14 Dicembre
Memoria dei santi martiri Tirso, Leucio e Callinico Filemone, Apollonio e Arriano.
Al Mattutino
I canoni dall’Oktòichos e dei santi.
Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Stando presso il trono divino splendenti del martirio e illuminati da divini fulgori, o atleti, illuminate noi che, lodiamo la vostra memoria.
Bramando la bellezza divina, non consideraste affatto le cose piacevoli della vita, o atleti di Cristo e, morti nel corpo, foste resi degni della vita senza fine.
Dileggiando divinamente l’errore dell’ateismo, o atleti, sopportaste il fuoco di molte pene e ora siete glorificati nella vita senza pena.
Illuminato dai raggi luminosissimi dello Spirito che regge tutto, annientasti la tenebra profonda dell’ateismo, o beato Tirso, mirabile atleta di Cristo.
Theotokìon. Partoristi il Verbo incircoscrivibile divenuto circoscritto dal corpo, o Pura; supplicalo di liberare dalla corruzione e dall’assalto delle passioni quanti ti glorificano.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Dilaniando terribilmente il tuo corpo, i principi della tenebra, non indebolirono il concetto del tuo pensiero, trattenuto potentemente dall’affetto divino, o Tirso.
Realmente ammirabile fu la tua fede improvvisa in Dio, con cui svergognasti la cattiva fede dei nemici, o Filemone, gridando: sono diventato servo di Dio.
Senza timore hai ingaggiato la lotta contro il nemico, o martire, armato non di scudo, né di lancia, ma di fede infrangibile e con coraggio lo abbattesti divinamente.
Rafforzato dal divino desiderio ricevesti misticamente dal cielo l’acqua, che ti rinvigorì nei divini agoni, o Filemone, martire di Cristo.
Theotokìon. L’uno dalla Trinità santa si incarnò divinamente dal tuo sangue puro in due nature, o Purissima per salvare i discendenti di Adamo per benevolenza.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.
Ricoperti del tutto dallo scudo della pietà e prendendo l’armatura della croce, gli ammirabili martiri di Cristo abbatterono con fermezza gli schieramenti del tiranno e incoronati da lui come vincitori danzano sempre con le potenze dell’alto supplicando per la salvezza delle nostre anime.
Gloria. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Lottando sacramente, i sacri eletti di Cristo sopportarono con coraggio e fede salda le torture, le raschiature del corpo e la morte violenta e abbatterono del tutto l’audacia del nemico, perciò hanno ricevuto il dono delle guarigioni, sanando i sofferenti e liberando da afflizioni quanti gridano: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
E ora. Theotokìon.
Macchiando dall’infanzia la mia povera anima, io, impuro mi sono sporcato con parole e opere, o Vergine e non so che cosa fare o dove rifugiarmi e altra speranza all’infuori di te, Vergine, non conosco. Ahimè, misero! Perciò supplice ora accorro a te, Purissima e ti imploro confessando: Ho peccato! Prega tuo Figlio e Dio di donarmi la remissione delle colpe, poiché in te ho posto ogni speranza, o Sovrana.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo te, Sovrano di tutti e Redentore appeso ingiustamente in croce, l’agnella gridava: Ahimè, Figlio, come patisci e sopporti vergogna e morte dagli iniqui, o magnanimo, per salvare la natura umana caduta e liberarla dalla corruzione e dal deperimento delle colpe; perciò grido a te: sorgi presto dai morti come promettesti prima della tua passione e libera il tuo gregge da ogni sventura.
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
Bramando confessare l’unico misericordioso, l’unico Signore e Dio di tutti, o martiri, riceveste il suo regno per mezzo dei supplizi.
Affrontasti con coraggio le torture dei corpi, l’ardore del fuoco, le belve e il mare, o beatissimo e abbattesti il potere del nemico, o martire Tirso.
Snervato svigoristi il nemico distruttore, o beato e percorresti degnamente la via del martirio con il divino Spirito, o martire Apollonio.
Ornando la tua anima con i segni degli agoni da atleta di Cristo, la rendesti più splendida della luce del sole, o soldato martire Leucio.
Theotokìon. Conosciamo solo te fra le donne come madre senza uomo, Sposa Vergine irreprensibile, o benedetta Maria, soccorso degli uomini.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con affetto vegliano per te dall’alba, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e che ci richiami dal buio delle colpe.
Illuminati realmente dal divino splendore dello Spirito, avete guadato il mare instabile dell’ateismo e siete stati portati alla quiete divina.
Trascinati terribilmente sulla terra e feriti dalle torture, o lodatissimi martiri, otteneste i doni celesti, divenendo ora concittadini degli angeli.
Steso e accerchiato da molti dolorosi assalti, con la divina alleanza tutto sopportavi, o Tirso, mostrandoti superiore a ogni sorta di pena.
Theotokìon. O Sovrana buona del mondo, custodisci quanti ti confessano dall’anima come Genitrice di Dio, poiché abbiamo realmente te come protezione invincibile, o Madre di Dio.
Ode 6. Irmòs.
Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Mossi dall’aura del divino Spirito, o sapienti, salvaste con grande gioia il carico dell’anima nel porto intelligibile, o martiri, godendo insieme la divinizzazione.
Deponendo la carne, o martiri vi procuraste l’abito di salvezza tinto col vostro proprio sangue e abbelliti dalla gloria, vi siete rivestiti dello splendore divino.
Filemone e Leucio e con loro Apollonio e l’illustre Tirso, il quartetto divino e splendente, è arricchito dello splendore della Trinità per comunione spirituale.
Theotokìon. Dio trascendente tutto il creato, spirituale e visibile, ha assunto corpo nel tuo grembo, o Madre vergine, custodendoti incorrotta come prima del parto.
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Oggi riuniti, con sacri elogi, tra le acclamazioni, tutti insieme celebriamo gli astri della Chiesa, come vittoriosi del Cristo nostro Dio.
Sinassario.
Il 14 di questo mese, la lotta dei santi martiri Tirso, Leucio e Callinico.
Stichi. Prima della fine la sega trovò te, Tirso, non una pianta di tirso facilissima da tagliare. Al taglio della spada l’anima di Leucio è bianca e il suo corpo è tinto dal purpureo del sangue. La recisione del collo rese Callinico buon vincitore nelle azioni. Sei morto il giorno quattordici, o Tirso.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Filemone, Apollonio, Arriano e compagni.
Stichi. Filemone dilettava gli amici col flauto e ora reciso si diletta con straordinaria gioia. Apollonio, figlio dell’Altissimo per grazia è ucciso dalle spade dei figli della perdizione. Gli operatori di malvagità trattarono follemente Arriano come spettacolo marino.
Lo stesso giorno memoria delle quattro guardie, compagne di lotta di sant’Arriano.
Stichi. Straordinario il battesimo nel mare delle guardie che portavano sacchi come vesti luminose.
Lo stesso giorno memoria della filantropia che ci sollevò dalla terribile minaccia del terremoto da cui il Signore filantropo ci liberò oltre ogni speranza.
Stichi. Hai fatto tremare la terra, ma poi l’hai fermata, o Verbo, poiché sei pieno di compassione più che di ira.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Giubilando di affetto divino, accesi dal divino affetto, spegneste la fornace del politeismo con le piogge divine e ora cantate di continuo: Benedetto il Signore dei nostri padri.
Prendendo il persecutore nella rete divina, o ammirabili, lo tiraste fuori dalla profondità dell’errore e lo portaste a Cristo, cantando con fervore: Benedetto il Signore dei nostri padri.
Avete fatto tremare insieme le fondamenta dell’errore, mostrando volontà immutabile e animo coraggioso, o atleti e ora cantate piamente: Benedetto il Signore dei nostri padri.
Theotokìon. Ineffabile il tuo concepimento, o Sposa di Dio, poiché partoristi il Verbo Dio che libera tutti i mortali dalla dissennatezza, donando loro parola per cantare: Benedetto il Signore dei nostri padri.
Ode 8. Irmòs.
Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ricoperti dallo scudo della pietà e prendendo la croce come lancia, i divini martiri abbatterono divinamente le falangi dei nemici invisibili, sovresaltando Cristo.
Acceso dall’affetto dell’Onnipotente, sei entrato con coraggio nello stadio dei martiri e lottando con fermezza, respingesti il grande serpente, o atleta Filemone.
Sommergendo il potere del nemico nell’abisso del tuo coraggio e della tua fermezza, o Arriano, fosti reso degno del regno irremovibile per tutti i secoli.
Theotokìon. Riconoscendoti come vera Madre di Dio, con fede ti gridiamo il saluto dell’angelo, o piena di grazia sempre benedetta, poiché solo tu concepisti la gioia sulla terra.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Raffigurando la passione di Cristo foste sottoposti alla prova di molti supplizi, o beati e, decapitati, vi uniste alle schiere celesti splendenti di gloria e adorni dei divini fulgori.
Ti tingesti con la porpora del tuo sangue, o sapiente Tirso e indossandola gloriosamente tenevi la divina croce come scettro e ora esulti con tutti gli atleti regnando con Cristo, o beato in Dio.
Stupirono, o beati, le potenze angeliche per i vostri agoni, le ferite, la resistenza, la morte violenta; danzando con loro ricordate quanti festeggiano la vostra memoria, o lodatissimi.
Theotokìon. Il Verbo fu visto nascere dal tuo grembo nella somiglianza della carne umana, o pura Vergine Maria, piena di divina grazia e, subendo passione, il più che buono ha guidato folle di martiri.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, purissima, il Verbo si è mostrato ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Il resto del mattutino come di consueto e il congedo.

