15 Dicembre
Memoria del santo ieromartire Eleuterio.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Adorno della tunica lunga dei sacerdoti e versando rivoli di sangue, sei accorso, o beato, al Cristo Dio, sapiente Eleuterio, distruttore di Satana; perciò non smettere di pregare per quanti onorano con fede la tua beata memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Salve, invalicabile porta del Signore, salve, muro e protezione di quanti a te accorrono, salve, porto senza tempeste e ignara di nozze: tu che partoristi nella carne il tuo Creatore e Dio, non cessare di pregare per quanti celebrano e adorano il tuo Figlio.
Dopo la consueta sticologìa un canone dall’Oktòichos e due del santo. Il primo reca il seguente Acròstico: Dalle passioni mostrami libero, o beatissimo. Giuseppe.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
Un inno di vittoria cantiamo tutti a Dio, che ha operato meravigliosi prodigi con braccio potente e ha salvato Israele: perché si è glorificato.
Per la tua luminosa intercessione, liberami dalla schiavitù delle passioni, o martire Eleuterio, affinchè possa divinamente inneggiarti come servo di Cristo.
Splendendo per il martirio, con il tuo sangue colorasti la sacra veste, divenendo luminoso per lo Spirito, o sacratissimo.
Unito a Dio dalla giovinezza, con intelletto puro allontanasti la tua anima dal pensiero carnale, ricevendo copiosa la grazia di compier prodigi.
Theotokìon. Trono igneo, tu porti il Creatore, talamo nuziale, palazzo nobile, tu ospiti il Re fatto a noi simile, o piena di grazia.
Secondo canone. Acròstico: Onoro, o padre, il divino sacerdote Eleuterio.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Stando presso il trono della gloria del Signore con le schiere degli angeli, sapiente Eleuterio, con le tue suppliche libera da passioni quanti sempre con affetto t’inneggiano.
Eletto da Dio fin dall’infanzia, a lui ti offristi, o glorioso, come un tempo Samuele e unto dal divino Spirito, come sapiente sommo sacerdote pascevi il popolo.
Divenuto sacerdote dei misteri di Cristo, rischiarasti la sacra veste col sangue del martirio, lottando strenuamente nello stadio, o sapiente.
Theotokìon. Colui che trae l’universo dal nulla, Dio Verbo, o purissima, dal tuo grembo senza seme s’incarna in modo inconcepibile, perciò noi fedeli, Theotòkos, sempre ti magnifichiamo.
Ode 3. Irmòs.
Si confermi il mio cuore nella tua volontà, Cristo Dio, che sull’abisso stabilisti il secondo cielo e nelle acque hai fissato la terra, o Onnipotente.
Desiderando soffrire per Cristo, sopportavi i dolori del corpo, ricoperto, o sapiente, di pene e tormenti, perciò hai ottenuto la vita libera da dolori.
Posseduto da fervente desiderio per il Creatore, atleta sapiente, gettasti te stesso nel braciere ardente rinfrescato dalla fiamma dello Spirito, o Eleuterio.
Tra i sacerdoti sacratissimo e tra i martiri martire valorosissimo, hai ricevuto duplice corona e ora sempre contempli il volto di Dio, o beato.
Theotokìon. Come scettro di potenza germogliasti il Cristo nel quale siamo confermati, poiché la verga di Aronne fiorita un tempo prefigurava te, fanciulla non seminata, colomba sempre vergine.
Secondo canone. Non c’è santo.
Lottando con gioia con animo risoluto, percorresti la via del martirio, consegnando liberamente te stesso agli aguzzini, sacratissimo ieromartire.
Prendendo dal santo Spirito la ricchezza della sapienza, ti rivelasti imitatore degli apostoli, o sapiente, pescando con la rete del martirio popoli per la fede.
Rischiarando con virtù divine l’episcopato, lo rendesti ancor più splendido con la porpora del tuo sangue lottando strenuamente, martire Eleuterio.
Theotokìon. Stupisce davvero intelletto e udito il mistero del tuo concepimento, o fanciulla: Dio infatti concepisti in grembo e generasti restando Vergine.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma.
Tono 1. I soldati a guardia.
Liberando il tuo spirito dalle passioni, divenisti purissimo servo di Dio, liberando dall’errore quanti ti seguirono e lottando come sacerdote e martire, o Eleuterio, ricevesti duplice corona, pregando per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
O Maria, dimora venerabilissima del Sovrano, strappaci dall’abisso in cui siamo caduti e liberaci dalla tremenda disperazione delle nostre colpe e da ogni afflizione; poiché sei tu il rifugio dei peccatori, soccorso, protezione e salvezza dei tuoi servi.
Ode 4. Irmòs.
Prevedendo in ispirito, o profeta Avvacùm, l’incarnazione del Verbo, predicasti gridando: Quando si avvicineranno gli anni sarà reso noto, quando giungerà si mostrerà. Gloria alla tua potenza, Signore.
Né le fauci dei leoni, né le bruciature del fuoco, né la violenza delle torture riuscirono a piegare il tuo vigoroso coraggio, ma come diamante fosti saggiato, infiammato di zelo divino.
La tua bocca, colma di flutti vivifici, zampillava onde di divine dottrine, sommergendo le sciocchezze degli empi e dissetando i cuori di quanti riconoscono Cristo Dio.
Grandemente glorificandoti, il tuo Creatore per cui accettasti di patire, mandò una colomba a portare il pane degli angeli a te, divenuto quaggiù loro simile per il vivo splendore delle tue lotte, o atleta.
Theotokìon. Stupirono in cielo gli angeli vedendo manifestarsi visibilmente l’invisibile nel corpo da te ricevuto, Vergine Madre; supplicalo di render degni di te tutti i fedeli che ti glorificano.
Un altro canone. Cristo, mia forza.
All’inizio il funesto serpente insuperbiva, ma poi il miserabile fu svergognato e nello stadio fu calpestato sotto i piedi del gerarca.
Corazzato dalla forza della croce, sacratissimo martire, come vincitore assoluto, lieto correvi nel letto infocato come nella rugiada.
Stando nell’arena confutasti l’arroganza idolatrica del tiranno sbaragliandolo, o ieromartire atleta, lottando virilmente.
Theotokìon. Ascolta le parole della mia supplica, Santissima Vergine: tu infatti sei speranza e aiuto di tutti quelli che in svariate tentazioni di continuo ti invocano.
Ode 5. Irmòs.
Dacci la tua pace, Figlio di Dio: all’infuori di te, infatti, altro Dio non conosciamo, il tuo nome proclamiamo, poiché tu sei Dio dei vivi e dei morti.
Tramando frode contro di te con parole perfide, il pessimo nemico, per la tua sapienza si mostra ridicolo, venendo ingannato l’ingannatore del male.
Portato sul carro delle virtù divine, giungesti alla vetta del martirio, o glorioso, sbaragliando la sfrontatezza orgogliosa dei perfidi demòni.
Volendo contemplare la bellezza di Gesù, purificasti te stesso dalle passioni e con la bellezza del martirio, o beato, sei salito verso di lui, incoronato di luce.
Theotokìon. Supera ogni mente il tuo prodigio, o Fanciulla, poiché tu generi Dio incarnato e nutri con il tuo latte il nutritore, senza esperienza d’uomo, come sa lui solo.
Un altro canone. Col tuo divino fulgore.
Vedendo l’invitto vigore del tuo coraggio, o sapientissimo, come al profeta Cristo ti invia mediante un uccello cibo per rafforzarti.
La tua venerata e sacratissima madre, non temendo la ferocia dei tiranni, abbracciando le tue membra, o martire, perisce di spada, come tua compagna di martirio.
Vinta tutta l’opposizione suscitata dal nemico contro di te, martire, fermasti le fauci dei leoni, mutando la loro ferocia in mansuetudine.
Theotokìon. Noi, fedeli tutti, dunque, divinamente confessando te, divina sposa, Madre di Dio, imploriamo remissione dei peccati: concedila al tuo popolo, o celebratissima.
Ode 6. Irmòs.
Imitando il grande profeta Giona esclamo: libera la mia vita dalla corruzione, o Buono e salva, o Salvatore del mondo, me che grido: Gloria a te.
L’illustre ariete delle pecorelle di Cristo, il pastore razionale, il vanto delle lotte, avendo glorificato Dio, viene glorificato con melodie convenienti.
Fortificato dal tuo desiderio di Dio, o sapiente, sventasti il nemico, che sfrontatamente ordiva molti piani, o illustre gloria dei martiri, canone del sacerdozio.
Sopportando con pazienza i tormenti e consegnandoti al fuoco, calmasti la furia delle belve, vigilando davanti al Signore.
Theotokìon. Mostrandoti a noi dimora di santità, o Maria, santifica il mio cuore insozzato da piaceri e rendimi erede della gloria divina.
Un altro canone. Col tuo divino fulgore.
Ti rivelasti eccelso e strenuo lottatore, glorioso ieromartire, non temendo torture, assalti, fuoco: il fuoco, anzi ti obbediva e la spada appuntita si tirò indietro.
Con le onde del tuo sangue, sapiente Eleuterio, affondasti l’errore idolatrico degli sviati persecutori, riportando vittoria contro il nemico inventore del male.
La terra arrossò nel tuo sangue, mentre l’aria davvero fu santificata dal tuo puro spirito, che saliva all’eredità celeste, beatissimo Eleuterio.
Theotokìon. Sovrana purissima, che per i mortali generasti il Signore nocchiero, guida il turbamento instabile e pessimo delle mie passioni e concedi serenità al mio cuore.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion. Tono pl. 2. Gli araldi sicuri.
Tutti ti celebriamo come splendore dei sacerdoti, o santo e come stimolo per i martiri vittoriosi e ti preghiamo, o ieromartire Eleuterio, di liberare da ogni forma di pericolo quanti festeggiano con affetto la tua memoria, intercedendo sempre per tutti noi.
Ikos.
Guarda, o misericordioso Verbo datore di vita, solo filantropo e Dio compassionevole, le tenebre della mia anima e con la tua destra onnipotente liberami dalle passioni vergognose, affinché celebri il tuo gerarca Eleuterio; egli infatti sin dal grembo materno fu riconosciuto tuo santificato e come Samuele consacrato dalla sua santa madre a te, Creatore e intercede sempre per tutti noi.
Sinassario.
Il 15 di questo mese la lotta del santo martire Eleuterio.
Stichi. Eleuterio, per natura libero, pur vedendo gli strumenti di tortura, non diede culto all’errore. Perciò la spada colpì Eleuterio il 15.
Lo stesso giorno santa Anthìa (Fiorella), madre di sant’Eleuterio, avvicinatasi al suo figlio morto, viene uccisa da una spada.
Stichi. Ornamento funebre una madre al figlio, ella dona se stessa trafitta da spada.
Lo stesso giorno san Coremmone, eparca credente in Cristo e battezzato, perì di spada.
Stichi. Di martirio non fu sazio Coremmone, finché una spada non lo decapitò.
Lo stesso giorno i due carnefici che credettero in Cristo perirono di spada.
Stichi. Altri carnefici uccisero di spada, o Salvatore, i due carnefici che ti riconobbero Dio.
Lo stesso giorno il martirio della santa martire Susanna.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Eleuterio il Cubiculario (ciambellano).
Stichi. Eleuterio non ebbe paura davanti alla spada, poiché il timore tratteneva lo spirito di Eleuterio.
Lo stesso giorno memoria del nuovo santo martire Bacco.
Stichi. A nessuno secondo, il nuovo Bacco, si dispose ad affrontare il martirio mediante la spada.
Lo stesso giorno memoria del nostro nuovo beato padre Paolo, che praticava l’ascesi negli anni del Porfirogènito sul monte Latro.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I tuoi servi nella fornace, Salvatore, non furono toccati, né disturbati dal fuoco e i tre come da una sola bocca inneggiavano e benedicevano dicendo: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Sia magnificato ora Cristo nella mia carne! Così gridasti, o sapiente; non ho paura delle caldaie bollenti, non temo la morte, né l’assalto delle belve, per la vita di tutti.
Dell’unico Dio cerco la bellezza, desiderando ottenere la sua unica gloria, torturatemi e bruciate ogni mio membro! Così gridasti, o glorioso: Cerco la libertà che serve Cristo.
Prevedendo la vita immortale, veramente moristi al mondo; provato nei tormenti come oro, esposto al fuoco risplendevi e fosti collocato nei tesori celesti.
Theotokìon. Avendo trovato te unica senza macchia, Dio Verbo nacque dal tuo grembo, sposa di Dio castissima; dal fango delle passioni purifica i fedeli.
Un altro canone. I fanciulli a Babilonia.
Confondesti l’arroganza dei tiranni e la ferocia degli imperatori; steso in mezzo alle fiamme, cantavi, o beatissimo: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Stupirono le schiere degli angeli, vedendo, o gerarca, la tua resistenza, con cui strenuamente lottando sbaragliasti il perfido principe di questo mondo.
Cori dei martiri, assemblea dei vescovi, folla degli angeli, esultate pieni di letizia per la divina memoria del gerarca e martire.
Theotokìon. Più santa di tutte le sante potenze sovraccelesti incomparabilmente ti rivelasti, Sovrana Vergine Madre, concependo Cristo, Sovrano del creato.
Ode 8. Irmòs.
Colui che gli angeli e tutte le schiere temono, qual Creatore e Signore, inneggiate, o sacerdoti, glorificate, o fanciulli, benedite, popoli ed esaltatelo per tutti i secoli.
Nelle lotte fioriste come piante ben coltivate, abbelliti dalle vostre prove, o martiri e come fiori del paradiso divinamente effondete ora il profumo divino.
Nei rivi del sangue di suo figlio, tua madre mescola il suo sangue: accostandosi infatti piamente al tuo corpo, fu colpita dalla spada e ora vive in eterno.
La tua urna, o gerarca, effonde fiumi di guarigioni e abbondanti prodigi, purificando la sozzura delle passioni che corrompono l’anima; perciò, martire e gerarca, noi ti celebriamo.
Theotokìon. Nel tuo grembo discese Cristo come pioggia che davvero disseta ogni creatura, inaridendo come unico benefattore, o Vergine, i torrenti limacciosi della mania idolatrica.
Un altro canone. Dalla fiamma.
Come sacro olocausto accetto nel fuoco delle torture, padre celebratissimo, divinamente canti verso il cielo l’eucaristia come divino profumo.
Sicuro come un leone confutasti gli empi e con molto coraggio fermasti le bocche dei nemici atei, che bestemmiavano un tempo contro il Dio e Signore dell’universo.
Esaltando, o gerarca, l’animo dei fedeli, umiliasti e abbattesti l’arroganza di chi bestemmiava contro Dio e cantavi: Ti esaltiamo, o Cristo, nei secoli.
Theotokìon. Il frutto del tuo grembo, o lodatissima, seccò la meritata maledizione dell’albero e germogliò la benedizione della letizia, o Vergine.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Magnifichiamo, o fedeli, la fonte perenne che ha accolto la vita, la luminosa lampada aurea, il tempio spirituale, l’arca immacolata, colei che è più ampia del cielo e della terra, la Madre di Dio.
Divenuto bocca del Signore che chiude la bocca del nemico, hai reso il popolo ignorante erede della grazia divina e per le tue valorose lotte ora dimori fra i gerarchi e i martiri, o Eleuterio.
La pura mirotèca dello Spirito e illustre dimora delle virtù, l’agnello senza macchia e difetto, il candelabro impenetrabile, il fondamento dei gerarchi e dei dogmi, Eleuterio con fede sia celebrato.
Tu che davvero sei nella luce senza tramonto, fulgente di luce più abbagliante del sole, libera da oscure passioni quanti oggi festeggiano la tua luminosa memoria con le tue suppliche a Dio, o Eleuterio.
Theotokìon. Risparmia noi, che inneggiamo alla tua nascita da Vergine, Signore, liberando per le sue preghiere da tentazioni, passioni e tribolazioni i tuoi servi, come unico filantropo e benefattore.
Un altro canone. Impossibile agli uomini.
Tagliando con la spada delle tue parole divine la testa del bugiardo, o beato Eleuterio, ottenesti con fede e verità vittoria da Cristo, perciò noi fedeli ti onoriamo come vincitore e divino predicatore.
Sollevando il pensiero dell’anima dalla terra al solo desiderio del Signore, lo innalzasti spiritualmente, o padre; perciò rinnegasti ogni piacere della carne e strenuamente lottasti virilmente nelle prove.
Con le onde della tua lotta ornasti la tua sacra veste, o sacratissimo; terminato il tuo martirio, entrasti nella tenda sovracceleste di Cristo, dove commemori anche noi che ti celebriamo.
Theotokìon. Celebrare il modo mirabilissimo del tuo concepimento inspiegabile e insolito, purissima, è impossibile alle folle degli uomini: supera infatti ogni intelletto, mente, comprensione, ragionamento e possibilità razionale.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilarion. Tu che il cielo.
Come pastore, o padre, guidasti a Cristo greggi di fedeli; ma a te unita come giovenca a vitello, fu uccisa tua madre: perciò con ti canto, o Eleuterio.
Theotokìon.
Nella mia miseria, o Vergine, ti metto avanti come mediatrice presso il nato da te, o santissima, per essere liberato da tutti i castighi e tormenti eterni.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Ricevuta da Cristo Dio la grazia dei sapienti discepoli, o gerarca, hai anche compiuto con ardore la stessa corsa: perciò degnamente ti celebriamo, Eleuterio (2).
Con le tue parole, sapiente Eleuterio, confutasti la menzogna; con la lotta uccidesti l’inventore della menzogna e calpestasti colui che prima tanto si gloriava.
Con le piogge del tuo sangue irrora spiritualmente, o gerarca, noi che con fede ti onoriamo e con affetto celebriamo la tua divina memoria, magnificando il Salvatore.
Gloria. Tono 2.
Tu che trai il tuo nome dalla libertà divina, divenisti degno, o padre, del sacro manto e insegnando intrepidamente la pietà, ci insegnasti le ragioni di ciò che si deve fare; perciò, avendo vigorosamente resistito nel martirio, ti distinguesti in entrambi i campi e ricevesti da Cristo Dio duplice corona: supplicalo, o ieromartire Eleuterio, di salvare le nostre anime.E ora. Theotokìon.
Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre di Dio, custodiscimi sotto la tua protezione.
Grande dossologia.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.

