1 Dicembre
Memoria del santo profeta Naum e del nostro padre Filarete il misericordioso.
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 2.
Festeggiando, Signore, la memoria del tuo profeta Naum, tramite lui ti imploriamo: Salva le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dell’Oktòichos e quello del profeta. Acròstico: L’ispirazione di Naum mi dedico a celebrare. Poema di Teofane.
Ode l. Tono pl. 1. Irmòs.
Cavallo e cavaliere gettò nel mar Rosso con braccio teso il Cristo, che spezza le guerre e ha salvato Israele che cantava l’epinicio.
Vedendo, o Naum, la divina ispirazione del tuo spirito, che Dio prese per farlo suo, illuminandolo con la sua grazia, noi ti diciamo beato.
Venendo dall’alto la grazia dello Spirito ispirò nella tua anima l’energia profetica, donandoti una lingua ispirata, mirabilissimo profeta.
Ti rivelasti divino strumento pizzicato dal plettro dello Spirito, celebrando il Dio geloso, proclamandone il giudizio inappellabile, o venerabilissimo.
Theotokìon. Pura Vergine più che benedetta, salva quanti a te inneggiano con fede e affetto e come Madre di Dio, liberandoli da pericoli inesorabili.
Ode 3. Irmòs.
Tu che hai stabilito col tuo precetto sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo filantropo.
Partecipando allo Spirito di Dio e da lui divinizzato, la tua anima era perfettamente illuminata: per questo a tutti annunziavi chiaramente l’avvenire, o ispirato da Dio.
Hai previsto in divina visione il giudizio che condannava gli empi nemici, che disprezzavano nella loro inguaribile malizia la pazienza, la clemenza e la bontà di Dio.
Theotokìon. Colui che in principio creò l’universo uscì dal tuo grembo, pura Vergine, divenendo uomo per amore dell’uomo, per liberare gli uomini, lui che è filantropo.
Irmòs. Tu che hai stabilito col tuo precetto sul nulla la terra, sollevandola in alto senza appoggio con tutto il suo peso, conferma la tua Chiesa, o Cristo, sulla stabile roccia dei tuoi comandamenti, o solo filantropo.
Kàthisma. Tono pl. 1. Il Verbo coeterno.
Glorioso profeta Naum, purificato il tuo spirito da tutte le forme inferiori, divenisti scrigno purissimo del santo Spirito, distribuendo a tutti gli uomini i raggi ricevuti; perciò ti supplichiamo di pregare per la pace del mondo.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il gran mistero del tuo divino concepimento, l’ineffabile modo della tua generazione furono veramente conosciuti, o pura sempre Vergine: la tua gloria sbalordisce le nostre menti e turba i nostri pensieri ricoprendo noi tutti per la salvezza delle nostre anime, o Theotòkos.
Oppure stavrotheotokìon.
Per la croce di tuo Figlio, o favorita dalla grazia divina, fu annientata tutta la seduzione degli idoli e calpestata la forza dei demòni: perciò noi fedeli, giustamente, sempre ti celebriamo e benediciamo e confessandoti realmente Theotòkos, ti magnifichiamo.
Ode 4. Irmòs.
Intuìto con profetico sguardo il tuo divino annientamento, Avvacùm tremando, o Cristo, a te gridava: sei venuto per la salvezza del tuo popolo, per salvare i tuoi cristi.
Risplendendo dei raggi dello Spirito, o araldo divino, ai niniviti annunziasti l’imminente devastazione e l’inesorabile avvento della potenza divina.
Il giusto giudizio del Creatore decise la tremenda distruzione di un popolo ostile, come da te preannunziato, o beatissimo profeta di Dio.
Ornata da sentimenti di modestia, l’anima del tuo profeta, o Dio, venne prodigiosamente trasportata verso la tua visione e verso lo splendore della divina contemplazione, o Buono.
Theotokìon. O Maria, Regina del creato, tu che concepisti il Re del mondo, unica lodatissima, per le tue preghiere liberami dalla tirannia delle passioni.
Ode 5. Irmòs.
Ti rivesti di luce come d’un manto; per te io veglio all’alba e grido: illumina la mia anima ottenebrata, o Cristo, unico misericordioso.
Vivendo irreprensibile, fosti giudicato degno dell’energia e dell’illuminazione dello Spirito, illustrissimo profeta Naum.
Sottomessa con zelo la carne allo spirito, come al re e sovrano, il tuo cuore venne innalzato, ottenendo divine rivelazioni.
Supera ogni onore visibile la gloria di coloro a cui è donata la profezia: per loro infatti si fa udire lo Spirito Santo, buono e Signore.
Theotokìon. Nessun intelletto, nemmeno celeste, potrà degnamente lodarti, o Theotòkos, poiché generasti il Creatore, inneggiato dalle potenze celesti.
Ode 6. Irmòs.
Placa, o Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.
Il tempio della grazia divina, il vaso d’elezione della sua teofania, che supera ogni intelletto, fedeli, celebriamo con inni.
Colui che ricevette dallo Spirito santo il fulgore senza tramonto, colui il cui intelletto fu vicino a Dio, ci invita, o fedeli, a festeggiarlo con inni.
Theotokìon. Le potenze spirituali in cielo e tutte le generazioni sulla terra senza sosta ti glorificano come Madre di Dio, Vergine benedetta e purissima.
Irmòs. Placa, o Sovrano, il mare delle passioni, che infuria con i suoi marosi funesti all’anima e fammi risalire dalla corruzione, nel tuo compassionevole amore.
Sinassario.
Il primo di questo mese memoria del santo profeta Naum.
Stichi. A Naum, di Elqosh, unito ormai ai trapassati, il mio elogio come profumo effondo. Il primo dicembre trapassa Naum.
Lo stesso giorno memoria del beato Filarete il misericordioso.
Stichi. O amico delle virtù, oggi la tua vita si ferma, padre misericordiosissimo Filarete.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Anania il persiano.
Stichi. La sua carne fu duramente colpita perché cristiano, ma Anania il persiano non se ne accorse.
Lo stesso giorno memoria di Antonio, il nuovo santo.
Il santo arcivescovo di Efeso, Onesimo, si addormentò in pace.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà e salvaci. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Il Signore dei padri sovresaltato estinse la fiamma e asperse di rugiada i fanciulli, che cantavano a una sola voce: Benedetto sei tu, o Dio.
Avendo il profeta come divino veggente che iniziatore della danza, devotamente festeggiamo e divinamente cantiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Strumento soffiato dal santo Spirito, lira divinamente ispirata, il tuo soccorso invochiamo, cantando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Donandoti la grazia di predire l’avvenire, ti incoronò profeta il Signore al quale tutti cantiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Il profeta, Vergine pura, ti previde porta invalicabile, varcata solo dal Dio al quale cantiamo: O Dio, tu sei benedetto.
Ode 8.
Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: opere tutte, inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Contemplando lo splendore immateriale della Trinità Sovrana, o profeta, gioioso inneggi: opere tutte, inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Venerando la tua santissima e sacra memoria, o profeta amato da Dio, cantiamo: opere tutte, inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Theotokìon. Vergine pura, rafforza la mia anima spossata, paralizzata da peccati e passioni, affinché inneggi il tuo parto, o Vergine e lo esalti per tutti i secoli.
Irmòs. Componendo nella fornace per te, Creatore di tutto, un coro che raccoglie l’universo, i fanciulli intonavano: opere tutte, inneggiate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Ode 9.
Danza, Isaia: la Vergine ha concepito un Figlio, l’Emmanuele, Dio e uomo: oriente è il suo nome; magnificando lui, proclamiamo la Vergine beata.
Come un angelo sei vissuto sulla terra e sempre dimori in cielo con i cori degli angeli presso la triraggiante luce e colmo del suo splendore, vigili sui tuoi cantori.
Beatissimo profeta, noi ti abbiamo come mediatore presso Dio per il mondo: come profeta supplica senza sosta colui che è buono, di concedere ai fedeli la redenzione eterna.
Theotokìon. Come colei che generò Dio adeguatamente e in modo ispirato, noi fedeli, divinamente chiamiamo te, pura Theotòkos, venerando con definizione verissima il tuo parto, o santissima Madre Vergine.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

