Damasceno b.m.
San Damasceno era un monaco di Costantinopoli. I suoi genitori Kyriakos e Kyriake vivevano nel quartiere di Galatea della città, e chiamarono il loro figlio Diamantes.
Rimasto orfano in giovane età, e privo della guida dei genitori, il ragazzo divenne piuttosto indisciplinato nella sua condotta. Un giorno fu sorpreso a compiere qualcosa di illecito e, per salvarsi, acconsentì a convertirsi all’Islam. In seguito però rientrò in sé e si pentì del suo rinnegamento di Cristo. Fuggito al Santo Monte, divenne monaco alla Lavra, ricevendo il nome di Damasceno.
Per dodici anni si esercitò nella preghiera e nell’ascesi, e fu tonsurato nel Grande Schema. Infine rivelò al suo padre spirituale il desiderio del martirio. Avendo ricevuto la benedizione per questa lotta, si tagliò i capelli e si vestì da marinaio.
Nella chiesa di Hagia Sophia, che era stata trasformata in moschea, il monaco Damasceno fece il Segno della Croce e proclamò Cristo come il vero Dio. Poiché i musulmani non gli fecero nulla, egli si recò alla moschea del Sultano Mehmed e ripeté la sua confessione di fede, chiamando i musulmani ignoranti e ingannati perché non credevano in Cristo. Coloro che lo ascoltarono pensarono che fosse pazzo.
Il giorno seguente san Damasceno si recò nel cortile del visir e gridò a quelli che vi trovò: «La vostra fede non è vera. Cristo è il vero Dio, e solo la fede di Cristo è vera». Come è facile immaginare, fu afferrato e picchiato, poi cacciato via. Continuò a proclamare Cristo in altri luoghi, ma tutti lo ritenevano folle e lo ignoravano.
Di domenica, il santo martire andò alla moschea di Tophana, dove si erano radunati molti musulmani. Ancora una volta fu afferrato e picchiato. Questa volta, tuttavia, fu mandato dal kadi e poi dal Gran Visir, Kara Mustapha. Vedendo che il santo non avrebbe cambiato idea per vivere da musulmano, il Visir lo condannò a morte.
Il 13 novembre 1681 san Damasceno fu condotto al Phanar, dove fu costretto a inginocchiarsi davanti ai cancelli del Patriarcato. Ringraziando Dio per avergli concesso di portare a compimento l’impresa del martirio, chinò il capo e fu decapitato. Le reliquie del santo neo-martire Damasceno furono portate a Chalki e poste in un’arca nella chiesa della Santa Trinità.

