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15 Ottobre

Memoria del santo martire Luciano, presbitero della grande Antiochia.

Al Mattutino

Dopo la solita sticologia i canoni dall’oktòichos e questo del santo. Acròstico: Canto la tua gloria, beatissimo Luciano. Di Teofane.

Ode 1. Tono 4. Canterò a te.

Splendendo per sapienza, grazia e forza spirituale, illuminasti popoli, o martire Luciano e li guidasti alla conoscenza di Cristo.

Munendoti con le armi dell’ortodossia, il Misericordioso che portò la nostra impotenza ti rese invitto nelle lotte dei nemici, o martire.

Con la rete dei tuoi divini dogmi attirasti all’altezza celeste colui che era caduto nell’abisso dell’eresia, o atleta ammirabile.

Theotokìon. Col verbo concepisti senza seme il Verbo del Padre eterno sovracausale e ineffabile, Purissima e lo partoristi per la nostra salvezza.

Ode 3. Ha indebolito l’arco.

Con la luce delle virtù rendesti la tua anima casa di virtù per Dio, o martire e con le tue preghiere abbattesti a terra i templi degli idoli.

Circondato da tentazioni e torture e oppresso da pene, o martire, inneggi come benefattore colui che ti rende degno di tali beni.

Hai dato il tuo corpo ai supplizi, o martire, custodisti la tua anima con vigore e ti sei offerto come sacrificio senza macchia al Sovrano.

Theotokìon. Colui che creò i secoli col volere nasce come bimbo dalla Vergine, che noi lodiamo come Madre di Dio e senza sosta diciamo beata.

Irmòs. Ha indebolito l’arco dei potenti e i deboli ha cinto di potenza; per questo si è rafforzato nel Signore il mio cuore.

Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Ungendo i cuori dei fedeli col verbo della grazia, o Luciano, li preparasti a combattere e vincere il tiranno e avendo terminato bene la via divina, divenisti degno della gloria dei martiri; perciò riunendoci oggi, o insigne, onoriamo la tua santa memoria glorificando il Salvatore, o atleta lodatissimo; supplica Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutte le genti ti proclamano beata, Vergine che generasti il Dio incarnato, poiché in te dimorò il fuoco della Divinità e facesti discendere il Creatore e Signore, perciò le stirpi degli angeli e degli uomini degnamente magnificano il tuo santissimo parto e a una voce gridano a te: supplica tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede e affetto lodano il tuo santissimo parto.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo sul legno della croce il Redentore, la Madre purissima gemeva piangendo e amaramente esclamava e con angoscia di cuore, strappandosi i capelli a lui gridava: Figlio mio e Signore, come l’iniquissimo popolo degli ebrei ha confitto in croce te, senza peccato? Come sopporti volontariamente, povera me, l’aceto, il fianco trafitto, il fiele e i chiodi, o magnanimo? Ma sia gloria, o Salvatore, alla tua divina passione!

Ode 4. Colui che siede.

Ti mostrasti forte contro l’inganno, o beato, esortando sempre molti alle divine lotte; sopportando poi le torture umiliasti il dominio impotente del nemico.

Steso sul legno e tirato con le cinghie, sfinito e straziato dalla prolungata fame e sete, sopportavi, o illustre martire Luciano.

Predicando la legge divina convertisti gli empi e li convincesti a bere subito la bevanda del martirio; con loro hai preso dimora nei giardini divini, assaporando l’albero della vita, indimenticabile.

Theotokìon. Il sole della divinità, sorgendo dal tuo grembo, o Vergine, illuminò quanti erano nella tenebra del politeismo e nell’ombra della morte; a lui gridiamo: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Ode 5. Gli empi non vedranno.

Bruciando le spine delle passioni con i sudori dell’ascesi, o venerabile, con le onde dei tuoi agoni, spegnesti la fornace dell’idolatria, o beatissimo.

Afflitto dai supplizi e dai dolori del gelo guardavi al Dio che può salvare, o santo e nelle sue mani rimettesti il tuo spirito esultando.

Confutasti i pagani lontani da Dio, o beato e accerchiato da prolungati tormenti e dolori, ti avvicinasti a Cristo la cui passione raffiguravi.

Theotokìon. Dopo il parto rimanesti incorrotta, o Purissima e salvasti dalla corruzione la stirpe umana, poiché partoristi Dio; perciò con fede e affetto ti diciamo beata.

Ode 6. A te offrirò sacrifici.

Attraversasti asciutto la tempesta dei supplizi e dall’abisso il tuo corpo fu salvato dalla destra onnipotente, rimanendo intatto per quanti lo desideravano, o beato in Dio.

Acceso dall’amore di Cristo, o glorioso, fino alla morte hai contrastato il tiranno, o sapientissimo, perciò esultando sei divenuto degno del regno dei cieli.

Colui che il terzo giorno strappò Giona dal ventre del pesce, dopo trenta giorni salvò anche te dall’abisso del mare con l’aiuto delle belve marine.

Theotokìon. Il Verbo puro trovò te come pura colomba e unica incontaminata e si compiacque di nascere da te, santissima Madre di Dio, Vergine incorrotta.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontakion. Tono 2. Tomba e morte.

Come splendidissimo astro, tutti, con inni, gloriosamente onoriamo te, Luciano, che prima sei rifulso nell’ascesi e poi nella lotta; non smettere di pregare per tutti noi.

Ikos.

Munito della scienza divina e con l’intelletto splendente di divina gloria, o atleta, illuminato dallo Spirito, apparisti spada scintillante che recide alla radice tutta la zizzania, le dottrine estranee degli eretici, o glorioso e araldo della verità; consacrando per la vita tutti quelli che piamente si accostano a te, lìberali da pericoli e tribolazioni; non smettere di pregare per tutti noi.

Sinassario.

Il 15 di questo mese memoria del santo ieromartire Luciano, presbitero della grande Antiochia.

Stichi. Luciano sopportò con coraggio la privazione del pane, non volendo privarsi del pane vivo. Il giorno 15 Luciano perì di fame.

Lo stesso giorno memoria del nostro venerabile padre Sabino, il vescovo.

Stichi. Vivendo come gli angeli, Sabino si unì morendo alla loro schiera.

Lo stesso giorno il nostro venerabile padre e confessore Barses, vescovo di Edessa.

Lo stesso giorno memoria del martirio di un monaco martire e utile narrazione della sua storia.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Tu che salvasti nel fuoco.

Non sopportando l’impeto delle tue parole sapienti, il tiranno ti uccide e ti getta anche nell’abisso del mare, non pensando di procurarti il regno superno e gloria divina nei secoli.

Non venerando le sculture e non piegando il ginocchio agli idoli, fosti gettato nel fuoco dei supplizi ed entrasti nella fornace delle tentazioni rinfrescato dal potere dello Spirito datore di rugiada, o martire sapiente in Dio.

Col tuo verbo vivificante, o illustre, strappasti le genti uccise e avvolte dalla tenebra dell’abisso dell’ateismo idolatrico, cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Unica benedetta fra le donne, benedetto il frutto del tuo grembo, che ci riscattò dalla trasgressione antica e che gli eserciti celesti e gli uomini benedicono, o benedetta!

Ode 8. Il parto della Madre di Dio.

Sostenesti gli sfiniti dalla fame spirituale col pane del tuo verbo, o glorioso e li guidasti a venerare solo il Signore, pane della nostra vita, a cui cantiamo: lodate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Calpestando con la tua passione le macchinazioni malvagie del nemico ingannatore, o glorioso, salisti agli eccelsi, o illustre e raggiungesti le schiere degli angeli gridando: lodate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Cose prodigiose furono compiute in te, Luciano, martire indimenticabile! Il mare, infatti, ricevendo il tuo santo corpo, non lo corruppe, ma lo depose incorrotto su terra ferma per far scaturire rivi di guarigioni per quanti ti amano.

Theotokìon. Con lingua e cuore ti predichiamo Madre di Dio, o Vergine pura, poiché partoristi il Signore incarnato e conosciuto in due nature, che tutte le potenze celesti lodano per tutti i secoli.

Irmòs. Il parto della Madre di Dio, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Per la sua colpa.

Fa’ risplendere, o sapiente, la tua sacra memoria, dileguando la nube delle passioni con i raggi dello Spirito e illuminando le assemblee dei fedeli; brucia gli eserciti dei demòni e custodisci quanti ti festeggiano.

Sciogliendoti dai legami del corpo, o beato, volasti esultando nella sublimità sovracceleste, presentandoti al Creatore adorno di piaghe come gioielli e stai presso di lui rallegrandoti con i martiri.

Il martire Luciano ci ha riunito oggi per lodare la sua passione e la sua luminosa lotta, il coraggio fino alla fine e il ricco carisma dei prodigi; lodiamolo degnamente.

Theotokìon. Ti mostrasti dimora della sapienza ineffabile, o purissima Vergine e trono animato e porta, perciò le assemblee degli uomini e gli eserciti degli angeli glorificano te, unica superiore a tutti.

Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione, ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion. Con i discepoli.

Colmo di grazia e sapienza spirituali, o Luciano lodatissimo, hai interpretato la Scrittura ispirata, o martire e confutato ogni errore degli ellèni, la pseudoscienza politeista, mentre rallegravi la Chiesa di Cristo, o vittorioso, illuminando con le tue parole le folle ortodosse.

Theotokìon.

Divenisti, o purissima, tempio della Divinità nella sua pienezza, generando ineffabilmente uno della Trinità, duplice per natura, o Vergine, in un’unica ipòstasi; supplicalo con fervore di salvare da tentazioni e pericoli i tuoi cantori, Madre di Dio Sovrana, poiché a te noi gridiamo: Salve, protezione del mondo.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.