dormizione di Filarete metropolita di Mosca
San Filarete (Drozdov) nacque il 26 dicembre 1782 a Kolomna, un sobborgo di Mosca, e nel Battesimo ricevette il nome di Basilio. Suo padre era un diacono (che in seguito divenne sacerdote).
Il giovane Basilio studiò nel seminario di Kolomna, dove i corsi erano insegnati in latino. Era di piccola statura e non molto robusto, ma il suo talento lo distingueva dai compagni di classe.
Nel 1808, mentre era studente all’Accademia Teologica di Mosca presso la Lavra della Santa Trinità, Basilio ricevette la tonsura monastica e fu chiamato Filarete in onore di San Filarete il Misericordioso (1 dicembre). Non molto tempo dopo fu ordinato diacono.
Nel 1809 andò a insegnare all’Accademia Teologica di Pietroburgo, che era stata riaperta solo da poco tempo. Ierodiacono Filarete si sentiva a disagio a Pietroburgo, ma era un ottimo insegnante che cercava di rendere la teologia comprensibile a tutti. Perciò si adoperò affinché le lezioni fossero tenute in russo piuttosto che in latino.
Filarete fu consacrato vescovo nel 1817, e fu nominato a servire come vicario nella diocesi di Pietroburgo. Passò ben presto al grado di arcivescovo, servendo a Tver, Jaroslavl e Mosca. Nel 1826 fu nominato metropolita di Mosca, e rimase in quella posizione fino alla sua morte.
Il Metropolita riteneva che fosse suo dovere istruire e illuminare il suo gregge circa gli insegnamenti e le tradizioni della Chiesa. Perciò predicava e scriveva su come vivere una vita cristiana, basando le sue parole sulla sapienza dei Santi Padri. Il suo CATECHISMO del 1823 è stato un libro influente in Russia e in altri paesi per quasi duecento anni.
Le riforme dello Zar Pietro il Grande avevano abolito il patriarcato e avevano severamente limitato la Chiesa, ponendo molti aspetti della sua vita sotto il controllo del governo. Il Metropolita Filarete cercò di riconquistare una parte della libertà della Chiesa di amministrare da sé i propri affari, considerando Chiesa e Stato come due entità separate che lavorano in armonia. Non tutti condividevano le sue vedute, ed egli certamente si procurò non pochi nemici. Tuttavia, riuscì a ottenere un certo grado di successo nel promuovere dei cambiamenti.
Un giorno, l’archimandrita Antonio (Medvedev), discepolo di San Serafino di Sarov (2 gennaio), fece visita al suo ierarca diocesano. Durante la loro conversazione, padre Antonio parlò dell’insegnamento patristico sulla preghiera incessante, e può darsi che abbia detto al Metropolita qualcosa riguardo a San Serafino. San Filarete sentì una profonda parentela spirituale con padre Antonio, che ben presto divenne il suo anziano (starets). Egli non prese nessuna decisione importante riguardo agli affari della diocesi, o alla propria vita spirituale, senza consultare padre Antonio. San Serafino disse una volta a padre Antonio che sarebbe diventato igumeno di un grande monastero, e gli diede consigli su come condursi. Fu San Filarete che lo nominò igumeno della Lavra della Santa Trinità.
Il Metropolita Filarete desiderava che le Sacre Scritture fossero tradotte nel russo moderno, in modo che il popolo potesse leggerle e comprenderle. Padre Antonio, tuttavia, criticava l’ethos non ortodosso della Società Biblica Russa, che era popolare durante il regno di Alessandro I. Nel suo zelo di far tradurre la Bibbia nel russo moderno, San Filarete inizialmente sostenne la Società Biblica senza rendersi conto di quanto fossero pericolose alcune delle sue idee. La prima traduzione russa della Bibbia fu stampata durante il regno dello Zar Alessandro II.
Sotto la guida del suo anziano, il Metropolita Filarete fece grandi progressi nella vita spirituale. Ricevette anche i doni della preghiera incessante, della chiaroveggenza e della guarigione. Non è un’esagerazione suggerire che lo stesso San Filarete fu una delle forze alla base del risveglio spirituale nella Russia del XIX secolo. Difese gli anziani del Monastero di Optina quando erano fraintesi e attaccati da molti. Protesse le monache del Monastero di Diveevo di San Serafino, e sostenne la pubblicazione di testi patristici da parte del Monastero di Optina.
Il Metropolita Filarete fu invitato a consacrare la nuova Porta Trionfale a Mosca, e anche lo Zar Nicola I era presente. Vedendo statue di dei pagani sulla Porta, il Metropolita si rifiutò di benedirla. Lo Zar si adirò, e molte persone criticarono il rifiuto del santo di partecipare. Egli sentiva di aver seguito la propria coscienza in quella vicenda, ma ne era comunque turbato, e così pregò finché finalmente non si addormentò. Fu svegliato verso le 5 del mattino dal rumore di qualcuno che apriva la porta che di solito teneva chiusa a chiave. Il Metropolita si sollevò a sedere e vide San Sergio di Radonež (25 settembre) chino sul suo letto. «Non preoccuparti», disse, «tutto passerà». Poi scomparve.
Due mesi prima della sua morte, San Filarete vide in sogno suo padre, che lo avvertiva riguardo al diciannovesimo giorno del mese. Il 19 novembre 1867 servì per l’ultima volta la Divina Liturgia. Alle due del pomeriggio andarono nella sua cella e trovarono il suo corpo. Fu sepolto presso la Lavra della Santa Trinità.
San Filarete è stato glorificato dalla Chiesa Ortodossa Russa nel 1995.



