Antonio b. di Iezeru-Valcea
San Antonio l’Esicasta nacque nei Monti subcarpatici del distretto di Vâlcea in Romania, e amò Cristo fin dalla prima infanzia. Visitò molti dei monasteri e degli skiti di quella zona, conversando con gli esicasti che cercavano la quiete sulle montagne. Essi esercitarono un influsso profondo sulla sua vita e, col tempo, egli entrò nella vita monastica allo Skit di Iezeru nella splendida regione selvaggia di Vâlcea.
Nel 1690, dopo aver acquisito esperienza nella vita ascetica, l’igumeno lo benedisse a vivere come solitario a pochi chilometri sopra lo Skit di Iezeru, sul monte che porta lo stesso nome. Egli camminò di luogo in luogo alla ricerca di una grotta di pietra per la sua cella e una cappella. Finalmente trovò una piccola grotta, dove glorificò Dio e lottò contro i demoni. Solo i veri esicasti sanno quali grandi tentazioni e prove affrontano coloro che desiderano vivere come eremiti. San Antonio faticò per tre anni, scavando una cappella nella parete della rupe con un semplice martello e uno scalpello. Lavorava di giorno e vegliava di notte. La grotta era un riparo per il suo corpo, sfinito dai digiuni e dalle prosternazioni. Tuttavia, la sua anima non trovava riposo perché non c’era una chiesa nelle vicinanze in cui potesse elevare il cuore e le mani in preghiera giorno e notte. Di tanto in tanto, un ieromonaco dello skit veniva a celebrare la Divina Liturgia nelle Feste e durante i digiuni.
Dopo aver pregato la Madre di Dio, egli iniziò a scavare uno spazio per una piccola cappella. Quando fu terminata, fu consacrata dal vescovo Ilarion di Râmnicu Vâlcea. In questa piccola cappella, il beato pregava incessantemente, insieme con gli Angeli in cielo, leggendo gli uffici quotidiani e facendo centinaia di prosternazioni. Chi può descrivere i suoi lunghi digiuni di tre giorni e più, le sue veglie notturne, le sue lotte con i nemici invisibili che non sopportano l’umiltà e le fatiche dei Santi, e la sua ardente preghiera e le incessanti lacrime sgorgate dal suo cuore? Non dormiva mai più di due o tre ore per notte, né mangiava altro che briciole di pane ammollate in acqua e sale, con poche verdure che coltivava nel suo piccolo orto. Ripeteva incessantemente dal cuore la Preghiera di Gesù e leggeva i Salmi con molte lacrime di umiltà.
La vita santa di San Antonio divenne nota in tutta la regione, e molti chierici e laici accorrevano a lui per ricevere consigli spirituali o consolazione nelle loro pene. Egli li accoglieva con amore, dava loro l’aiuto di cui avevano bisogno e poi li rimandava a casa in pace. Grazie alla sua influenza, ebbe luogo un autentico risveglio spirituale nell’Oltenia subcarpatica.
San Antonio si addormentò nel Signore nel 1714, dopo venticinque anni di lotte spirituali. I suoi discepoli lo piansero e lo seppellirono accanto alla sua piccola cappella. La sua Vita fu scritta dal suo discepolo padre Nicholas. I fedeli ancora oggi vi si recano per accendere candele e pregare, chiedendo la sua benedizione e il suo aiuto.
San Antonio l’Esicasta fu glorificato dalla Chiesa Ortodossa di Romania nel 1992. L’iscrizione sul suo rotolo recita: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di me”.



