Periodo Del Tono 2
GIOVEDI SERA AL VESPRO
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.
Tono 2. Quando dal legno.
Alla croce fosti inchiodato, o Salvatore e il sole si oscurò a quella vista preso da timore. Si lacerò il velo del tempio, mentre la terra si scuoteva e anche le pietre tremando si squarciavano, non potendo sopportare di vedere il loro Creatore e Dio, per suo volere, patire ingiustamente sul legno oltraggiato dagli empi.
È stato gettato a terra, del tutto rovesciato e giace cadavere sinistro il perfidissimo serpente, ora che tu sei innalzato sul legno o amico degli uomini. È liberato Adamo dalla maledizione e salvato colui che prima era condannato. Anche noi dunque imploriamo: Salvaci, di tutti abbi pietà e rendici degni del tuo regno.
Quando un popolo fuorilegge ti inchiodò alla croce, o Salvatore, tu, vita dell’universo, tutto il creato tremava di spavento, i regni dell’ade e l’impero della morte furono annientati dalla tua divina potenza; Adamo prima creatura allora gridava con gioia: Gloria alla tua condiscendenza, Signore filantropo.
Stichirà, della Theotòkos, uguali.
Acconsenti, o pura, alle richieste dei tuoi servi e concedici fonti di lacrime per lavare le macchie delle nostre colpe, o purissima e spegnere le fiamme dell’eterno e acerbissimo fuoco: poiché tu esaudisci le preghiere di chi con tutto il cuore ti invoca, Madre del Sovrano.
Scosso davanti all’onda dei pensieri e alle tempeste della vita, trascinato dagli spiriti disordinati del malvagio principe di questo mondo, grido a te, o Vergine: Affréttati a liberarmi dai mali che mi assalgono, affinché ringrazi di cuore predicando le tue magnificenze a tutti i fedeli, o piena di divina grazia.
Vedi la mia infermità e la fatica della mia povera anima, o pura e il male del mio cuore, o Sovrana e spezza gli assalti di nemici invisibili che mi aggrediscono e ferocemente mi osteggiano, poiché tu concepisti il Dio che può concedere liberazione a quanti sono in pericolo.
Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.
O bontà e inconcepibile compassione, o infinita pazienza e longanimità, Verbo preeterno! Così gridava la Vergine tutta piangente. Come tu che sei immortale hai amato la morte? Vedo un gran mistero, tuttavia venero la tua passione, che volontariamente hai sopportato!
Apòsticha stavròsima.
Salvami, Cristo Salvatore, per la potenza della croce, tu che salvasti Pietro sul mare e abbi pietà di me, o Dio.
L’albero della tua croce, Cristo Dio, hai reso albero di vita per noi che in te crediamo; con esso annientasti colui che ha il potere della morte e vivificasti noi, uccisi dal peccato. Perciò ti gridiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.
Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.
Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.
Vedendo pendere dal legno, o pura, il grappolo ben maturo che senza coltivazione umana avevi portato in grembo, con lamenti gridavi ed esclamavi: O Figlio, stilla il vino nuovo per il quale sia tolta, o benefattore, tutta l’ebbrezza delle passioni, mostrando, mediante me, che ti ho partorito, la tua amorosa compassione.

