Anna m.
Santa Anna era una nobildonna che vendette tutti i suoi beni e diede il denaro ai poveri. Ricevette la tonsura monastica da Santo Stefano il Nuovo mentre egli viveva sul Monte Auxentios in Bitinia. Egli la mandò a vivere nel monastero femminile chiamato Trichinarion (Comunità di coloro che indossano il cilicio).
Quando gli iconoclasti cercarono di distogliere Santo Stefano dalla venerazione delle sante icone, tentarono con lusinghe, corruzioni e minacce, ma tutti i loro sforzi furono vani. Allora lo accusarono di recarsi di notte al Monastero Trichinarion e di essere caduto nel peccato con la monaca Anna. Benché la sua stessa serva avesse testimoniato contro di lei (le era stata promessa la libertà e il matrimonio con un nobile, se lo avesse fatto), Santa Anna negò qualsiasi colpa.
I soldati dell’imperatore giunsero al monastero, afferrarono Santa Anna e la condussero davanti a lui, ma ella rifiutò di mentire su Santo Stefano. Perciò l’imperatore Costantino la gettò in una segreta a Costantinopoli.
La mattina seguente l’imperatore sedeva in un edificio pubblico con una folla radunata, e fece condurre Santa Anna alla sua presenza. Poiché insisteva che sia lei sia Santo Stefano erano innocenti, l’imperatore la fece spogliare nuda davanti a tutti. Durante l’interrogatorio, ella rimase in silenzio. Nel frattempo, la sua serva giurò falsamente che Santo Stefano aveva peccato con la sua padrona.
Adirato per il suo rifiuto di parlare, l’imperatore fece stendere Santa Anna a terra, dove i soldati la percossero con le verghe. Durante questo tormento, ella disse: «Non ho mai peccato con Stefano. Signore, abbi misericordia». I soldati continuarono a batterla finché fu quasi morta.
L’imperatore tornò al suo palazzo, lasciando l’ordine che Santa Anna fosse imprigionata in uno dei monasteri abbandonati della città. Lì ella partì per il Signore, ricevendo da Lui la duplice corona della verginità e del martirio.

