Periodo Del Tono 1
Sabato Sera Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo il primo. Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico.
Tono 1.
Festa della Vergine, fratelli, oggi: esulti il creato e danzi l’umanità; ci ha convocati infatti la santa Madre di Dio, puro gioiello della verginità, paradiso spirituale del nuovo Adamo, dimora in cui l’unione delle due nature fu forgiata, sala festiva dell’alleanza salvatrice, camera nuziale in cui il Verbo sposò la carne, nube leggera in cui davvero colui che siede sui cherubini è portato corporalmente; per le sue preghiere, Cristo nostro Dio, salva le nostre anime.
Quindi Luce gioiosa e il prokìmenon: Il Signore ha instaurato il suo regno con i suoi stichi. Dopo Degnati, Signore cantiamo il primo apòstichon degli apòsticha e questi prosòmia della Theotòkos.
Esultanza delle schiere celesti. Tono 1.
Stico. Ricorderò il tuo nome.
Di generazione in generazione sei glorificata, Madre di Dio e Vergine Maria, protettrice dell’universo, che generasti nella carne il Figlio del Padre senza principio, coeterno allo Spirito: pregalo di salvarci.
Stico. Ascolta, figlia.
Oppressi da inaspettate tribolazioni, rassicurati solo dalla tua protezione, Vergine pura, rendendoti grazie gridiamo: Salvaci, santissima Sposa di Dio, tu sei rifugio di tutti e soccorso della stirpe umana.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Il mondo si rinnova nel tuo parto, Vergine Madre di Dio, salvezza dei credenti e vigile protezione di chi piamente ti invoca: prega senza sosta, o Vergine senza macchia, per tutti i tuoi cantori.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Nube della luce senza tramonto è il nome che il profeta ti diede: in te il Verbo del Padre discese come rugiada sul vello; da te, o Vergine, sorse, luce per il mondo che salva dall’errore, Cristo nostro Dio, presso il quale ti preghiamo di intercedere senza sosta, o santissima, per quanti ti riconoscono Madre di Dio.
Ora lascia, trisagio, Apolytìkion anastàsimo e quindi la conclusione.
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo introduttivo e il primo kàthisma del salterio al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 10 e cantiamo 7, 6 o 4 stichirà anastàsima e 3, 4 o 6 stichirà della festa o del santo del giorno, come indicato nel Typikòn.
Accogli, o santo Signore, le nostre preghiere vespertine e concedici la remissione dei peccati: perché sei il solo che ha manifestato la risurrezione al mondo.
Circondate, popoli Sion ed abbracciatela: glorificate in essa il risorto dai morti: egli è il nostro Dio, colui che ci ha liberati dalle nostre colpe.
Venite, popoli, celebriamo e adoriamo Cristo, glorificando la sua resurrezione dai morti: egli è il nostro Dio e ha liberato il mondo dalla frode del nemico.
Altri stichirà, anatolikà.
Rallegratevi, cieli, risonate, fondamenta della terra, gridate di gioia, monti, perché, ecco, l’Emanuele ha inchiodato alla croce i nostri peccati; il vivificante ha ucciso la morte risuscitando Adamo, come filantropo.
Colui che volontariamente patì per noi e fu sepolto e dai morti è risorto inneggiamo dicendo: conferma nell’ortodossia la tua Chiesa, o Cristo e dona pace alla nostra vita perché tu sei buono e filantropo.
Stando presso la tua tomba, ricettacolo di vita, noi indegni offriamo l’inno di lode alla tua ineffabile compassione, Cristo nostro Dio: accettasti croce e morte, o senza peccato, per donare al mondo la risurrezione come filantropo.
Il Verbo coeterno al Padre e con lui senza principio, che uscì ineffabilmente da grembo verginale e per noi volontariamente accettò croce e morte ed è risorto in gloria è risorto inneggiamo dicendo: Vivificante Signore, Salvatore delle nostre anime, gloria a te.
Gloria della festa o del santo festeggiato.
Altrimenti: Gloria. E ora. Theotokìon.
Cantiamo la Vergine Maria, gloria di tutto il mondo, nata dagli uomini e Madre del Sovrano, porta del cielo, canto degli incorporei, decoro dei fedeli; essa è divenuta cielo e tempio della divinità. Abbattendo la barriera dell’inimicizia ha introdotto in suo luogo la pace ed ha aperto il regno. Possedendo quest’àncora della fede abbiamo come difensore il Signore nato da lei; coraggio dunque, coraggio, popolo di Dio; egli combatterà i nemici, egli, l’onnipotente.
Dopo l’ingresso e Luce gioiosa il monaco incaricato fa una metania a colui che presiede e canta il prokìmenon del giorno sul tono pl. 2.
Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore.
Stico. Si è rivestito il Signore di potenza e se n’è cinto.
Stico. E infatti ha reso saldo il mondo perché non sia scosso.
La solita ectenia, Degnati, Signore e dopo l’esclamazione cantiamo lo stichiron del santo del monastero e andiamo in processione nel nartece. Dopo le solite preghiere entriamo nel tempio e cantiamo le stichirà anastàsima degli apòsticha.
Tono 1.
Per la tua passione, o Cristo, dalle passioni fummo liberati e per la tua risurrezione dalla corruzione riscattati: Signore, gloria a te.
Altri stichirà secondo l’alfabeto.
Esulti il creato, i cieli si rallegrino, le genti battano le mani con letizia: Cristo nostro Salvatore inchiodò alla croce i nostri peccati e, uccisa la morte, ci ha donato vita rialzando il progenitore Adamo caduto, come filantropo.
Essendo Re del cielo e della terra, o inafferrabile, per filantropia volontariamente fosti crocifisso; l’ade, incontrandoti laggiù, fu amareggiato, ma le anime dei giusti, accogliendoti esultarono; Adamo risorse vedendo te, il Creatore, negli inferi: O meraviglia: come gustò la morte colui che di tutti è la vita? Ma questo è stato il suo beneplacito per illuminare il mondo che grida: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.
Donne mirofòre recando unguenti raggiunsero sollecite e in pianto la tua tomba, ma non trovando il tuo corpo immacolato e appreso dall’angelo il prodigio nuovo e inaspettato dicevano agli apostoli: E’ risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.
Gloria. Doxastikòn del santo festeggiato.
Se non c’è: Gloria. E ora. Theotokìon.
Ecco compiuta la predizione di Isaia: vergine infatti generasti e dopo il parto sei rimasta come prima, perché era Dio il generato e perciò rinnovò le nature; non disprezzare, dunque, Madre di Dio, le suppliche dei tuoi servi, offerte a te nel tuo santuario; poiché porti tra le tue braccia il misericordioso, abbi misericordia dei tuoi servi: prega per la salvezza delle nostre anime.
Tono 1. Apolytìkion.
La pietra sigillata, * dai Giudei, * e i soldati a custodia * del tuo Corpo immacolato *, sei risorto il terzo giorno o Salvatore, * donando al mondo la vita. * Per questo le schiere dei cieli * esclamavano a te, Datore di Vita: * Gloria alla tua resurrezione o Cristo, * gloria al tuo regno, * gloria alla tua economia, * o solo Amico degli uomini.
Theotokìon.
Gabriele ti recò il saluto: Salve, Vergine e a quella voce il Re dell’universo si incarnò in te, arca santa, come ti chiamò il giusto Davide. Divenisti più ampia dei cieli, portando il tuo Creatore. Gloria a colui che in te ha dimorato, gloria a colui che da te è uscito, gloria a colui che ci liberati per il tuo parto.
Il resto dell’ufficiatura dell’agrypnìa.

