14 Novembre
Memoria del santo illustre apostolo Filippo e del santo glorioso megalomartire Costantino di Idra, martirizzato nell’anno 1800 nell’isola di Rodi.
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 3.
Santo apostolo Filippo, prega il Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.
Del martire. Tono 1. Cittadino del deserto.
Lo splendido figlio di Idra, il vanto di Rodi, il glorioso neomartire Costantino onoriamo con inni e odi spirituali, celebrandone la memoria per ricevere ricca ricompensa da Dio, acclamando: Gloria a colui che ti ha glorificato, gloria a colui che ti ha rafforzato e negli ultimi tempi incoronato.
Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dell’apostolo.
Acrostico: Il celebre Filippo volentieri inneggio. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Godendo dei raggi più che luminosi dello splendore di Cristo, con i tuoi raggi rischiara anche noi per partecipazione, o araldo Filippo.
Il Cristo, che ti mostrò in se stesso la gloria del Padre, Filippo, preconoscendo la tua virtù, o beato in Dio, ti mise nel coro dei discepoli.
Ora non più in enigmi, né in ombre, né in specchi vedi, o sapientissimo, la fonte dei beni, ma guardi faccia a faccia Cristo, desiderio ultimo.
Theotokìon. Venuti meno i principi della tribù di Giuda, o purissima, Dio, tuo Figlio, venendo come capo della terra, regna davvero fino ai confini.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Essendo pieno di luce di contemplazione pratica, fosti degno di servire la grande luce, il Cristo venuto per noi, o divino Filippo.
Fondamento dei pii dogmi si rivelò ai fedeli la tua mistagogia: per essa infatti abbiamo appreso che il Figlio è unito al Padre dalla stessa natura.
Divenisti lucerna aurea introducendo agli uomini lo splendore invisibile e illuminando sapientemente con la sua conoscenza l’ecumène, o eccelso Filippo.
Theotokìon. Confido in te, pura e venerabile, che non sia delusa la mia speranza in te, ma tu, come Madre compassionevole del Dio filantropo, liberami dai lacci del nemico.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Flagello dei demòni ti rivelasti e luminare che rischiara quanti sono nelle tenebre, mostrando il sole rifulgente dalla Vergine e distruggendo templi di idoli, innalzavi chiese a gloria del nostro Dio, o beato; perciò ti onoriamo e festeggiamo splendidamente la tua divina memoria e a una voce ti gridiamo, apostolo Filippo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Uguale.
Piovosa nube spirituale realmente ti rivelasti ai terrestri, innaffiando come un campo i nostri cuori: attraversando infatti con il verbo, irrighi i confini facendo piovere mirra dall’urna; perciò soffiavi nei cuori increduli il profumo dello Spirito deponendolo come un tesoro, apostolo Filippo; prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Ho sporcato, me misero, dall’infanzia la mia povera anima con parole e opere, non so che cosa fare, né dove rifugiarmi; non ho speranza alcuna all’infuori di te, o fanciulla: Ahimè, sciagurato! Per questo supplice a te accorro, o purissima e ti prego confessando: Ho peccato, prega Dio, tuo Figlio di donarmi remissione delle colpe, in te infatti ho messo ogni speranza, Sovrana.
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
Dimora del sole e vero tempio della luce di Cristo ti mostrasti, annunziando il suo splendore e la gloria celeste di Dio agli uomini.
Come divino sale applicato da Cristo sulle passioni dell’umanità corrotta, ne cauterizzasti la cattiva ferita, divino rivelatore ammirabile.
Rinvigorito dalla forza di Cristo, Filippo, apparisti ai terrestri più forte delle schiere dei demòni e degli empi, proclamando i vangeli della vita divina.
Theotokìon. Cristo ti ha mostrato porto sereno a quanti con fede e affetto ti proclamano in verità e mente pura Madre di Dio, o Sovrana purissima.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.
Prosciugasti il veleno distruttore d’anime del nemico con le tue innocentissime mani, o divino vate, strappando quanti erano trattenuti nel baratro mortale di pessime colpe.
Ti rivelati tutto ardente per la presenza e la grazia del Paràclito, o Filippo, vivificando quanti erano ghiacciati nel gelo dell’ateismo col calore della fede.
Divenisti amico di Cristo, accogliendo immediatamente gli splendori a te donati e guidando quanti a te accorrono, illuminandoli e conducendoli al tuo Creatore.
Theotokìon. Colui che con un verbo tutto plasma e guida con sapiente provvidenza, l’unico Signore, come volle, per sconfinata compassione viene plasmato in te e inesplicabilmente diviene carne in te, purissima.
Ode 6. Irmòs.
Fu preso, ma non trattenuto nelle viscere della balena Giona: portando infatti la figura di te, che subisti passione e sepoltura, come dal talamo uscì dal mostro dicendo alle guardie: O custodi, avete trascurato come vana e falsa la misericordia che era per voi.
Vedendo l’errore del nemico dividere e maltrattare la stirpe degli uomini, tendendo l’arco inviasti i tuoi apostoli come frecce appuntite; aprendo il fianco del dragone, o Cristo, sanasti tutti dalla sua tristezza e rovina, o Salvatore.
Splendendo di supremo fulgore, apparisti al mondo come luce, come monte stilante dolcezza, la cui divina rugiada piove dal cielo, come apostolo eletto fra i dodici discepoli a seguire Cristo, o beato.
Iniziato alla profondità dei tuoi misteri, il divino discepolo ti predicò ad alta voce come torrente di delizie e fiume di pace, come onda che copre di gloria le genti ed evangelizzò il tuo glorioso annientamento per noi, o buono.
Theotokìon. Generando Cristo richiamasti a vita eterna e immacolata immortalità tutti i mortali uccisi e perduti dalla morte e illuminasti e liberasti quanti erano oscurati, sciogliendo i legami della nostra prigionia, o lodatissima.
Kontakion. Tono pl. 4. Come primizie.
Il tuo discepolo e amico, imitatore della tua passione, ti proclamò Dio a tutta la terra, l’ispirato Filippo. Per le sue suppliche, custodisci dagli empi nemici la tua Chiesa e tutta la tua città, mediante la Madre di Dio, o misericordiosissimo.
Ikos.
Concedimi, Signore, parole fluenti, tu che creasti la natura delle acque; conferma il mio cuore, Sovrano, tu che consolidasti la terra con il tuo verbo; e illumina la mia mente, tu che come di una tunica ti rivesti di luce, affinché dica e canti ciò che conviene e degnamente celebri il tuo discepolo, o misericordiosissimo.
Sinassario.
Il 14 di questo mese memoria del santo e glorioso apostolo Filippo degno di ogni lode, uno del primo coro dei dodici.
Stichi. Sospeso sul legno, stende i piedi che tu lavasti, Salvatore. Il 14, Filippo, sei giunto capovolto.
Lo stesso giorno memoria del santo glorioso megalomartire Costantino di Idra, martirizzato nell’anno 1800 nell’isola di Rodi.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
I fanciulli a Babilonia non temettero la fiamma della fornace, ma camminando refrigerati in mezzo alla fiamma cantavano: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Come dardo di luce fosti lanciato, o apostolo, per illuminare con i tuoi chiari raggi quanti con fede acclamano: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Irraggiando lo splendido fulgore della tua divina predicazione, rischiari chiaramente quanti nelle tenebre cantano: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Vincesti la chiacchiera dei retori e tutti i cattivi discorsi con il tuo forte verbo con il quale cantavi: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Soprannaturalmente, Vergine, generasti le due nature unite senza confusione nel Cristo, al quale cantiamo: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Irmòs.
Obbedendo alle paterne leggi i giovani beatissimi a Babilonia disprezzarono l’insensato ordine del re e uniti nel fuoco che non li bruciava degnamente cantavano l’inno: Inneggiate il Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.
Il Verbo enipostàtico luce paterna, t’inviò luce nel mondo, apostolo eletto e tu, beatissimo combattesti il mondo con il suo potere divino, risultando invitto oplita che grida: Inneggiate il Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.
Rinvigorito dalla forza divina, sbaragliasti le schiere avverse, disperdendo il loro selvaggio assalto; prendendo infatti la pace come inviolabile eredità, radicasti la pace nel mondo acclamando: Inneggiate il Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.
Con tutto l’affetto seguivi il Verbo di Dio incarnato, o apostolo, divenendo suo discepolo, divino servitore e iniziato, perciò da lui inviato predicavi alle genti la sua venuta acclamando: Inneggiate il Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.
Theotokìon. Incomprensibilmente tutto si unì senza mutare a tutta l’umanità il Dio supremo, santissima Vergine, perciò in due nature è conosciuto Cristo, che è uno da due e noi lo inneggiamo gridando: Inneggiate il Signore, opere ed esaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Ogni lingua esita a elogiare degnamente e ogni intelletto sovramondano ha le vertigini inneggiandoti, Madre di Dio, tuttavia essendo buona, accetta la fede e infatti vedi il nostro affetto divino, poiché tu sei difesa dei cristiani e noi ti magnifichiamo.
Degno ora della gloria ineffabile e della luce senza sera, là dov’è la letizia indicibile, la gioia senza fine nella Chiesa dei primogeniti, fra le tende dei giusti, prega, o Filippo sapientissimo per tutti i cristiani.
Ornato di solenne splendore spirituale, cinto della corona del regno e circondato di ricchi bagliori, o divino, stai gioioso per gli splendori di luce sovrasostanziale presso il trono del tuo Sovrano, o beato.
Con tutti i venerati apostoli e i profeti, con gli atleti, i beati, i gerarchi, i giusti e con la Madre di Dio, prega, Filippo, perché sia donata propiziazione delle colpe e delle mancanze a quanti celebrano la tua luminosa e divina memoria.
Theotokìon. Oltre natura, Vergine Madre, generasti incarnato il Verbo un tempo senza carne, perciò tutti piamente ti predichiamo Madre di Dio, adattando a te la veracissima dicitura, o pura; tu infatti fioristi la radice della salvezza dei fedeli.
Exapostilarion. Nel sacro Spirito.
Ritirando dalla corsa i tuoi piedi belli, o Filippo, percorrevi gioioso la salita verso il cielo; e stando presso la Trinità, nel Padre contempli il Figlio e lo Spirito divino: perciò festeggiamo con affetto la tua sacratissima e divina memoria.
Un altro. Tu che il cielo.
Ricevendo il raggio del divino Spirito, o santo, illuminasti il mondo col suono delle tue parole; supplica ora per noi il Signore di salvarci.
Theotokìon.
Vergine santissima, offrendo ora per noi la tua supplica a tuo Figlio con il divino Filippo dalla parola ispirata, salvaci tutti da ogni male.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.
Gli echi delle tue parole celesti, o beatissimo, si diffusero sulla terra riempiendola di dogmi: proclamando con esse la divinità del Figlio, misticamente lo glorifichiamo, o apostolo, come consustanziale al Padre e allo Spirito (2).
Poiché ora tutti ti possediamo come stella mattutina degli apostoli di Cristo e lampada splendente della sacra Chiesa, o Filippo beatissimo, le nostre anime ne sono illuminate e per la tua intercessione, o illustre, siamo liberati da tremendi pericoli.
Compiuta attraverso la croce la gara della lotta, degnamente cingesti, Filippo, le corone della vittoria; entrato con esse nel regno superno, siedi con Cristo, o apostolo e preghi per la nostra salvezza.
Gloria. Tono 2.
Le tue guance, sapiente apostolo Filippo, apparvero nel mondo coppe di aromi, versando ai fedeli la bevanda vivificante; tu infatti, abbracciando la pratica come ascesa alla contemplazione, divenisti seguace di Cristo, adornando con dottrine la sterile Chiesa dei gentili priva di figli, in lui divenuta madre felice: anche ora supplica perché essa sia liberata da sciagure e angustie: in Dio tu lo puoi, perché a lui sei vicinissimo.
E ora. Theotokìon.
In te ripongo ogni mia speranza, Madre di Dio: custodiscimi sotto la tua protezione.
Grande dossologia e conclusione.
Alla Liturgia
Typikà e dal canone le odi 3 e 6.
Kinonikòn. Per tutta la terra è uscita la loro voce e fino ai confini del mondo le loro parole. Alliluia.
Avvertenza: Da domani si comincia, in unione con Dio, il digiuno del Natale di Cristo.

