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Periodo Del Tono 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 2.

O grande mistero! Vedendo i prodigi, proclamo la divinità, non nego l’umanità; l’Emmanuele infatti, come amico degli uomini, aprì le porte della natura; essendo Dio non spezzò i sigilli della verginità: ma uscì dal grembo materno così come, per l’annuncio, vi era entrato e come fu concepito, si incarnò: senza dolori entrò, ineffabilmente ne uscì, secondo l’oracolo del profeta che dice: Questa porta sarà chiusa, nessuno vi passerà, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: La tua risurrezione, Cristo Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 2. Quando dal legno.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; affrettati, ti preghiamo, o pura, a salvare i tuoi servi.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ho commesso ogni iniquità senza misura, ogni peccato senza limite, ormai degno di ogni condanna: o Vergine, concedimi l’occasione del pentimento, affinché nel mondo di là non sia condannato; come ambasciatrice ti conto, sei tu la mia avvocata, che non sia svergognato, divina sposa.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Altro rifugio presso il Creatore e Signore non abbiamo se non te, divina Sposa pura; non rifiutarci la tua fervente protezione, non disprezzare quanti con affetto accorrono sotto la tua protezione. O Madre del nostro Dio, affrettati a mostrare la ricchezza della tua misericordia e salvaci dall’ra su n oi incombente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi sarà capace di lodarti degnamente e dirti beata, Vergine sposa di Dio, per il riscatto del mondo che si è compiuto grazie a te? Ringraziando dunque a te gridiamo dicendo: Salve, tu che divinizzi Adamo riunendo ciò che era separato. Salve, tu che illumini la stirpe umana con la luminosa risurrezione di tuo Figlio, nostro Dio; noi tutti cristiani senza sosta ti magnifichiamo.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 2.

Il generato dal Padre prima dei secoli, il Dio Verbo, incarnato dalla Vergine Maria, venite, adoriamo. Si sottopose infatti alla croce e fu deposto nella tomba perché così volle e, risorto dai morti, salvò me, l’uomo smarrito.

Cristo nostro Salvatore annullò il chirografo contro di noi, inchiodandolo alla croce e annientò il potere della morte e noi adoriamo la sua risurrezione il terzo giorno.

Con gli arcangeli cantiamo la risurrezione di Cristo: egli infatti è Redentore e Salvatore delle anime nostre e con gloria tremenda e forte potere verrà di nuovo, per giudicare il mondo che ha creato.

Altri Stichirà, anatolikà.

Crocifisso e sepolto, un angelo ti proclamò sovrano e diceva alle donne: Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto come disse, perché è onnipotente; perciò noi ti adoriamo, o solo immortale: Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

Con la tua croce abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte e con la tua risurrezione illuminasti la stirpe umana; per questo a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Con timore si aprirono per te, Signore, le porte della morte e i custodi dell’ade, vedendoti, sbigottirono perché infrangesti le porte di bronzo e spezzate le sbarre di ferro ci traesti dalle tenebre e dall’ombra di morte e spezzasti le nostre catene.

Elevando l’inno della salvezza, con la nostra bocca così cantiamo: Venite tutti, prostriamoci nella casa del Signore e diciamo: Tu, che fosti crocifisso sul legno e risorgesti dai morti e dimori nel seno del Padre, perdona i nostri peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 2.

La tua risurrezione, Cristo Salvatore, illuminò tutta la terra; tu richiamasti a te la creatura da te plasmata. Signore onnipotente, gloria a te.

Gli alfabetici.

Con un albero, Signore, abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte; con la tua risurrezione illuminasti la nostra stirpe; per questo a te acclamiamo: Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

Apparendo inchiodato alla croce, o Cristo, alterasti la bellezza delle creature e i soldati, rivelando il loro cuore disumano, ti trafissero il costato con la lancia, mentre gli ebrei chiedevano di sigillare la tomba, ignorando il tuo potere. Signore, che per la tua compassione accettasti la sepoltura e il terzo giorno risorgesti, gloria a te.

Cristo, datore di vita, subita volontariamente per i mortali la passione, discendendo nell’ade, liberasti con la tua potenza, come dalla mano del forte, quanti laggiù attendevano la tua venuta e in luogo dell’ade desti loro di abitare il paradiso. Anche a noi che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, concedi il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O meraviglia nuova che supera tutte le meraviglie antiche: chi mai seppe di una madre che partorì senza conoscer uomo e che tiene tra le braccia colui che abbraccia tutto il creato? Volere di Dio è questo parto; non cessare di scongiurare per quanti ti onorano colui che, come bimbo con le tue braccia, portasti e che tratti con famigliarità di madre, o purissima, perchè abbia pietà delle anime nostre e le salvi.

Tono 2. Apolytìkion.

Quando discendesti verso la morte, * o vita immortale, * allora l’Ade mettesti a morte * con la folgore della Divinità. * e quando anche i defunti * da sottoterra resuscitasti, * tutte le schiere * delle regioni celesti gridavano: * Cristo Datore di vita, * Dio nostro, gloria a te.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre.