Filippo apostolo
Il Santo e Tutto-celebrato Apostolo Filippo era originario della città di Bethsaida in Galilea. Aveva una profonda conoscenza della Sacra Scrittura e, discernendo rettamente il significato delle profezie dell’Antico Testamento, attendeva la venuta del Messia. Per mezzo della chiamata del Salvatore (Giovanni 1,43), Filippo Lo seguì. Dell’Apostolo Filippo si parla più volte nel Santo Vangelo: egli condusse a Cristo l’Apostolo Natanaele (cioè Bartolomeo, 22 aprile, 30 giugno e 25 agosto; cfr. Giovanni 1,46). Il Signore gli chiede dove comprare il pane per cinquemila uomini (Giovanni 6,5-7). Egli condusse ad alcuni Giudei ellenizzati che volevano vedere Gesù (Giovanni 12,21-22); e infine, all’Ultima Cena, chiese a Cristo di mostrare loro il Padre (Giovanni 14,8).
Dopo l’Ascensione del Signore, l’Apostolo Filippo predicò la Parola di Dio in Galilea, accompagnando la sua predicazione con miracoli. Così, ridonò la vita a un bambino morto tra le braccia della madre. Dalla Galilea si recò in Grecia e predicò tra i Giudei che vi si erano stabiliti. Alcuni di loro riferirono a Gerusalemme la predicazione dell’Apostolo. In risposta, dalla città santa giunsero in Grecia alcuni scribi, con a capo uno dei sommi sacerdoti giudei, per interrogare l’Apostolo Filippo.
L’Apostolo Filippo smascherò la menzogna del sommo sacerdote, che affermava che i discepoli di Cristo avevano trafugato e nascosto il Corpo di Cristo. Filippo raccontò invece come i farisei avessero corrotto i soldati di guardia, perché diffondessero deliberatamente questa diceria. Quando il sommo sacerdote giudeo e i suoi compagni iniziarono a insultare il Signore e si avventarono contro l’Apostolo Filippo, furono improvvisamente colpiti da cecità. Per la sua preghiera, l’Apostolo restituì a tutti la vista. Vedendo questo miracolo, molti credettero in Cristo. L’Apostolo Filippo diede loro come vescovo Narcisso (uno dei Settanta Apostoli, 4 gennaio).
Dalla Grecia l’Apostolo Filippo si recò in Partia, e poi nella città di Azoto, dove guarì una malattia agli occhi della figlia di un abitante del luogo di nome Nikoklides, che lo aveva accolto in casa sua, e in seguito battezzò tutta la sua famiglia.
Da Azoto l’Apostolo Filippo partì per la Hieropolis di Siria (vi erano diverse città con questo nome) dove, sobillati dai farisei, i Giudei incendiarono la casa di Heros, che aveva accolto l’Apostolo Filippo, e vollero uccidere l’apostolo. L’apostolo compì diversi miracoli: la guarigione della mano del funzionario cittadino Aristarchos, che si era inaridita quando aveva tentato di percuotere l’apostolo; e la risurrezione di un bambino morto. Vedendo questi prodigi, essi si pentirono e molti ricevettero il santo Battesimo. Dopo aver costituito Heros vescovo a Hieropolis, l’Apostolo Filippo proseguì per la Siria, l’Asia Minore, la Lidia, Emessa, e ovunque predicava il Vangelo e sopportava sofferenze. Sia lui che sua sorella Mariamne (17 febbraio) furono lapidati, rinchiusi in prigione e cacciati dai villaggi.
Poi l’Apostolo Filippo giunse nella città di Hieropolis di Frigia, dove vi erano molti templi pagani. Vi era anche un tempio pagano in cui la gente venerava come dio un enorme serpente. L’Apostolo Filippo, con la forza della preghiera, uccise il serpente e guarì molti morsi dai serpenti.
Tra i guariti vi era la moglie del prefetto della città, Amphipatos. Avendo saputo che sua moglie aveva abbracciato il Cristianesimo, il prefetto Amphipatos ordinò che venissero arrestati il Santo Filippo, sua sorella e l’Apostolo Bartolomeo che viaggiava con loro. Su istigazione dei sacerdoti pagani del tempio del serpente, Amphipatos ordinò che i santi Apostoli Filippo e Bartolomeo fossero crocifissi.
All’improvviso sopraggiunse un terremoto, che fece cadere a terra tutti i presenti nel luogo del giudizio. Appeso alla croce presso il tempio pagano del serpente, l’Apostolo Filippo pregava per coloro che lo avevano crocifisso, chiedendo a Dio di salvarli dai flagelli del terremoto. Vedendo ciò, il popolo credette in Cristo e iniziò a chiedere con insistenza che gli apostoli fossero deposti dalle croci. L’Apostolo Bartolomeo era ancora vivo quando fu staccato dalla croce, e battezzò tutti i credenti e stabilì per loro un vescovo.
Ma l’Apostolo Filippo, per la cui preghiera tutti rimasero in vita, eccetto Amphipatos e i sacerdoti pagani, morì sulla croce.
Mariamne, sua sorella, seppellì il suo corpo e partì con l’Apostolo Bartolomeo a predicare in Armenia, dove l’Apostolo Bartolomeo fu crocifisso (11 giugno); la stessa Mariamne predicò poi fino alla sua morte in Lykaonia.
Il santo Apostolo Filippo non deve essere confuso con il Santo Filippo il Diacono (11 ottobre), uno dei Settanta.



