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Gregorio di Neocesarea t. - immagine

Gregorio di Neocesarea t.

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San Gregorio il Taumaturgo, vescovo di Neocesarea, nacque nella città di Neocesarea (nel nord dell’Asia Minore) da una famiglia pagana di alto rango (tra il 210 e il 215), e il suo nome originale era Teodoro.

Terminata l’istruzione elementare, San Gregorio e suo fratello Gregorio, o Athenodoros (Athēnódoros) 1 (secondo alcune fonti agiografiche) andarono a Beirut per studiare legge. I grandi pensatori dell’antichità, tuttavia, non furono in grado di estinguere la sua sete di conoscenza. La Verità gli fu rivelata solo nel Santo Vangelo, e il giovane divenne cristiano.

Per continuare i suoi studi, San Gregorio andò ad Alessandria, che a quel tempo era nota come centro di studi pagani e cristiani. Desideroso di acquisire conoscenza, Gregorio si recò alla Scuola catechetica di Alessandria, dove insegnava il presbitero Origene. Origene era un maestro famoso, dotato di grande forza d’animo e di profonda scienza. San Gregorio divenne discepolo di Origene. In seguito, il Santo scrisse del suo maestro: «Quest’uomo ricevette da Dio un dono sublime: essere interprete della Parola di Dio per gli uomini, comprendere la Parola di Dio così come Dio stesso l’aveva usata, e spiegarla agli uomini per quanto essi potevano comprendere». San Gregorio studiò per otto anni con Origene, che lo battezzò.

La vita ascetica di San Gregorio, la sua continenza, la purezza e l’assenza di cupidigia suscitarono l’invidia dei suoi compagni vanagloriosi e amanti del peccato, pagani quali erano, e questi decisero di calunniare San Gregorio. Un giorno, mentre conversava con filosofi e maestri nella piazza della città, una notoria meretrice si avvicinò a lui e pretese il pagamento per un peccato che egli avrebbe presumibilmente commesso con lei. All’inizio San Gregorio la ammonì dolcemente, dicendo che forse lo aveva scambiato per un altro. Ma quella donna dissoluta non voleva tacere. Allora egli chiese a un amico di darle il denaro. Non appena la donna prese il pagamento ingiustificato, cadde a terra in una crisi demoniaca, e l’inganno fu svelato. San Gregorio pregò su di lei, e il demonio fu scacciato. Questo fu il primo dei suoi miracoli.

Dopo essere tornato a Neocesarea, il Santo fuggì dagli affari del mondo, nei quali gli uomini influenti della città cercavano insistentemente di coinvolgerlo. Andò nel deserto, dove, attraverso il digiuno e la preghiera, raggiunse grandi altezze spirituali, nonché i doni della chiaroveggenza e della profezia. San Gregorio amava la sua vita nel deserto e desiderava rimanere in solitudine fino alla fine dei suoi giorni, ma il Signore dispose altrimenti.

Venuto a conoscenza della vita ascetica di San Gregorio, il vescovo Phaidemos (Phaίdēmos) della città cappadoce di Amaseia decise di farlo vescovo di Neocesarea. Ma, prevedendo nello spirito l’intenzione del vescovo Phaίdēmos, il Santo si nascose dai messaggeri del vescovo che erano stati inviati a cercarlo. Allora il vescovo Phaidemos consacrò il Santo in absentia come vescovo di Neocesarea, supplicando il Signore di benedire l’insolita ordinazione. San Gregorio considerò questo evento straordinario come una manifestazione della volontà di Dio, e non osò opporsi. Questo episodio della vita di San Gregorio fu registrato da San Gregorio di Nissa (10 gennaio). Egli riferisce che San Gregorio di Neocesarea ricevette il grado episcopale solo dopo che il vescovo Phaidemos lo ebbe ordinato a tutti i gradi canonici.

In quel tempo cominciò a diffondersi l’eresia di Sabellio e di Paolo di Samosata. Essi insegnavano falsamente riguardo alla Santa Trinità. San Gregorio pregò con fervore e diligenza, supplicando Dio e la sua purissima Madre di rivelargli la verità. La Santissima Theotokos gli apparve, raggiante come il sole, e con lei vi era l’apostolo Giovanni il Teologo, rivestito di paramenti gerarchici.

Per comando della Madre di Dio, l’apostolo Giovanni insegnò al Santo il modo corretto di parlare del Mistero della Santissima Trinità. San Gregorio mise per iscritto tutto ciò che San Giovanni gli rivelò. Il Simbolo della Fede, così come fu scritto da San Gregorio, è una grande rivelazione divina nella storia della Chiesa. Su di esso si fonda l’insegnamento sulla Santa Trinità nella teologia ortodossa. In seguito, esso fu accolto dai Santi Padri della Chiesa: Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Gregorio di Nissa. Il Simbolo (Credo) di San Gregorio fu poi esaminato e confermato nell’anno 325 dal Primo Concilio Ecumenico, manifestando il suo duraturo significato per l’Ortodossia. Anche coloro che non erano d’accordo con San Gregorio lo consideravano un secondo Mosè. 2

Dopo essere diventato gerarca, San Gregorio si mise in viaggio verso Neocesarea. Lungo il cammino da Amaseia, scacciò i demoni da un tempio pagano, il cui sacerdote egli convertì a Cristo. Quel convertito fu testimone di un altro dei miracoli del Santo: al suo comando una grande pietra si mosse dal suo posto.

Le omelie del Santo erano dirette, vivaci e fruttuose. Egli insegnava e compiva miracoli nel nome di Cristo: guariva i malati, soccorreva i bisognosi, risolveva dispute e liti. Due fratelli che condividevano un’eredità non riuscivano a mettersi d’accordo sui beni del loro padre defunto. Una grande lago era la causa della loro disputa, poiché ciascun fratello voleva il lago per sé. Entrambi radunarono i loro amici, ed erano pronti a venire alle mani. San Gregorio li persuase a rimandare lo scontro al giorno seguente, mentre lui pregava tutta la notte sulla riva del lago che aveva suscitato la contesa. All’alba tutti videro che il lago si era prosciugato o si era inabissato nel sottosuolo. Ora, grazie all’intensa preghiera del Santo, rimaneva solo un ruscello, e il suo percorso definiva la linea di confine. Un’altra volta, durante la costruzione di una chiesa, egli comandò a una collina di spostarsi e di lasciare spazio per scavare le fondamenta.

Quando cominciò la persecuzione dei cristiani sotto l’imperatore Decio (249-251), San Gregorio condusse il suo gregge su una montagna lontana. Un certo pagano, che sapeva dove i cristiani si nascondevano, informò i persecutori, e i soldati circondarono la montagna. Il Santo uscì in un luogo aperto, alzò le mani al cielo e ordinò al suo diacono di fare lo stesso. I soldati perquisirono tutta la montagna, e più volte passarono proprio accanto a coloro che pregavano. Non riuscendo a vederli, rinunciarono e se ne andarono. In città riferirono che sulla montagna non c’era nessun luogo in cui nascondersi. Non c’erano persone, solo due alberi vicini l’uno all’altro. L’informatore fu colpito da stupore, si pentì della sua condotta e divenne un cristiano devoto.

San Gregorio tornò a Neocesarea dopo la fine della persecuzione. Con la sua benedizione furono istituite Feste della Chiesa in onore dei martiri che avevano sofferto per Cristo.

Per la santità della sua vita, la sua predicazione efficace, i suoi miracoli e la guida ispirata del suo gregge, il Santo aumentò il numero dei convertiti a Cristo. Quando San Gregorio giunse per la prima volta alla sua cattedra, a Neocesarea c’erano solo diciassette cristiani. Al momento del suo riposo, in città rimanevano solo diciassette pagani.

1 Secondo l’uso greco, entrambi sono commemorati il 7 novembre.

2 San Basilio il Grande, Sullo Spirito Santo, capitolo 29.