1 Settembre
Inizio dell’Indizione, cioè del nuovo anno e memoria del nostro santo padre Simeone stilita (459); celebrazione della Santissima Theotòkos del monastero dei Miàsini, del santo martire Aitala (355), delle sante 40 donne (312) e di Ammone diacono, loro maestro; memoria dei santi martiri Callista, Evodio e Ermogene, fratelli (303-304); memoria di Gesù figlio di Nave e ricordo del grande incendio (461).
Al Mattutino.
Dopo la prima sticologia, kàthisma dell’Indizione.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Tu che dai stagioni fruttifere e piogge dal cielo agli abitanti della terra, accogliendo anche ora le preghiere dei tuoi servi, libera da ogni angustia la tua città: poiché le tue compassioni sono per tutte le tue opere. Benedicendo dunque l’entrare e l’uscire, dirigi per noi le opere delle nostre mani e donaci, o Dio, la remissione delle colpe: tu infatti, nella tua potenza, hai tratto dal nulla all’essere tutte le cose.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma del santo.
Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Adornando la tua vita con la continenza e mortificando il corpo, annientasti gli assalti del nemico, padre beato e te andasti a Dio, nella vita eterna, quale degno erede: non cessare dunque di pregare perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
Gloria. Tono 4. Presto intervieni.
Entrasti con fede nell’arena del martirio, o Callista, annunziando Cristo nostro Dio, con i tuoi due fratelli: poiché, allevandoli con amore, li avevi resi veri strumenti spirituali della Chiesa di Cristo; per questo sei stata unita a loro nella vita di lassù, o martire.
E ora. Theotokìon.
Presto accogli, o Sovrana, le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, o Signora purissima; sciogli le difficoltà di quanti a te accorrono, sventa le insidie e gli attacchi sfrontati, o Vergine, di quanti ora si armano contro i tuoi servi.
Dopo il polyèleos, kàthisma delle sante donne.
Tono 1. I soldati a guardia.
Agnelle razionali, siete state offerte nella fede, mediante il martirio, all’agnello e pastore, dopo aver compiuto la corsa e conservata la fede: perciò noi oggi, pieni di gioia, celebriamo la vostra sacra memoria, o degne di ammirazione, magnificando Cristo.
Gloria. E ora. Tono 4. Stupì Giuseppe.
Ci prostriamo con fede a te, Sovrano dell’universo che provvedi ogni bene e con ardore esclamiamo: Mosso dalla tua amorosa compassione, o Salvatore e dalle preghiere di colei che ti ha generato e di tutti coloro che sempre ti sono stati graditi, nella tua bontà concedi a quanti ti onorano nelle tue due nature e ti glorificano con fede, di condurre un anno a te accetto.
Anavathmì. Prima Antifona del Tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.
Stico. Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato?
Vangelo del santo, secondo Luca (6,17-23).
In quel tempo Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla dei suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli.
Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione del tuo santo. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Stichiron idiòmelon. Dell’Indizione. Tono 2.
Tu che creasti l’universo con sapienza, Verbo del Padre, che precedi i secoli e formasti tutto il creato con il tuo verbo onnipotente, benedici la corona dell’anno della tua benevolenza e, con la mediazione della Madre di Dio, distruggi le eresie, nella tua bontà e nella tua filantropia.
Quindi i canoni. Canone dell’Indizione. Poema del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono 1. Irmòs.
A colui che liberò il popolo d’Israele dall’amara schiavitù del Faraone e lo condusse all’asciutto sopra l’abisso del mare cantiamo un’ode di vittoria, popoli tutti, perché si glorificato.
A Cristo che, come Verbo enipostàtico nato da Dio Padre senza principio, assembla l’universo e lo conduce senza errore alla sua perfezione, cantiamo tutti un’ode di vittoria, perché si è glorificato.
A Cristo che, per benevolenza del Padre apparve nato dalla Vergine proclamando l’anno di grazia del Signore, per la nostra redenzione, cantiamo un’ode di vittoria, perché si è glorificato.
Entrando, un giorno di sabato, nella sinagoga di Nazareth, colui che aveva donato loro la legge insegnò agli Ebrei la sua ineffabile ascensione per la quale salva la nostra stirpe, lui che è misericordioso.
Theotokìon. Cantando, o fedeli tutti, la mirabilissima fanciulla che fece sorgere Cristo nell’ecumène e tutto colmò di gioia per la vita eterna, sempre inneggiamo poiché si è glorificata.
Canone delle sante donne. Acròstico: Canto i dolori delle forti donne martiri.
Ode 1. Tono 4. Aprirò la mia bocca.
Lottaste con vigore contro l’ostile avversario, o martiri, prima con l’ascesi e poi con la lotta del sangue, perciò onoriamo con fede la vostra memoria.
Colpite dall’amore di colui che per noi sopportò croce e morte, le sante donne bramavano le sue tracce, dimenticando la debolezza della carne.
Abbatteste i sacrifici degli elleni e le immagini diaboliche con l’arma della fede e vi offriste come vasi animati alla Chiesa celeste, o martiri veneratissime.
Theotokìon. Giovane fanciulle, rafforzate dalla grazia di colui che è sorto dal tuo grembo, o purissima, sopportarono con gioia la triplice onda dei supplizi e si riempirono del tuo profumo rallegrandosi.
Canone del beato. Acròstico: Accetta l’inno, o beatissimo Simeone. Senza Theotokìon. Poema del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore
Per l’ode che ho composto in tuo onore, benché la mia lingua suoni falsa, donami per le tue preghiere, teoforo Simeone, gli splendori della scienza di Dio.
Numerosi persiani, etiopi, indiani, sciti e arabi conobbero la tua sapienza, padre santo e glorificarono Cristo, per te glorificato.
Come Mosé, Giacobbe e Daniele, sei stato riempito di grazia spirituale; nato dal recinto pastorale, o beato, sei divenuto un maestro di pecore razionali.
Theotokìon. Rallegrati, Vergine Theotòkos, che alloggiasti nel tuo grembo l’Infinito: supplicalo di risparmiare da tutti i mali i tuoi cantori.
Katavasìa. Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile. Perciò cantiamo a Cristo nostro Dio, perché si è glorificato.
Dell’Indizione. Ode 3. Irmòs.
Rinsaldami, o Cristo, sull’incrollabile roccia dei tuoi precetti; alla luce del tuo volto rischiarami, poiché non c’è santo all’infuori di te, Signore.
Consolida, o buono, la fruttuosa vigna, che per amore sulla terra la tua destra ha piantato e custodisci la tua Chiesa, o Onnipotente.
Rendi degni i fedeli che ti cantano come Dio dell’universo, di passare l’anno entrante occupandosi di opere spirituali a te gradite, Signore.
O Cristo, nel tuo amore concedimi di percorrere in pace il ciclo dell’anno e colmami degli insegnamenti divini che pronunciavi di sabato.
Theotokìon. Tu sola soprannaturalmente accogliesti la grazia soprannaturale, avendo dimorato nel tuo grembo, senza mutamento Cristo nostro Dio: senza sosta noi ti magnifichiamo.
Delle sante donne. L’arco dei forti.
Rinvigorite da una forza onnipotente, o martiri, vinceste il potere degli ostili avversari, perciò foste incoronate da Cristo come trionfatrici.
Chiudeste le bocche spalancate delle belve con il divino potere di Cristo, o teofore e foste scampate illese come adoratrici di Dio.
Divinizzate dall’amore di Dio, respingeste la moltitudine degli idoli e raggiungeste la letizia della gloria superna, o atlete.
Theotokìon. Piamente, noi che lo sappiamo, ti predichiamo verissima Madre di Dio, poiché per te, purissima, fummo resi degni di conversare con il Creatore.
Del beato. Pianta il tuo timore.
Fuggito in fretta l’acquazzone degli spiriti malvagi, guadagnasti, o Simeone, il recinto della salvezza, dove tu raccogliesti in un otre l’eterna vita.
Chinasti il tuo orecchio docile verso il Sovrano, che ti rivelò il segreto della beatitudine, trovando così la vita beata, o beato Simeone.
Con lacrime irrigavi l’ubertosa spiga delle virtù, ricevendo nei solchi del tuo cuore i semi del Verbo.
Theotokìon. Ineffabilmente concepisti, divina Sposa, il Signore e Salvatore che libera dalla sventura coloro che con verità t’invocano.
Katavasìa. Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.
Kàthisma del beato.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Ardente di fede e disprezzando l’effimero, sapiente padre, seguisti Cristo nella potenza dello Spirito, facendo deperire con la continenza il tuo corpo per contemplare senza sosta la gloria dei cieli; per questo, venerabile padre, hai trovato come desideravi la colonna come una scala per la divina ascesa, o sacratissimo Simeone: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. Delle sante donne.
Tono 1. I soldati di guardia.
Agnelline razionali all’Agnello e Pastore, con fede vi offriste con il martirio, compiendo con successo la vostra corsa e conservando intatta la vostra fede; perciò oggi, o degnissime sante, noi celebriamo con gioia la vostra santa memoria, magnificando Cristo.
E ora. Dell’Indizione.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
A te, o Signore dell’universo, che ci procuri tutti i beni, con fede prostrandoci, noi cantiamo con ardore: per la tua compassione, Salvatore, supplicato da colei che ti generò e da tutti quelli che ti furono graditi, a quanti ti venerano in due nature e con fede ti glorificano, concedi, nella tua bontà, di poterti offrire un anno gradito.
Dell’Indizione. Ode 4. Irmòs.
Onnipotente Salvatore, ho riconosciuto la tua opera di salvezza e nel timore ti ho glorificato.
Il tuo popolo ti presenta le primizie dell’anno e ti canta l’inno degli angeli per glorificarti, Signore.
Nella tua filantropia rendici degni, o Cristo, di iniziare e finire, in modo a te gradito questo anno.
O unico onnipotente Signore, dona al mondo di percorrere nella calma i cicli degli anni.
Theotokìon. Come porto e sicura speranza delle nostre anime tutti inneggiamo ora la Theotòkos.
Delle sante donne. Colui che siede.
Sopportando supplizi e scosse del corpo di ogni sorta, frantumazione delle membra e fuoco, ereditaste le dimore celesti allietandovi dall’albero della vita come ammirabili.
Si stupirono le potenze celesti dalla lotta delle beate vergini, poiché vinsero il nemico con la natura femminile, rafforzate dal potere di colui che è sorto dalla Vergine.
Disprezzando la caducità del mondo, vi attaccaste con tutta l’anima solo a Dio, perciò sopportaste l’asprezza dell’ascesi e dei supplizi, o spose di Cristo dalle molte lotte.
Portando la croce come arma potentissima, vi opponeste alle falangi ostili e foste rafforzate per la vittoria da Cristo, che con la potenza della divinità ha vinto il mondo.
Theotokìon. Il profeta di senno divino predisse un tempo che come pioggia sul vello sarebbe sceso il Verbo nel tuo grembo, o Purissima e tu lo generasti in due nature e noi a lui gridiamo: gloria alla tua potenza, Cristo.
Del beato. Ho udito, Signore.
Non sulla sabbia hai posto il fondamento dell’ascesi, ma in profondissime fatiche, edificando l’incrollabile torre delle virtù, o santissimo.
Trattenendo il corpo con la corda più dura, lo inchiodasti con il timore spirituale e hai trovato la tua porzione di eredità divina, o beato.
Le passioni nascoste del corpo si ritiravano e i vermi ti temevano, mentre apparivi in putrefazione, o padre beatissimo.
Imitando la volontaria passione insieme con la vivificante morte, vivo ti sei liberato dal pozzo oscuro come dalle tenebre del sepolcro.
Theotokìon. Supplica il Dio che generasti, purissima Maria, affinchè conceda il perdono dei peccati ai fedeli che implorano il tuo favore.
Katavasìa. Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e ho glorificato la tua divinità.
Dell’Indizione. Ode 5. Irmòs.
In questa veglia della notte cantiamo a te, Cristo uguale al Padre in eterno e Salvatore delle nostre anime: dona al mondo la pace, Signore filantropo.
Tu che colmi l’universo dei tuoi benefici, o Cristo, concedi ai tuoi servi tempi favorevoli, prosperità e la corona delle tue benedizioni nei diversi cicli dell’anno.
A noi che ti riconosciamo coeterno al Padre, o Verbo, fa’ che questo cambiamento d’anno doni miglioramento e pace.
Tu che trascendi tutti i tempi, Verbo coeterno al Padre, accanto a lui sulla terra sei venuto ad annunciare la liberazione ai prigionieri e ai ciechi la vista.
Theotokìon. In te, pura Theotòkos, riponiamo la nostra fiducia e le nostre speranze; ottieni, o Vergine, il favore di colui che hai generato.
Delle sante donne. Gli empi non vedranno.
Come agnelline pure, come sacrifici graditi vi offriste al vero Agnello e Pastore, o martiri, oblazioni perfette e olocausti graditi.
Uccise nella carne, vivete con l’anima, o martiri, poiché seguivate colui che uccise il potere della morte e volontariamente si consegnò a croce, morte e passione.
Distinte nella carne, eravate unite nell’animo e straziate con ogni sorta di percossa e bruciate con fuoco, unanimi avete confessato unico Signore Gesù Cristo, vero Dio.
Theotokìon. Fammi risalire dall’abisso delle tentazioni e raddrizzami, o sola Purissima che generasti il Dio che raddrizza tutti, riunendo per bontà ciò che prima era disperso.
Del beato.
Illuminaci con i tuoi precetti.
Cristo ha reso te, Simeone, un altro Daniele, poiché la sua apparizione ti fece uscire sano e salvo dalla fossa dei leoni.
Tutto consacrato al Signore, ti esercitasti nei rigori del calore, come in quelli opposti della neve e del freddo.
Ti rivelasti nuovo Mosè ed Elia, tutta la vita mangiando ogni quaranta giorni, venerabilissimo padre.
Legato ad una catena, come fosse una collana d’oro, camminasti verso il cielo sulle ali di Dio, venerabile Simeone.
Theotokìon. Implora sempre tuo Figlio, nostro Dio, Maria pura e senza nozze, di inviare su noi fedeli la misericordia.
Katavasìa. O albero beatissimo, su cui venne steso Cristo, Re e Signore! Per te cadde colui che con un albero aveva ingannato, fu adescato dal Dio, nella carne in te confitto, che dona la pace alle nostre anime.
Dell’Indizione.
Ode 6. Irmòs.
Dal mostro marino salvasti il tuo profeta, o filantropo: strappami dall’abisso dei miei peccati, ti supplico.
Concedi, o Sovrano, all’inizio dell’anno, di cominciare una vita a te gradita, Signore.
Salvatore compassionevole, fa’ che i tuoi cantori, meditando la legge, siano colmati dei giorni dello Spirito.
Theotokìon. Quanti in te si rifugiano, libera, ti supplichiamo, da ogni pericolo, tu che generasti Cristo nostro Dio.
Delle sante donne.
Prefigurando la tua sepoltura.
Si rallegra la progenitrice, vedendo frantumato e calpestato da piedi femminili colui che con inganno l’aveva allontanata un tempo dal paradiso.
Unendo con la fatica l’ascesi al supplizio, vi siete unite ora con purezza a Cristo sposo delle anime e dimorate con gioia spirituale nel talamo divino.
Le onde alte dei supplizi infuriati non poterono affondare le navi delle martiri, che con braccio forte raggiunsero i divini porti.
Theotokìon. Vedendo il compimento delle tue parole, Madre di Dio, magnifica colui che ti magnifica, perché ora tutte le genti ti dicono realmente beata
Del beato.
La tunica luminosa.
Cristo ha reso te, beatissimo, autore di miracoli prodigiosi, come abitacolo della potenza di Dio.
Il tuo corpo, Simeone, fu innalzato sulla colonna come in croce, poiché fosti glorificato con il Cristo, per te innalzato sul legno.
Aprendo il supremo cammino, fa’ salire alla celeste altezza quanti con fede ti cantano, divino Simeone.
Theotokìon. Noi fedeli ti cantiamo, Vergine Madre, come arca e tempio di Dio, talamo nuziale e porta del cielo.
Katavasìa. Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno ha illuminato il mondo.
Kontàkion dell’Indizione.
Tono 4. Tu che volontariamente.
Creatore e Sovrano dei secoli, Dio dell’universo, veramente sovrasostanziale, benedici questo ciclo annuale, salvando con la tua infinita misericordia, o compassionevole, tutti quelli che danno culto a te, unico Sovrano e che con timore gridano a te, o Redentore: Concedi che per tutti quest’anno sia propizio.
Del beato. Tono 2. Autòmelo.
Sebbene collegato con realtà terrene, aspiravi a quelle celesti e usando la colonna come carro di fuoco, per essa divenisti compagno degli angeli, o santo, pregando senza sosta con essi Cristo Dio per tutti noi.
Ikos.
Quale lingua umana potrà mai narrare la vita irreprensibile di Simeone, a sua lode? E tuttavia, con la sapienza di Dio, canterò i combattimenti dell’eroe e le lotte di colui che sulla terra apparve a tutti i mortali come un astro, colui che per la sua costanza, straordinariamente rifulse nel coro degli angeli: poiché cantando senza sosta con essi, con la continenza ha acquisito la purezza, pregando senza sosta con essi Cristo Dio per tutti noi.
Sinassario
Il primo di questo mese, inizio dell’Indizione, cioè del nuovo anno.
Stichi. Tu sei l’Antico di giorni e il nuovo Adamo: o Cristo, benedici l’Indizione del nostro nuovo anno.
Oggi facciamo memoria del miracolo compiuto dalla santa Madre di Dio nel monastero dei Miàsini; e commemorazione dell’incendio.
Stichi. Pesca miracolosa: l’icona della Vergine emerge da sola dalle acque.
Oggi memoria del nostro beato padre Simeone stilita.
Stichi. Simeone, terminando il suo cammino come stilita, trova presso Cristo il posto che merita. Il primo giorno di settembre Simeone, unito al suo autore, procede di altezza in altezza.
Oggi memoria di santa Marta, madre di san Simeone, della santa Evanthìa e del giusto Gesù di Navì.
Stichi. Marta ha accolto Cristo nella sua casa sulla terra. Nella sua dimora in cielo Cristo accoglie Marta. Gesù che arresta il cammino del sole, contempla l’incomparabile sole della gloria.
Oggi memoria delle sante 40 martiri, vergini e ascete e del diacono Ammone, loro maestro.
Stichi. Fuoco e spada procurarono uno sposo a queste quaranta vergini: il Figlio di Dio in persona. Indossando un elmo di ferro incandescente Ammone con gioia si spoglia della carne.
Oggi memoria dei santi fratelli martiri Evodio, Callista e Ermogene.
Stichi. Con i suoi fratelli Callisto ha subito una fine illustre sotto la spada.
Il beato Melezio il giovane, l’asceta del monte Niùpoli muore in pace.
Il beato ieromartire Angelo, martirizzato a Costantinopoli intorno al 1680, morto trafitto da spada.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Dell’Indizione. Ode 7. Irmòs.
I fanciulli, innalzati dalla fede, disprezzato l’ordine empio del tiranno, stettero senza timore davanti al fuoco, cantando nel mezzo delle fiamme: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Noi, popolo ortodosso, in questo inizio d’anno, offriamo le primizie dei nostri inni a Cristo nostro Re, il cui il regno non avrà fine, a lui piamente cantando: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
O Cristo, tu che preesisti ai secoli e nei secoli rimani il Signore, fonte di bontà, colma questo anno dei tuoi doni eccellenti per quanti salmeggiano: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Theotokìon. Come avvocata presso di te, noi tuoi servi, scegliamo la tua pura Madre, o Cristo, perché da tutti i mali, tu che sei buono, liberi il tuo popolo salmodiante: Dio dei nostri padri, Signore, tu sei benedetto.
Delle sante donne. Tu che salvasti nel fuoco.
Com’era irraggiungibile il tuo pensiero, o teoforo Ammone! Come guida del coro delle vergini, infatti, non temesti i supplizi, morendo con esse come diacono e mistico della gloria divina.
Come sapiente accompagnatore di spose, con parole di coraggio esortavi le martiri a guardare lo sposo e a sopportare le pene della carne acclamando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Non oziamo, o vergini, ecco, è pronto il luogo del martirio! Stiamo con coraggio, Cristo tende corone, non proteggiamo la nostra carne: così gridavano le nobili nello stadio.
Theotokìon. Benedetto, o benedetta, il frutto del tuo benedetto grembo, benedetto dalle potenze celesti, dalle folle degli umani, colui che ci ha salvato dalla maledizione antica.
Del beato. I fanciulli timorati di Dio.
Fermasti la siccità in favore dei poveri, aprendo loro le porte della pioggia; con la tua preghiera consolidasti la terra che tremava, insegnando al popolo a gridare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Come un grande luminare della Chiesa, come un sole splendente, rischiarando con i tuoi raggi tutta la terra, Simeone, insegni al popolo a gridare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Come fiumi fluenti dappertutto, nel recinto della tua ascesi si è riunito, o servo di Cristo, un vero oceano, una marea umana, alla quale insegni a gridare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Il medesimo Cristo, che un tempo riposò nelle braccia dell’omonimo vegliardo, nella sua invisibile potenza, riposò sulle tavole del tuo cuore, o venerabile Simeone, perciò gridavi: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Giustamente l’incarnato senza seme è proceduto da te, Vergine purissima: tu infatti generasti, o illibata, colui che tutti trascende, al quale gridando, acclamiamo con inni: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Katavasìa. Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco, che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.
Dell’Indizione. Ode 8. Irmòs.
Colui che salvò i fanciulli che cantavano nella fornace, trasformando in un fresco vento l’ardente fiamma che li minacciava, il Cristo nostro Dio cantate ed esaltate in tutti i secoli.
Come al principio della salvezza la santa Chiesa ti offre, o Cristo, le primizie dell’anno gridando: Cantate Cristo, esaltatelo in tutti i secoli.
Colui che dal non essere fece sapientemente l’universo creandolo di primo getto, per suo volere svolgendo poi i cicli del tempo, cantate ed esaltate per tutti i secoli.
Cantiamo al nostro Dio, che guida l’universo a buon fine e fa variare i tempi e le stagioni, guidando gli umani in molteplici modi: Cantatelo, esaltatelo in tutti i secoli.
Theotokìon. Divina Madre e Vergine pura, nei cicli dei tempi dove si svolgono gli anni, noi l’insieme dei mortali ortodossi, ti cantiamo come Madre di Dio e salvezza degli umani.
Delle sante donne. Il parto della Theotòkos.
Svestendo realmente l’uomo corrotto dal peccato, avete indossato tuniche illuminate dal sangue del martirio e cantate: inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Splendendo per i divini fulgori del Sole spirituale, o martiri, percorreste la notte dell’ateismo cantando unanimi: inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Vi offriste a Cristo Creatore come agnelline pure, come divine colombe, come immolazioni volontarie e come sacrifici senza macchia, cantando a una voce: inneggiate, opere tutte, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Con le membra frantumate per ordine di empi tiranni, percosse con bastoni senza pietà e dilaniate dalla spada, subiste una morte iniqua, perciò con gioia avete ereditato immortali e copiosi doni.
Theotokìon. Dietro te correvano donne martiri, o purissima divina Sposa, sentendo la dolce fragranza del profumo di myron del tuo Figlio Unigenito rifulso dal tuo grembo, o Vergine ignara di nozze e ora regnano con te, inneggiando a Cristo nei secoli.
Del beato. Colui che sul santo monte.
Lontano da ogni passione e compatendo la debolezza di una madre, apparisti vivo dopo la morte, gridando: Benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.
Abbracciando il giovane Filarco paralizzato, gli ordinasti di caricarsi sulle spalle il giaciglio, lodando il Signore ed esaltandolo per tutti i secoli.
Colui che glorificò Giobbe per le sue sofferenze, mutò la corruzione della tua carne incancrenita in una perla di gran valore, o servo di Cristo Simeone, glorificandoti per tutti i secoli.
Come un tempo il ladrone sulla croce, per le preghiere di Simeone, chiamasti a te, Signore, il capo dei briganti; perciò ti cantiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Theotokìon. Ricevendo l’angelico saluto, hai fatto sorgere sul mondo la luce, il Signore di gloria da te generato; perciò tutti ti cantiamo e glorifichiamo, Vergine Theotòkos.
Katavasìa. Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate il Verbo che discese e mutò il fuoco in rugiada; e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che concede vita a tutti.
Dell’Indizione. Ode 9. Irmòs.
Il roveto ardente che non si consumava ci ha mostrato una figura del tuo parto puro; estingui ora, ti preghiamo, la fornace delle tentazioni che infuria contro di noi, affinché senza sosta, Theotòkos, ti magnifichiamo.
Verbo e potenza di Dio, vera sapienza enipostàtica , che sapientemente sostieni e governi l’universo, dirigi anche ora in tranquilla quiete questo tempo che sta innanzi ai tuoi servi.
Tutte le tue opere, Signore, i cieli, la terra, la luce, le acque, le sorgenti dell’oceano, la luna, gli astri, le tenebre e il fuoco, gli uomini e le bestie con gli angeli ti glorificano.
Sola sei prima dei secoli, perché hai creato i secoli e su di essi regni, o Deità trisipostàtica, una e indivisa: per le suppliche della pura Madre di Dio, fa’ che quest’anno porti alla tua eredità vittorie.
Theotokìon. Salvatore e ordinatore dell’universo, artefice e Signore del creato, per le suppliche di colei che verginalmente ti generò, dona al tuo mondo la pace e custodisci la tua Chiesa sempre libera da sconvolgimenti.
Delle sante donne. Per la sua colpa.
Come da fonte fluiscono rivi di guarigioni per i bisognosi, o beatissime, placando il danno delle malattie, allontanando l’arsura delle passioni e irrigando i cuori degli amici di Dio per il buon frutto delle divine opere.
Il divino diacono Ammone e Celsina e con loro quaranta donne sapienti in Dio, lottando secondo le regole, furono incoronati e ora danzano con gli angeli; degnamente li diciamo beati.
Vi sollevaste, o divine spose, prendendo potere contro i nemici e diveniste simili ad angeli e deliziandovi dall’albero della vita nel paradiso vi saziate ora dalla fonte di tutti i beni, supplicando per il mondo.
Theotokìon. Ti rivelasti dimora della sapienza che supera l’intelletto, o Vergine pura, trono animato e porta, perciò le vergini, seguendoti, hanno amato come regina te, Vergine figlia di Dio,
Del beato. Colui che rivelò.
Avendo dominato con pazienza le passioni, Cristo ti raggiunse, o teoforo Simeone, per parteciparti la sua regalità; perciò con inni ti magnifichiamo.
Ricevuta da inviolabili tesori dello Spirito la grazia di guarire, tu attingi per distribuire guarigioni a chi festeggia la tua memoria, o teoforo Simeone.
Pervenuto alla celeste virtù dopo aver lottato nell’aria, come su ali salisti alle dimore celesti: intercedi per la salvezza delle nostre anime.
Theotokìon. Roveto circondato dal fuoco senza essere consumato, ti rivelasti, o Vergine, concependo senza seme il Salvatore del mondo, il nostro Dio che senza sosta magnifichiamo.
Katavasìa. Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, Theotòkos, produsse il Cristo, da cui fu piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorandolo, per essa che ora viene esaltata, noi ti magnifichiamo.
Altra katavasìa. La morte venuta alla nostra stirpe per il frutto dell’albero, è oggi distrutta dalla croce, perché la maledizione che nella progenitrice colpiva tutta la stirpe, è annullata grazie alla prole della pura Theotòkos, che tutte le potenze celesti magnificano.
Exapostilarion dell’Indizione.
Con i discepoli conveniamo.
Dio degli dèi e Signore, natura trisipostàtica, inaccessibile, eterna, increata, artefice onnipotente di tutte le cose, tutti a te ci prostriamo e ti imploriamo: Benedicendo nella tua bontà questo anno, custodisci nella pace gli imperatori e tutto il tuo popolo, o compassionevole.
Del beato. Stessa melodia.
Come astro, o santo, la tua luminosa vita rifulse e illuminò tutta la terra coi raggi dei prodigi: poiché con una colonna, o padre, salisti come per una scala a Dio, dove è realmente l’apice, o Simeone, dei desideri di tutti e là preghi, o beato, per noi che ti onoriamo.
Theotokìon.
Artefice e ordinatore di tutto il creato che hai posto in tuo potere tempi e anni, corona, o compassionevole, il ciclo dell’anno con le benedizioni della tua benevolenza, custodendo il tuo popolo nella pace, incolume, illeso; ti supplichiamo per l’intercessione di colei che ti partorì e degli angeli divini.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo questi stichirà idiòmela.
Tono 3. Di Giovanni monaco.
Verbo del Padre che sei prima del tempo, tu che sei in forma di Dio, che hai composto il creato, traendolo dal non essere all’essere e hai posto in tuo potere tempi e momenti, benedici la corona dell’anno della tua benevolenza, donando pace alle tue Chiese, vittorie al fedelissimo imperatore, fertilità alla terra e a noi la grande misericordia.
Dello stesso. Tono 4.
Il tuo regno, Cristo Dio, è regno di tutti i secoli e il tuo potere è in ogni generazione: poiché tutto hai fatto con sapienza, predisponendo per noi tempi e momenti; perciò, rendendo grazie in tutto e per tutto, gridiamo: Benedici la corona dell’anno della tua benevolenza e rendici degni di acclamare, senza che ci sia di condanna: Signore, gloria a te.
Stesso tono. Di Andrea Pyros.
Le tue vie, o Dio, sono grandi e meravigliose: noi magnifichiamo la potenza della tua economia perché, luce da luce, sei venuto nel tuo misero mondo e hai tolto la maledizione del vecchio Adamo, secondo il tuo beneplacito, o Verbo e con sapienza hai stabilito per noi tempi e momenti per glorificare la tua bontà onnipotente. Signore, gloria a te.
Tono 2. Di Germano.
Quando con la tua passione, Signore, consolidasti la terra, allora anche i deboli si cinsero di potenza. Le donne si fecero coraggiose contro il durissimo tiranno e riparata la sconfitta della madre, di nuovo tornarono al gaudio del paradiso, a gloria tua, che sei nato da una donna e hai salvato il genere umano.
Gloria. Del beato. Tono 2.
Da radice buona nacque un buon frutto, Simeone, santo dall’infanzia, nutrito più di grazia che di latte; sollevato il corpo sulla pietra ed elevata la mente sino a Dio, si costruì con le virtù un’eterea dimora e volando nelle altezze con le divine schiere, divenne dimora di Cristo Dio, Salvatore delle nostre anime.
E ora. Dell’Indizione. Tono pl. 4. Di Germano.
Tu che con ineffabile sapienza formasti l’universo, o Verbo, Cristo Dio, che hai predisposto tempi e momenti, benedici le opere delle tue mani; rallegra l’imperatore fedele con la tua potenza, dandogli forza contro i barbari, come unico buono e filantropo.
Grande dossologia, apolytìkion e conclusione.
Alla Liturgia: typikà e alle beatitudini le odi 3 e 6 dei canoni dell’indizione e del beato.
Prokìmenon. Tono 4.
Grande è il Signore nostro e grande la sua forza e la sua intelligenza è senza misura.
Stico. Lodate il Signore, perché è bene salmeggiare, al nostro Dio sia dolce la lode.
Apostolo a Timoteo. Diletto figlio Timoteo, prima di tutto esorto che si facciano preghiere (sabato della XXXIII settimana).
E anche l’apostolo Del beato. Ai Colossesi. Fratelli, come eletti di Dio, santi e amati, vestitevi di tenera compassione (XXX domenica).
Alliluia. Tono 4.
A te si addice l’inno, o Dio, in Sion e a te si renderà il voto.
Stico. Tu, Signore, benedirai la corona dell’anno della tua benevolenza.
Vangelo secondo Luca. In quel tempo Gesù venne a Nazaret. (giovedì I settimana di Luca).
E anche il vangelo Del beato, secondo Matteo. Il Signore ha detto ai suoi discepoli: Tutto mi è stato dato dal Padre mio (20 gennaio).
Kinonikòn dell’indizione.
Benedici l’anno della tua benevolenza, Signore. Alliluia.

