Periodo Del Tono 2
Venerdi Sera al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono 2. Quando dal legno.
Quando verrai nella tua gloria, o Cristo, con gli angeli santi, per giudicare l’universo, quando tutti si presenteranno a te nudi per render conto di ciò che avranno fatto, collocami allora con le tue pecore o Verbo, concedendomi così il perdono per tutte le colpe di cui mi sarò reso colpevole nella vita.
Strappa le catene delle mie passioni, dissecca la cancrena dell’anima, o unico filantropo; donami le lacrime della compunzione, illumina il mio cuore oscurato, liberami, ti prego, da difficoltà, calamità e avversità e dalle multiformi tentazioni del tremendo nemico, dominatore di questo mondo.
Considera spiritualmente, o anima, quell’ora temibilissima del giudizio, quando il tremore prenderà tutto il creato e l’Altissimo siederà sul trono elevato, chiedendo ragione delle nostre azioni: affréttati a riconciliarti col giudice di tutti, a lui gridando: Ho peccato contro te, Signore, ma tu salvami.
Stichirà, della Theotòkos, uguali.
Dalla giovinezza tutto schiavo di passioni vergognose e di tanta dissolutezza, totalmente oscurai l’immagine di Dio in me e temo il futuro giudizio, o degna di ogni canto, quando mi presenterò al tuo Figlio e Dio: ora dunque, prima della fine, o pura, donami purificazione dalle passioni e redenzione dalle colpe.
Pavento il giudizio, o pura e il castigo del fuoco e la decisione realmente inesorabile, lo stridore di denti e anche il verme che non dorme, o castissima e la dannazione nella vergogna del cuore: ti imploro, o Vergine, liberami dal tremendo giudizio.
Quando la mia anima con forza starà per esser separata dal corpo, siimi allora vicina e sventa i piani dei nemici invisibili e spezza le macine di coloro che mi cercano per divorarmi spietatamente, affinché senza ostacoli oltrepassi i principi della tenebra che stanno nell’aria, o divina sposa.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.
Apòsticha martyrikà.
Quando i santi martiri intercedono per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.
Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Militiamo per il Re delle schiere; potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.
Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.
Grande è la gloria che con la fede, o santi, conquistaste: non solo vinceste il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi; pregate il Signore di aver misericordia delle nostre anime.
Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.
Necrosimo. Come appassisce il fiore e passa il sogno, così si dissolve ogni uomo, ma di nuovo, quando echeggerà la tromba, i morti tutti, come in quel grande terremoto, risorgeranno incontro a te, Cristo Dio; allora, o Sovrano, quanti di noi avrai trasferiti, gli spiriti dei tuoi servi, o Cristo, collocali nelle tende dei tuoi santi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della luce: custodiscimi sotto la tua protezione.

