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14 Agosto

Vigilia della dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Mattutino.

Dopo la prima sticologia, kàthisma della Theotòkos. Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Esultano, o santissima, la tua anima spirituale passata ai cieli, il tuo corpo puro passato nel paradiso, lungi dalla corruzione. Perciò il Signore ha punito gli empi che hanno agito con inganno nei confronti della tua salma preziosa. Noi dunque con gli apostoli acclamiamo: Salve, piena di grazia.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia

kàthisma della Theotòkos.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Deponendo la tua anima tra le mani di colui che, tuo Creatore e Dio, si è incarnato da te per noi, te ne andasti alla vita intatta; perciò noi con fede ti proclamiamo beata, come sola pura e incontaminata e dichiarandoti in senso proprio Madre di Dio, tutti gridiamo: Implora Cristo, al quale te ne andasti, di salvare le nostre anime.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Canone della Vigilia con l’Acròstico: Canto con gioia la Madre del mio Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

Cantiamo un inno di vittoria al Signore che ha condotto un tempo il suo popolo attraverso il Mar Rosso poiché si è glorificato.

Cantiamo al Signore che fece passare alla terra dei viventi la pura e santa Madre, che lo partorì secondo la carne.

Per contemplare lo splendore e gioire della bellezza di tuo Figlio, verso lui ti elevasti trasportata, o Vergine.

Come ti sei sottomessa alla morte, proprio tu, Madre di colui che fece perire l’ade e per te donò la vita agli uomini?

Avendo generato colui che purifica tutti, o Vergine, tu sei raggiante di incomparabile purezza, perciò noi fedeli ti glorifichiamo.

Canone del profeta. Acròstico: Voglio cantare Michea profeta ispirato.

Ode 1. Tono pl. 4. Attraversando l’acqua.

Come un puro raggio del nostro Dio stai alla presenza del Creatore; o beatissimo, da tutti i pericoli pregalo di salvare coloro che ti cantano con fede.

Essendo ricolmo di senso spirituale e di sapienza da Dio, o eccelso Michea, come puro sei stato iniziato alla conoscenza del futuro.

Esponendo gli oracoli divini, dichiarasti che dal cielo il Signore apparirà sulla terra, o beato, descrivendo così la sua venuta tra noi.

Theotokìon. Negli ultimi tempi è apparso sulla terra incarnato colui che è conosciuto come anteriore ai secoli, liberando i prigionieri, o Madre di Dio.

Della Vigilia.

Ode 3. Tu sei la saldezza.

Nel tuo transito a Dio, Madre di Dio, gioiscono terra e cielo, ottenendo grazie a te un’unione straordinaria.

Gioirono gli angeli celesti accogliendo, trasportata dalla terra, la Madre di Dio lodatissima.

Straordinario fu veramente il tuo divino e glorioso transito proprio come lo fu il tuo concepimento, o purissima.

Sei giunta alle tende celesti, o purissima, essendo purissimo tempio di Dio, o casta Vergine.

Del profeta. Stesso Irmòs.

La tua lingua fu per lo Spirito santo la canna che gli permise di mostrarci il compimento di ciò che doveva accadere.

Colui che precede i secoli ed è principio di tutte le cose l’hai mostrato incarnato a Betlemme.

Sei divenuto per noi precisissimo iniziatore dei misteri sovraintellettuali, o glorioso profeta, illuminato da profetiche visioni.

Theotokìon. Ti sei rivelata, o Purissima, monte visibilissimo, sul quale ascendendo, apparve il Signore, nel quale ora ci rifugiamo.

Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti accorrono a te, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito ti inneggia.

Kàthisma del profeta.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

La grazia dello Spirito santo, avendoti trovato puro ricettacolo senza macchia in te dimorò e indusse la tua anima a esprimere chiaramente le cose future come presenti, o profeta araldo di Cristo. Non smettere dunque di intercedere per noi, che degnamente onoriamo la tua gloriosa memoria.

Gloria. E ora. Della Vigilia.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Festeggiando la vigilia del transito della Madre di Dio, con radiosa esultanza a lei gridiamo: Salve, tu che te ne vai dalla terra ai cieli; salve, tu che con la tua dormizione hai vivificato tutti i confini: ora dunque che te ne vai, ricordati del mondo, o piena di grazia.

Della Vigilia.

Ode 4. Ho udito, Signore.

Spavento e stupore presero i discepoli del Verbo vedendo te, Vergine pura, Madre della vita, senza parole e senza vita.

O funerale! O grazia! O inno superiore a tutte le parole, che a te indirizzano circondandoti gli ispirati da Dio, o beatissima!

Divenisti spazio spazioso del Verbo, perciò egli ti ha trasferito alla beatitudine santa, spaziosa ed eterna, o Theotòkos.

La tua santa dormizione angeli e uomini proclamano beata, poiché tu che sei la regina dell’universo, concepisti il Re dell’universo.

Del profeta. Stesso Irmòs.

Illuminato dal divino splendore dello Spirito, che dal cielo ti ispirava, o mirabile profeta, annunciasti il futuro, vedendolo come presente.

Da Sion venne la legge, come hai predetto, o divinamente beato e il verbo di Cristo è corso ai confini.

Il Signore dell’universo è apparso per reggere la casa di Giacobbe e nella gloria del suo nome conduce al pascolo il suo popolo.

Theotokìon. Proprio la figlia di Adamo fu Madre di Dio creatore quando s’incarnò da lei; ella lo partorì ineffabilmente.

Ode 5. Vegliando a te gridiamo.

Il tuo sepolcro, pura vergine, predica allo stesso tempo la tua sepoltura e il tuo transito con il corpo ai cieli.

Cori di vergini, cantate, giovani con i principi e gli anziani, glorificate la dormizione della Madre di Dio.

Morendo sei passato alle dimore immortali, tu che avevi ucciso i nostri nemici, o Purissima, per il tuo divino parto.

Ti circondarono uomini da Dio chiamati, o Sovrana e con parole di commiato ti inneggiavano.

Del profeta. Stesso Irmòs.

Amavi camminare dietro il Signore, divenendo pronto nelle sue vie, o sapientissimo.

Comprendesti che la futura salvezza sarebbe venuta per tutti i popoli dai giudei, o divino profeta.

Contemplando la grazia, o divino rivelatore, predicesti che in essa si rifugeranno le moltitudini di genti salvate.

Theotokìon. Divina Madre, tu eri il luogo divino da cui procede colui che libera il mondo dall’errore.

Della Vigilia.

Ode 6. Effondo la mia supplica.

La dimora ospitante colui che regge l’universo sale ai cieli per dimorarvi, poiché fu per Cristo cielo, trono, palazzo, colomba di purezza, la cui divina dormizione inneggiamo.

Trasportati sulle ali delle nuvole come aquile dall’alto volo e riunendosi al Getsemani, i messaggeri del Verbo, o Vergine, celebrano la tua imminente salita ai cieli, o lodatissima e come figli di tuo Figlio tu li hai benedetti.

Chi è colei che dalle valli del mondo se ne va salendo? Che cos’è questo corteo, questa meravigliosa processione e questo grande mistero che si vede? È la Regina, la Signora, la gloria e il vanto di tutti.

Il coro degli apostoli, gridando forte, versò abbondanti lacrime, vedendo la tua anima lasciare la tenda santa che aveva protetto il Signore e inneggiò divinamente la tua divina dormizione, o Purissima.

Del profeta.

Una tunica luminosa.

Profeta illustrissimo, custodendo le leggi di Dio, rimproveravi tutti coloro che abbandonavano l’osservanza della Legge.

O strumento divino dello Spirito, per le tue preghiere, profeta Michea, custodisci i fedeli da tutti i pericoli.

Theotokìon. Nobilitasti la casa di Giuda, o Vergine, dando alla luce il Sole sorto dal tuo grembo.

Irmòs. Una tunica luminosa concedimi, tu che ti vesti di luce come d’un manto, misericordiosissimo Cristo, nostro Dio.

Kontàkion della Vigilia.

Tono 4. Sei apparso oggi.

Nella gloriosa memoria tua, * tutta la terra, * dello Spirito immateriale, * adornata con intelligenza, * in letizia grida a te: * Salve Vergine, dei Cristiani il vanto.

Ikos.

Esulti ora il cielo, si allieti tutta la terra: ecco infatti la Vergine viene sollevata dalla terra e sale verso il paradiso e appare a tutti salvezza da parte di Dio, pregando e proteggendo. Per questo radunò anche tutto il coro degli apostoli riunendolo dai confini: apparvero infatti nubi per rapirli e trasportarli incontro alla Madre e al Figlio, gridando: Salve, tesoro e manna dell’alleanza, Salve, vergine, vanto dei cristiani.

Sinassario.

Il 14 del mese memoria del santo profeta Michea.

Stichi. Dalla terra mi hanno innalzato, ma vado in paradiso e qui ringrazio il legno provvidenziale che mi è stato procurato da Dio. Alla forca il quattordici Michea fu appeso al legno.

Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Marcello, vescovo di Apamèa.

Stichi. Offrivi a Dio mistici incensi, persino la tua carne divenne sacrificio, o padre.

Lo stesso giorno memoria della traslazione nel palazzo della preziosa croce.

Stichi. Accendiamo le parole al posto delle lampade per scortare la croce nel tesoro aulico.

Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Ursìchio.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Della Vigilia.

Ode 7. I fanciulli ebrei.

Oltre le leggi concepisti, ma morendo ti sottometti all’umana condizione, pura Vergine, dopo aver vivificato i morti di un tempo col tuo parto vivificante.

Dimora vuota del tuo corpo, ma riempito di grazia, il sepolcro: poiché fa zampillare per noi fiumi di guarigioni, santa Madre di Dio e mette fine agli ondeggiamenti di questa vita.

Il tuo corpo, Vergine purissima, si è alzato dalla tomba, ma resta con noi la tua santa benedizione, che rende ai ciechi la luce e noi magnifichiamo il tesoro della tua compassione.

O libro nuovo dove fu inscritto il Verbo per meravigliosa unione, pregalo di iscrivere nel registro della vita tutti coloro che cantano la tua meravigliosa dormizione.

Del profeta. I giovani Giudei.

Ti rivelasti efficacissimo servo del Sovrano di tutti, audacia dei forti, vegliando, insegnando e gridando, o degnissimo: o Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Balenando raggi di purezza e di condotta divina, ti rivelasti profeta della sua divina manifestazione, cantando, o beato: o Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Come un uomo si è lasciato formare in grembo verginale, per volere del Padre, il Verbo a lui coeterno, opera e potenza di colui che lo genera: o Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Della Vigilia.

Ode 8. Nella fornace ardente.

Le luminose colonne dell’universo giunsero dai confini del mondo per seppellirti in Sion, pura Vergine, che sconfiggi la morte.

Impotente è la lingua dei retori come anche quella degli angeli a lodarti degnamente: veramente, o Sovrana nostra, superi tutti ineffabilmente.

Esulti oggi il creato e le nubi veramente piovano giustizia venerando il transito a Dio della Vergine.

Ecco il trono del Signore superiore a troni e cherubini, l’unica senza macchia viene sollevata da terra per dimorare nel regno divino.

Del profeta. Al suono della musica.

Il Verbo di Dio, la cui origine risale al principio, è apparso, come Michea predisse, per liberare i figli di Adamo, che inneggiano al Signore e lo esaltano per tutti i secoli.

Spiritualmente iniziato proclamasti: misericordia vuole il Signore, nella sua bontà perdona le colpe di chi a lui inneggia con fede e lo esalta per tutti i secoli.

Ti rivelasti luce rifulgente, divenendo specchio terso, che accoglie il raggio di Dio, gridando, o profeta Michea: Inneggiate al Signore ed esaltatelo nei secoli.

Theotokìon. Possedendo come potente consolazione, o Vergine, il frutto del tuo grembo, noi seguiamo gli apostoli e la loro santa confessione, inneggiando al Signore ed esaltandolo per tutti i secoli.

Irmòs. Al suono della musica e di tutti gli strumenti, quando i popoli adoravano la statua d’oro, i tre giovani, rifiutando d’inchinarsi inneggiavano al Signore e lo glorificavano per tutti i secoli.

Della Vigilia.

Ode 9. Realmente Theotòkos.

Più luminosa di tutti gli angeli celesti, degnati di illuminare con lo splendore dei tuoi doni quanti cantano la tua fulgida dormizione.

Nella santa dormizione dell’unica ancella di Dio, esultate, cori dei fedeli, salvati per la sua intercessione incessante.

La terra quaggiù festeggia, nei cieli gli angeli esultano e tutti i giusti nella gioia inneggiano, o Vergine, alla tua santa dormizione.

Vergine che ami il bene, diffondi su tutti le onde della tua bontà e salvaci nel tuo amore, tu che generasti il Verbo bello e buono.

Del profeta. Stesso Irmòs.

Rifulgendo con intelletto senza macchia e purissimo per i bagliori della pietà, sempre insisti nell’intercedere per il mondo.

E’ giunta la tua luminosa memoria, o profeta: colma di carisma profetico, essa su di noi fa scaturire fiumi di penitenza.

Vedendo giungere, secondo la tua divina profezia, il Salvatore del mondo, o beato, gioisci di felicità inconcepibile.

Theotokìon. Come eccelsa e purissima, purifica le sozzure della mia anima, tu che concepisti il Dio più che buono.

Irmòs. Realmente, Theotòkos, da te salvati, Vergine pura, danzando con gli incorporei, noi ti magnifichiamo.

Exapostilarion del profeta.

Tono 2. Udite, donne.

Michea, profeta di Dio, tu hai predetto che per il nostro bene sarebbe uscito un principe, una guida che avrebbe pascolato in pace il suo popolo: da Betlemme avrebbe iniziato il cammino, ma in verità le sue uscite sono dai giorni dell’eternità: per mezzo suo siamo stati tutti salvati.

Della vigilia, stessa melodia.

Festeggiando la fulgidissima memoria della tua augusta dormizione, con affetto cantiamo, o Madre di Dio: e tu che come Madre, o pura, te ne vai gloriosa al tuo Figlio e Signore, prega per i cristiani, che con fede a te elevano inni.

Allo stico, stichirà prosòmia della vigilia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Si raduna la folla dei discepoli per la sepoltura della Madre che generò Dio, giungendo dai confini della terra a un cenno onnipotente.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

La sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini, se ne va presso il Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e senza macchia.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

O Sovrana buona, solleva le tue sante mani verso il Figlio tuo, il Creatore amante delle anime, perché abbia pietà dei tuoi servi.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.