16 Ottobre
Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello del santo. Acrostico: Inneggerò all’immensa gloria di Longino. Giuseppe.
Ode 1. Tono. 4. Quando l’antico Israele.
Illuminato, o glorioso, dai divini bagliori e stando presso Cristo Dio con le schiere degli angeli, rischiara quanti celebrano la tua luminosa memoria.
Nulla ti separò, o martire, dalla tua unione con Dio, essendo distaccato per fede da ogni voluttà carnale e gioendo dell’amore supremo in tutta purezza.
Adorando il Dio vivente, illustre e beato Longino, non concedesti il minimo culto alle statue inanimate; perciò, messo a morte, giungesti alla vita senza fine.
Theotokìon. Volendo salvare i mortali, per bontà, dall’irragionevolezza, Dio Verbo da un verbo si lasciò concepire nel tuo grembo, Vergine Madre benedetta, senza macchia, purissima.
Ode 3. In te si rallegra.
Riconoscendo il Signore come vero Figlio di Dio, che patì per noi sulla croce, credesti a lui con tutta la tua anima.
Ricevuto il seme del Verbo, come terra buona, o Longino, producesti la spiga matura della pietà divina.
Attraversasti il mare dei dolori con la vela della croce; perciò raggiungesti con gioia, il porto della pace.
Theotokìon. Purissima Madre di Dio, risana la mia anima afflitta dall’assalto delle passioni e guidala alla salvezza.
Irmòs. In te si rallegra la tua Chiesa, o Cristo, acclamando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e saldezza.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Vedesti crocifisso il nostro Redentore e illuminato dai suoi raggi, fuggisti la profondissima tenebra dell’ignoranza e conformasti te stesso alla divina conoscenza, credendo Dio colui che vedevi; perciò dopo la lotta, beato Longino, fosti annoverato con gioia nei cori dei martiri; sempre con loro prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine purissima, guarda la mia anima miserabile e naufraga senza governo nella tempesta della vita e nel furore delle tentazioni, sommersa visibilmente dal fardello dei peccati e sul punto di sprofondare agli inferi; affréttati, Madre di Dio, con la tua ardente intercessione salvala, tu che procuri il porto della pace, affinché con fede a te gridi: prega Cristo Dio di donarmi la remissione dei peccati, poiché tu sei la speranza del tuo servo indegno.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sulla croce l’Agnello, il Pastore e Redentore, l’agnella gemeva amaramente ed esclamò in lacrime: il mondo si rallegra ricevendo la redenzione e le mie viscere si consumano vedendo la crocefissione che subisci per noi, per viscere di compassione, o Dio sommamente buono, longanime Signore. Con fede gridiamo: Abbi compassione di noi, o Vergine e dona remissione delle colpe a quanti con fede venerano la sua passione.
Ode 4. Vedendo te.
Attingendo vigore dalla fede, beato Longino, distruggesti l’impotente forza dell’errore e acclamasti: Gloria alla tua potenza, Signore.
Vedendo l’impassibile Signore, Re della gloria, elevato e inchiodato sulla croce lo confessasti Figlio di Dio che soffre volontariamente passione, glorioso Longino.
Vedendo la morte deperire, una volta messo a morte l’impassibile Signore, ti affrettasti, Longino, a morire per lui, per vivere dopo la morte con gli illustri martiri.
Theotokìon. Generasti, o pura, in due nature, energie e volontà il Verbo, unito nel tuo grembo secondo ipòstasi alla nostra natura e divenuto uomo.
Ode 5. Tu, Signore, mia luce.
Divenuto realmente forestiero in tutta la terra, ti adornasti delle ferite degli atleti e la terra dei miti ti ospitò, Longino.
Fortificato dalla potenza della croce, atleta Longino, fosti capace di respingere la folle audacia dei tiranni.
Ponendo su fondamento sicuro i moti del tuo cuore, sei rimasto incrollabile nelle prove, o invincibile.
Theotokìon. Salvati da lei, con affetto cantiamo la sola genitrice del nostro Dio ignara d’uomo, la divina Madre e la diciamo beata.
Ode 6. A te sacrificherò.
Vedendo il tremore sgretolare terra e i monti nel giorno della passione, crollò la tua incredulità e allora fu confermata la tua fede in colui che patì, o Longino.
Vedendo il mutamento sopravvenuto nel creato, sei riuscito a comprendere la verità con sapienza e perfezione e ti sei convertito, o Longino, alla conoscenza di Dio.
Sopportasti lietamente il terribile castigo e, decapitato dalla spada, con la tua fede incrollabile recidesti la testa degli avversari.
Theotokìon. Strappa, sradica, fai perire gli spinosi pensieri del mio cuore, Vergine purissima e con la tua mediazione, rendimi fertile.
Irmòs. A te sacrificherò con voce di lode, così ti grida la Chiesa, purificata dal lavacro dei demòni per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Gioisce lietamente oggi la Chiesa nella memoria di Longino, atleta illustre e acclama: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Ikos.
Vedendo il cielo in tenebra profonda, la terra scuotersi, le pietre spezzarsi e il velo del tempio scisso in due parti nella divina passione di Cristo, l’atleta lo riconobbe Figlio di Dio che pativa in forza della propria compassione, pur essendo impassibile per divinità e gloria e reggendo e dominando tutto con il Padre e il santo Spirito, come Dio vero e Re; perciò con gioia Longino acclamava: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria del santo martire Longino centurione.
Stichi. Dicendoti di nuovo figlio di Dio, come un tempo, o Cristo, il Centurione fu decapitato dalla lama. Il sedici con la spada fu messo a morte Longino.
Lo stesso giorno memoria dei santi due martiri decapitati con san Longino.
Stichi. Lasciando un esercito corruttibile grazie alla spada, due atleti si arruolarono per il Signore.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Leonzio, Domezio, Terenzio e Domnino.
Stichi. Avendo tre compagni di lotta, Leonzio, stavi nella pira come un leone.
Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Malò.
Stichi. Malò, lasciando la dimora terrena, prende dimora lassù nel cielo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Lottando virilmente secondo le regole, o martire, ostacolasti le volontà degli empi e ricevesti la corona meritata, gridando: Benedetto sei tu, Signore della gloria.
La divina grazia che scende sulle tue reliquie scioglie tutti i dolori di quanti piamente si avvicinano a te e ti predicano invincibile martire della verità, o beato.
Per Cristo non risparmiasti la tua carne mortale, Longino; ti rifiutasti di sacrificare ai demòni e con gioia ti offristi come vittima pura a Dio, decapitato dalla spada, o ammirabile.
Theotokìon. In te, Vergine, trovò dimora conveniente alla sua purezza il Verbo, che con te volle purificare dalle sozzure l’umanità. Benedetto, infatti è il frutto del tuo seno.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Pacificate prima le rivolte della carne con le tue veglie davanti al Signore, ti addormentasti nel sonno beato, o glorioso, morendo per Cristo, che con il suo divino sonno, sull’albero della croce, per i morti fece sgorgare la vita.
Hai visto, o beatissimo, Dio fatto uomo per amore versare sangue dal suo fianco forato dalla lancia e tu stesso fosti ferito dal suo dolcissimo amore, cantando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con i flutti del tuo sangue spegnesti il braciere degli idoli, sapientissimo Longino; incendiasti le loro statue cancellando il loro culto, tu, la cui anima bruciava di zelo per Dio, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con gli occhi del cuore illuminati dal raggio divino del Sole che oscurava il bagliore del sole, trascurasti, o Longino, le tenebre dell’empietà e divenisti lampada per noi che cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Con tutta la mia anima, con la bocca e il cuore ti proclamo Madre di Dio, Vergine pura e ti supplico: rischiarami con la tua luce e liberami dalle cupe tenebre, affinché gridi: Opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani, Daniele nella fossa chiuse le fauci dei leoni; mentre i fanciulli, amanti della pietà, cinti di virtù, spensero la forza del fuoco acclamando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Ode 9. Da te, Vergine.
Mia forza e inno è il Verbo che stese le mani sulla croce: così gridavi agli empi, o martire; e io soffro la morte volontariamente per raffigurare la sua beatissima passione.
Come vittorioso atleta, ornato di grazia e bellezza, trovasti, o Longino, il tuo supremo splendore presso il Verbo rifulgente e per le tue pene fosti largamente ricompensato.
Mostrasti tutto lo splendore del Sole senza tramonto, effondendo in tutta la terra il bagliore delle guarigioni e dileguando le tenebre dell’ignoranza, perciò ti diciamo beato, o Longino.
Sei asceso agli atri celesti ed esulti nel numero dei santi martiri; con essi, beato Longino, ricordati di quanti piamente celebrano festeggiando la tua santa memoria.
Theotokìon. In te, Madre di Dio, dimorò la luce senza tramonto, grazie alla quale videro la luce quanti giacevano nelle tenebre e nell’ombra del peccato. Rischiara dunque i sensi del mio cuore.
Irmòs. Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che congiunse le nature distinte: perciò, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Vedendo il Signore e Dio di tutti spirare sulla croce per suo volere e tutto il creato scuotersi nell’ora della passione, o Longino vittorioso, con il buon ladrone tu lo confessasti Figlio di Dio: per lui, gioioso, fosti anche immolato e ora come nobile martire preghi per noi tutti.
Theotokìon.
Si annienta nel tuo grembo il Verbo che è ogni pienezza, senza uscire, incomprensibilmente, dal seno paterno, o pura: come carne è visto e come bimbo è partorito, o Madre di Dio; imploralo con fervore perché siano liberati da pericoli, tentazioni, colpe e dalla geenna, o Sovrana, quanti piamente ti proclamano Madre di Dio.
Quindi il resto del mattutino secondo l’ordinamento e il congedo.

