13 Ottobre
Memoria dei santi martiri Carpo e Papilo.
Al Mattutino
La solita sticologia e i canoni dell’Oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Offro al la lode a Carpo e Papilo. Di Teofane.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Ti chiedo, o Cristo, di rischiarare la mia anima ottenebrata col raggio della tua divinità senza principio e di donarmi un verbo per inneggiare degnamente i tuoi sapienti martiri.
Rinnegando ogni delizia terrestre, o atleti, avete fatto volare sulla via celeste il vostro intelletto, prima con l’ascesi e ora col sangue.
Agevolmente avete sopportato ogni tentazione grazie alla potenza divina, o sapientissimi: abbattendo ancora grazie ad essa ogni forza dei nemici, siete divenuti famosi.
Theotokìon. Non sopportando affatto di vedere me perduto per l’antico consiglio del serpente maligno, Dio mi ha rinnovato abitando nella venerabile.
Ode 3. Non c’è santo.
Conservando realmente l’immagine del Creatore, non avete piegato il ginocchio davanti ai simulacri atei dei nemici, ma con preghiera invitta li avete distrutti.
Spogliati delle vesti per ordine di un giudice iniquo, i valorosi si rivestirono di Cristo e legati per lui come arieti, andavano incatenati.
Vedendo la fermezza della vostra speranza in lui, il Sovrano di tutti, vi inviò di notte angeliche presenze per esortarvi a perseverare nei tormenti, o gloriosi.
Theotokìon. Curando, o Sovrana, la mia anima terribilmente inferma per la moltitudine dei miei peccati con la tua fervida preghiera a Dio, guarisci anche le passioni del corpo.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.
Equipaggiati con le armi della fede, avete disperso le formazioni degli atei, o atleti illustri e avete ricevuto la corona dell’incorruttela avendo concluso l’agone del martirio. O Carpo e Papilo, chiedete a Cristo Dio di donarci la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Divenisti divina tenda del Verbo, o unica purissima Vergine e Madre, che superi in purezza gli angeli; pregando purificami alle onde divine, perché più di tutti mi sono macchiato di colpe carnali e concedimi, o pura, la grande misericordia.
Oppure stavrotheotokìon.
L’agnella senza macchia del Verbo, la pura Vergine Madre, vedendo appeso alla croce colui che senza doglie da lei germogliò, maternamente gemendo gridava: Ahimè, Figlio mio, come soffri volontariamente per liberare dalle passioni del disonore l’uomo!
Ode 4. Cristo, mia forza.
Come sacrificio sublime avete offerto a Dio Agatodoro, famoso per la fede, rigettando l’errore del nemico per amore di Cristo.
Il tiranno folle per il veleno del serpente disse di denudarti, o Carpo e che ti fossero dilaniati i fianchi e inoltre di bruciarti col fuoco, ma non sciolse la tua resistenza.
Desiderando vedere il talamo nuziale del Signore, o ammirabile Papilo, sospeso al patibolo non temevi di essere dilaniato e non indietreggiasti davanti alla minaccia del fuoco.
Theotokìon. Vedendo nascere dal tuo grembo, il Signore Dio, Adamo nella tenebra delle passioni, gridò a te, Sovrana: Strappami dai mali della morte per la tua mediazione.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Come frecce di bimbi consideravi le pietre che gli empi scagliavano addosso a te, imprigionato, o beato Papilo, rivestito di fede invitta.
Il nemico venne ucciso dalla tua magnanimità e dal tuo fermo coraggio, o beato, perché Dio ti aveva rivestito di forza affinché tu potessi trionfare in entrambe le lotte, o Carpo.
Come Daniele avete divinamente chiuso le bocche delle belve, o divini martiri Carpo e Papilo, insegnando loro a predicare con fede che voi siete i valorosi atleti di Dio.
Theotokìon. Isaia predisse che tu sola, Vergine senza macchia, avresti concepito l’Emmanuele Figlio di Dio, che compassione si fece uguale a noi, rendendoci degni anche di scampare alla corruzione.
Ode 6. Vedendo il mare della vita.
Rinvigoriti dallo Spirito e ricevendo refrigerio da lui, o invitti, gettati nella fornace ardente, non foste affatto bruciati, ma la pietrificaste.
Alle onde degli insegnamenti irrorasti le anime dei pii, o insigne e per questo Cristo ti ha reso fonte inesauribile di prodigi nel mondo, o illustrissimo.
Con ardore gli atleti, Signore, gridavano come da un’unica bocca: Né fame, né afflizione, né persecuzione, possano separarci da te, Sovrano.
Theotokìon. Dio un tempo fece morire il progenitore Adamo per un consiglio femminile, mentre ora ospitato nel tuo grembo, Sovrana, lo ha vivificato e reso persino figlio della luce,
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Come tesoro di gran pregio e fonte zampillante torrenti di guarigioni, il Sovrano ha concesso ai terrestri le vostre reliquie che eliminano i mali di multiformi patimenti, elargendo perennemente grazia alle anime: perciò concordi, celebriamo con affetto, o Carpo e Papilo, la vostra solennità.
Ikos.
Verbo di Dio, sua eterna sapienza, allontana la nebbia dal mio intelletto e donami, come Dio, un verbo di sapienza, perché celebri con fervore quanti per amore hanno pienamente imitato la tua divina passione, perché sono questi che da te, Sovrano di tutti, giustamente riceveranno la ricompensa delle lotte. Perciò dunque le folle dei fedeli, circondando l’urna delle reliquie, sempre ne ricavano forza, celebrando concordi, o Papilo e Carpo, la vostra solennità.
Sinassario.
Il 13 di questo mese memoria dei santi martiri Carpo, Papilo, Agatodoro e Agatoniki.
Stichi. A questi due frutti di Dio, Carpo e Papilo, si sono aperte tutte le porte del cielo. Agatodòro rimane pieno di doni, lottando contro una moltitudine di terribili flagelli. Non ti impedì la femminilità di morire di spada per Dio, o martire Agatonìki. Carpo e Papilo furono uccisi dal bronzo il giorno tredici.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Fiorenzo.
Stichi. O coraggioso martire Fiorenzo! Correva verso la fiamma come a un refrigerio
Lo stesso giorno memoria del santo martire Dioscuro.
Stichi. Dioscuro decapitato umiliò Zeus, mai sazio di perdizione spirituale.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Nikita Patrizio, il confessore.
Stichi. Avendo subito afflizioni per le divine icone, ora Nikita gioisce in cielo.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Beniamino il diacono.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Antigone, ucciso col fuoco.
Stichi. Preferendo questo rogo al fuoco della geenna Antigone gridò: muoio senza pena per Cristo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Avete subito i chiodi ai piedi, o martiri venerabilissimi, camminando nella via e inneggiando a Dio e frantumando i centri dell’empietà come polvere di empietà, avete irrigato la pia fede.
Più del sole siete rifulsi lottando, o martiri eccelsi e con sapienza avete scacciato tutta la caligine dell’errore degli idoli, sempre donando ai fedeli l’illuminazione della conoscenza divina.
La beatissima Agatonìki, vedendo che stavate per essere gettati in una fiamma attizzata altissima, gridava a Cristo: Non separarmi dal coro dei tuoi atleti, o Cristo, Dio dei padri.
Theotokìon. Per noi, tuoi servi, o Sovrana, tu sei la fonte inesauribile di tutti i beni, fortezza inespugnabile, soccorso, bastione e buon rifugio: fa’ che non siamo mai privati del tuo soccorso.
Ode 8. Dalla fiamma.
Vedendo consegnare al fuoco Carpo e Papilo, la martire Agatonìki con fervore e affetto si unì a loro: raffigurando la Trinità furono custoditi.
Adeguandovi alle parole del Sovrano, o sapienti, pregavate per i carnefici, perciò venendo decapitati, consegnaste lo spirito nelle mani del Signore.
I rivi del vostro sangue sono divenuti per noi purificazione e risanamento e svergognarono l’errore idolatrico, predicando con semplicità il Dio di tutti.
Theotokìon. Madre di Dio compassionevole, che generasti il Salvatore compassionevolissimo guarda il male e l’affanno del tuo popolo e affréttati a pregare perché otteniamo compassione.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Ora che siete vicini alla luce divina, illuminate coi raggi delle intercessione la Chiesa, scacciando l’opinione ottenebrata dall’ignoranza degli iconoclasti, sostenendola con la divina fede ortodossa.
Sbaragliaste le orde dei demòni ostili e liberateci dalle tentazioni e per ordine di Dio affrancate da ogni languore e infermità noi che accorriamo con fede al vostro tempio, o beati Carpo e Papilo.
Come coloro che ora hanno familiarità con Cristo Sovrano, non fermate il flusso delle mie lacrime, o coppia di santi atleti, chiedetegli di strapparmi alla tenebra e di rendermi degno della pura illuminazione.
Theotokìon. Un’ode con affetto ti presento dalle mie labbra impure, me misero e ti supplico di scamparmi dal baratro delle mie opere e rendi degni della gloria alla destra di tuo Figlio quanti con fede ti celebrano.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilàrion. Udite, donne.
Uniti, o beatissimi, al Dio onnipotente e risplendendo dei bagliori da lui provenienti, o vittoriosi Carpo, gerarca di Cristo e insigne Papilo, martiri incoronati, ricordatevi di quanti celebrano la vostra luminosissima memoria.
Theotokìon.
La sola Madre di Dio senza sosta diciamo beata, noi salvati per il suo divino parto oltre natura, cantando come conviene la Madre di Dio Sovrana: essa infatti ha partorito per noi il riscatto delle colpe antiche, Cristo, uno della Trinità.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

