come quelli che compivi da vivo: rialzi quella donna prostrata a terra, gridando: opere tutte, benedite e lodate il Signore.
I confini dell’occidente hanno gioia luminosa perché hanno la fortuna di averti come sole, che respinge nuvole di barbari con la luce delle tue suppliche e cantando: benedite ed inneggiate al Signore.
Trinitario. Inneggio il Figlio che ha la stessa potenza del Genitore, lo Spirito e con lo Spirito senza inizio, potenza trisplendente, unico raggio della Divinità, chi custodisce tutto e contiene tutto con la potenza della Divinità.
Theotokìon. Colui che siede sullo stesso trono con il Padre e lo Spirito, prendendo secondo ipòstasi la carne da te, diventa duplice nella natura, salvando, o Vergine, quanti cantano con fede: benedite e lodate il Signore.
Ode 9.
O celebratissimo Elia, sei divenuto lampada illuminando l’oscurità occidentale più del sole che sorge da oriente e respingendo con le tue preghiere la nebbia di molte catastrofi.
Sovrintendi guidando i figli che adesso cantano con fede inni a te, beatissimo padre, annunziando la tua santa vita e condotta, le ferite ricevute dai barbari e i miracoli.
Ti sei innalzato all’incorruttibile regno divino al posto del corruttibile, partendo dalla terra secondo la legge della natura umana, vedendo il solo immortale Re di tutto e vivendo con gli angeli.
Vigila, adesso, su noi confratelli del tuo monastero, divenendo guida per il perdono dei peccati, scaccia l’impeto dei barbari e conserva il tuo gregge sano dalle frecce che distruggono le anime.
Theotokìon. Proteggi i tuoi servi, o Signore, tranquillizza le difficili circostanze che ci circondano, abbatti i cattivi figli di Agar e sottometti ai pii imperatori la loro superbia con le tue preghiere.

