10 Ottobre
Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dell’oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Celebro la luminosa coppia di martiri. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
O atleti martiri, illuminati dai fulgidissimi raggi dello splendore trifulgente, chiedete illuminazione per noi, che celebriamo la vostra solennissima memoria.
L’onorata e solenne festa dei martiri rifulge di splendori solari e misticamente rischiara sempre i confini della terra con la forza dello Spirito.
Col tuo giovane corpo affrontasti strenuamente l’antico principe del male, sopportando torture e fuoco e crudeli tormenti, o beato Eulampio.
Theotokìon. Redenti sapientemente dalla condanna dei progenitori per il tuo parto, o pura, con voci canore sempre noi fedeli ti diciamo beata come Madre di Dio.
Ode 3. Non c’è santo.
Strenuamente affondasti le lotte, sopportando torture e amare pene, rinvigorito manifestamente dalla speranza dei beni futuri, o glorioso Eulampio.
Vedendo te, martire, tutto cinto della gloria splendida dei martiri, diede tutta se stessa alle torture Eulampia, tua sorella anche nell’animo.
Desiderando Cristo, o martire, calcolasti un nulla tutto ciò che si vede e per fede respingesti gli assalti feroci dei tiranni, o Eulampio.
Theotokìon. Implora, o Madre di Dio purissima, affinché siano scampati da ogni malizia dei nemici, dalle passioni che distruggono l’anima e da terribili pericoli quanti sempre t’inneggiano.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Disprezzando pazientemente le orribili nubi delle torture, o atleti, come sole, nella grazia del Salvatore, siete rifulsi per affetto fraterno; divinamente uniti nelle stesse pene, splendidamente vi siete coperti di gloria, perciò avete ricevuto dall’alto infinita grazia per curare i mali, o atleti e fratelli: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Guida, o Vergine, la mia umile anima, senza guida nella tempesta delle tentazioni, ora che sta naufragando per il peso dei peccati, o purissima e sta per sprofondare nell’ade; affréttati, o Madre di Dio, con la tua fervida intercessione, salvala concedendole il porto pacifico affinché con fede a te acclami: Prega Dio, tuo Figlio, di donarmi la remissione delle colpe; perché sei, o Sovrana, la speranza del tuo servo.
Oppure stavrotheotokìon.
Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a coloro che venerano con fede la sua passione.
Ode 4. Cristo, mia forza.
Le fauci delle belve selvagge hai chiuso con le tue divine invocazioni, abbellito di gloria angelica e splendente dei sacri fulgori del martirio.
La grazia del divino Spirito trovò in te, o Eulampio, un tempio animato e santissimo; da esso rafforzato, abbattesti i templi degli idoli.
Eri irremovibile, intrepida, insensibile a tutti gli assalti delle crudeli torture, rafforzata in Cristo, o insigne Eulampia.
Abbelliti dal sangue dei martiri e salvando la concordia con fede fraterna, o beati, vanificaste le oscure trame dei persecutori.
Theotokìon. Prevedendoti chiarissimamente, o pura, Avvacùm ti chiamò monte adombrato di virtù, da cui si manifestò a noi colui che illumina le nostre anime.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Sei rifulso come aurora solenne, come stella realmente diurna, come luminosissimo sole, illuminando divinamente i fedeli con gli splendori delle lotte e dei segni, o martire Eulampio.
Sopportando dolori immensi e considerando come delizie dolcissime le pene imposte dai malvagi, hai ereditato con gioia le divine ricompense, o martire Eulampio.
Versando rivi di sangue, o martire, hai ricevuto il torrente della delizia e l’eterna gloria immarcescibile, o illustre e la dolce delizia del paradiso.
Theotokìon. Tutte le spade dell’avversario, o Vergine casta e purissima, sono davvero giunte alla fine, poiché tu hai concepito il Dio di tutti, che con la croce ha abbattuto la sua arroganza.
Ode 6. Vedendo il mare.
Crudelmente dilaniati e torturati, o martiri, gettati alle fiere e con le membra straziate e bruciati dal fuoco, non rinnegaste la purissima fede.
Le onde assai sollevate dei tormenti per ordine dei giudici, non riuscirono a sommergere l’animo stabile degli atleti: erano infatti tenuti nel palmo divino.
Annegaste nelle onde del sangue effuso il faraone malvagio, irrigando piamente la Chiesa di Cristo, che rifioriva nella fede, o martiri invitti.
Theotokìon. Per indicibile compassione Dio si riversò come pioggia nel tuo grembo, o Sovrana e dissetò tutti con il torrente della delizia, rinnovando il creato che si era corrotto
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion. Tono 3. La Vergine oggi.
Onoriamo i martiri valorosi, fratelli secondo la carne, il sapiente Eulampio ed Eulampia: essi infatti hanno svergognato le macchinazioni dei tiranni con la potenza del crocifisso e sono perciò divenuti gloria e vanto dei martiri.
Ikos.
Onoriamo oggi, o fedeli, con sacri odi e inni, la coppia dei vittoriosi: hanno distrutto infatti l’inganno degli idoli, estinguendo il fuoco del politeismo e svergognato i demòni. Non li ha atterriti il furore dei tiranni, non hanno avuto paura della spada e del fuoco, né degli assalti di belve selvagge Eulampio il glorioso e la venerabile Eulampia, nella loro bella lotta, mostrandosi fratelli nel comune combattimento, gloria e vanto dei martiri.
Sinassario.
Il 10 di questo mese memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia.
Stichi. Anche Eulampia giunge alla spada e partecipa alle corone di Eulampio decapitato.
Lo stesso giorno memoria dei santi 200 martiri, uccisi con s. Eulampio.
Stichi. Ho visto quattro cinquantine di uomini morire di morte divina.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Vassiano.
Stichi. Vassiano, lasciando la vita di quaggiù, con gioia viene ospitato nelle regioni di lassù.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teòfilo il confessore.
Stichi. Mostrando coi fatti il tuo nome, lottasti per l’icona del Dio-uomo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Imitando per grazia i tre giovani, o martiri, avete calpestato il fuoco e refrigerati dal fuoco immateriale dello Spirito, cantavate: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Mentre venivano dilaniate le loro carni, l’amore per il Creatore li sosteneva: i santi infatti, divinizzati per totale inclinazione verso Dio, cantavano con fede: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Superando le onde del tuo cuore con divine ascensioni, o atleta, stavi sulla pietra incrollabile della vita gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. La fornace non bruciò i tre giovani, prefigurando il tuo parto: il fuoco divino, infatti, abitò in te e ha illuminato tutti affinché gridino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Dalla fiamma hai fatto scaturire.
Bellissimo di anima e corpo apparivi mentre venivi sommerso dalla grandine delle torture, o atleta martire, ma per niente scosso, cantavi a Cristo Sovrano nei secoli.
Proclamando insieme il verbo divino, con ardore disprezzarono l’ateo decreto, i martiri del Dio e Re di tutti, uniti da parentela fraterna.
Vi offriste a Dio come sacri e divini olocausti, come agnelli volontariamente immolati, vittime accette sulla mensa celeste, o atleti.
Riconoscendo con fede in te, martire Eulampio, una stella luminosa, risplendente, sfolgorante raggi di guarigioni sulle anime di tutti, inneggiamo nei secoli.
Theotokìon. Salve, purissima fanciulla senza nozze, porto di chi è nella tempesta; salve, divina sposa; salve, propiziatorio dei peccatori; salve, tu che hai generato Dio incarnato.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Bramando vedere la gloria dell’Onnipotente e la sua vera bellezza, hai trascorso una vita modesta, subendo una morte umile, che ti procurò gloria eterna, o glorioso martire Eulampio.
Come luce, come lampada sempre lucentissima, hai rischiarato, o Eulampio, quanti erano nella notte della vita, scacciando la tenebra dell’ignoranza e sciogliendo il buio delle passioni con lo splendore delle guarigioni, o atleta divinissimamente beato.
Indossando le splendide vesti nel sangue del vostro martirio, state incoronati presso il Signore e cantate con gli angeli: Santo, santo, santo, Trinità onnipotente, creatore di tutto.
Di noi, che con fede celebriamo la vostra veneratissima memoria, sacra e piena di splendore e fulgore, o martiri vittoriosi e festeggiamo questo giorno, venerando con fede le vostre reliquie, ricordatevi, liberandoci tutti da qualsiasi tentazione.
Theotokìon. Come scrigno della luce rifulsa divinamente da te, la pura, illumina, o castissima, gli occhi della mia anima, scacciando la tenebra dell’ignoranza e dileguando la caligine del peccato.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilàrion. Udite, donne.
È per noi un debito celebrare degnamente coloro che hanno mente celeste, Eulampio ed Eulampia, i sacri vittoriosi, come martiri fratelli e festeggiare con canti la loro fulgidissima memoria: perché essi placano la Divinità per il mondo.
Theotokìon, uguale.
Con le stille della tua misericordia irrora, o purissima, la mia anima consumata dall’ardore del peccato e illumina il mio intelletto oscurato dalle passioni, dirigendolo con chiarezza alla contemplazione immateriale del Figlio tuo, o Madre di Dio.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

