Santa Teodora “di Cesarea”
Santa Teodora di Cesarea, che visse durante l’VIII secolo, era figlia del patrizio Theophilos e di sua moglie Theodora. I suoi genitori per molto tempo erano stati senza figli e ne soffrivano. Pregavano e fecero voto che, se fosse nato loro un figlio, sarebbe stato consacrato a Dio. Quando la figlia fu in età, la madre la condusse al monastero di Sant’Anna a Cesarea, dove la fanciulla entrò sotto la guida di un’igumena. Lì si familiarizzò con la letteratura spirituale.
L’imperatore Leone l’Isaurico (716-741), eretico iconoclasta, volle dare in moglie la fanciulla Teodora a uno dei suoi collaboratori. La presero dal monastero contro la sua volontà e la portarono a Costantinopoli, dove tutto era già preparato per la celebrazione del matrimonio.
Ma durante il banchetto nuziale gli Sciti attaccarono la capitale, e il marito di Santa Teodora, mandato ad aiutare a respingere l’attacco del nemico, perì nella primissima scaramuccia. Approfittando della confusione generale, Santa Teodora salì su una nave e tornò al suo convento. Quando un emissario imperiale la seguì fin lì, vide che era già stata tonsurata monaca. Perciò non poteva essere costretta a lasciare il monastero femminile. Trascorse gli anni rimanenti della sua vita in digiuno, veglia e preghiera. Portava pesanti catene di ferro sul corpo, senza toglierle fino alla morte.

