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San Giovanni l’Esicasta, vescovo di Colonia

12-03

San Giovanni l’Esicasta nacque intorno al 454 nella città di Nicopolis, in Armenia, nella famiglia di un comandante militare di nome Enkratius e di sua moglie Eufemia. Il ragazzo iniziò a studiare la Sacra Scrittura, e amava con tutto il cuore la solitudine e la preghiera.

Con l’eredità che i suoi genitori gli lasciarono, Giovanni costruì una chiesa dedicata alla Santissima Theotokos. All’età di diciotto anni, Giovanni divenne monaco, conducendo una vita ascetica di digiuno, preghiera e temperanza insieme ad altri dieci monaci presso la chiesa che egli aveva fondato.

Su richiesta dei cittadini di Colonia, il Metropolita di Sebaste consacrò Giovanni, che aveva ventotto anni, come vescovo di Colonia. Salito sul trono episcopale, il santo non mutò in nulla il suo severo stile di vita ascetico. Sotto l’influenza del santo, anche i suoi parenti, suo fratello Pergamios (collaboratore degli imperatori Zenone e Anastasio) e suo nipote Teodoro (collaboratore dell’imperatore Giustiniano), condussero una vita cristiana.

Nel decimo anno dell’episcopato di Giovanni, il governo dell’Armenia fu assunto da Pazinikos, il marito di Maria, sorella del santo. Il nuovo governatore cominciò a interferire nelle questioni spirituali ed ecclesiastiche, e nella Chiesa sorse turbamento. Allora San Giovanni andò a Costantinopoli e, per mezzo dell’Arcivescovo Eutymios, supplicò l’imperatore Zenone di difendere la Chiesa armena dal malvagio governatore.

Sopraffatto dalle contese del mondo, Giovanni lasciò di nascosto la sua diocesi e salpò per Gerusalemme. Con le lacrime agli occhi supplicò Dio di mostrargli un luogo dove potesse vivere e trovare salvezza. Apparve una stella luminosa, che guidò San Giovanni alla Lavra di San Savva.

Giovanni, celando il suo rango episcopale, fu accolto nella comunità come un semplice novizio. Sotto la guida dell’igumeno San Savva (5 dicembre), il vescovo Giovanni faticò obbedientemente per più di quattro anni in ogni incarico che gli veniva affidato. Quando fu costruita una foresteria presso la Lavra, San Giovanni serviva gli operai, distribuendo loro il cibo e aiutando nella costruzione dell’edificio. Quando fu costruito un monastero cenobitico per i novizi, Giovanni fu ancora una volta incaricato di aiutare gli operai.

Vedendo l’umiltà di San Giovanni e il suo amore per il lavoro, San Savva lo ritenne degno dell’ordinazione presbiterale. San Giovanni fu costretto a rivelare il suo rango al Patriarca Elias di Gerusalemme (494-517), il quale disse a San Savva che Giovanni non poteva essere ordinato. Inoltre, dichiarò che Giovanni doveva vivere nel silenzio, e che nessuno doveva disturbarlo. Ben presto il Signore rivelò anche a San Savva il segreto di San Giovanni. San Giovanni trascorse quattro anni nella sua cella, senza ricevere nessuno e senza uscire neppure per la chiesa.

Desiderando una solitudine sempre maggiore e una più intensa astinenza, San Giovanni lasciò la Lavra e si ritirò nel deserto, dove trascorse più di nove anni, nutrendosi di piante ed erba. Sopravvisse a una devastante incursione dei Saraceni e non perì solo perché il Signore gli mandò un difensore: un leone feroce. Quando il nemico cercò di fare del male al santo, il leone li assalì ed essi si dispersero spaventati. La tradizione parla di molti miracoli che San Giovanni compì in questo periodo nel deserto.

Quando San Savva tornò dopo un lungo soggiorno a Scythopolis, persuase San Giovanni ad abbandonare il deserto e a vivere nel monastero. Dopo di ciò, il Signore, in modo miracoloso, rivelò a tutti alla Lavra che il monaco Giovanni era in realtà un vescovo.

Quando San Giovanni raggiunse i settant’anni, il suo santo e portatore di Dio padre spirituale, San Savva, morì. Il santo ne fu profondamente addolorato, poiché non era presente in quel momento. San Savva gli apparve in visione e, dopo averlo consolato, preannunciò che lo attendevano molte fatiche nella lotta contro l’eresia. San Giovanni dovette perfino lasciare la sua solitudine per fortificare i fratelli nella lotta contro gli origenisti.

San Giovanni l’Esicasta trascorse sessantasei anni alla Lavra di San Savva il Santificato. Attraverso i suoi continui sforzi ascetici, con la sua instancabile preghiera e la sua umile sapienza, San Giovanni acquisì la grazia dello Spirito Santo. Alle sue preghiere avvennero molti miracoli, e egli fu in grado di discernere i pensieri segreti delle persone. Guariva i malati e i posseduti dai demoni. Già durante la sua vita salvò da certa distruzione coloro che invocavano il suo nome. Una volta sparpagliò semi di fico su una roccia sterile, e ne nacque un albero bello e fruttuoso. Col tempo l’albero crebbe tanto da fare ombra sulla cella del santo.

San Giovanni l’Esicasta si addormentò nel Signore in pace all’età di 104 anni.