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Giovanni misericordioso

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San Giovanni il Misericordioso, Patriarca di Alessandria, nacque a Cipro nel VI secolo nella famiglia dell’illustre dignitario Epifanio. Per desiderio dei genitori contrasse matrimonio ed ebbe dei figli. Quando la moglie e i figli del santo morirono, egli divenne monaco. Era zelante nel digiuno e nella preghiera, e aveva grande amore per coloro che lo circondavano.

Le sue imprese spirituali gli valsero onore tra gli uomini, e perfino l’imperatore lo venerava. Quando il trono patriarcale di Alessandria rimase vacante, l’imperatore Eraclio e tutto il clero supplicarono San Giovanni di occupare il trono patriarcale.

Il santo assunse degnamente il suo servizio di arcivescovo, preoccupandosi del benessere morale e dogmatico del suo gregge. Come patriarca condannò ogni eresia che porta alla perdizione dell’anima, e scacciò da Alessandria il monofisita Fillonos di Antiochia.

Egli considerava suo compito principale quello di esercitare la carità e di soccorrere tutti coloro che erano nel bisogno. All’inizio del suo servizio patriarcale ordinò ai suoi amministratori di compilare un elenco di tutti i poveri e gli oppressi di Alessandria, che risultarono essere più di settemila persone. Il santo ordinò che tutti questi sventurati venissero provvisti di quanto necessario ogni giorno con il tesoro della Chiesa.

Due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì, usciva dalle porte della cattedrale patriarcale e, sedendosi sul portico della chiesa, riceveva tutti coloro che erano nel bisogno. Riconciliava i contendenti, aiutava gli oppressi e distribuiva elemosine. Tre volte alla settimana visitava gli ospedali e portava aiuto a chi soffriva. Fu in questo periodo che l’imperatore Eraclio guidò un immenso esercito contro l’imperatore persiano Cosroe II. I Persiani devastarono e incendiarono Gerusalemme, portando via una moltitudine di prigionieri. Il santo Patriarca Giovanni diede una grande parte del tesoro della Chiesa per il loro riscatto.

Il santo non rifiutava mai chi lo supplicava. Un giorno, mentre il santo visitava i malati, incontrò un mendicante e ordinò che gli fossero date sei monete d’argento. Il mendicante cambiò i vestiti, corse avanti al Patriarca e chiese di nuovo l’elemosina. San Giovanni gli diede altre sei monete d’argento. Quando però il mendicante chiese la carità una terza volta, e i servi cominciarono a scacciarlo, il Patriarca ordinò che gli fossero date dodici monete d’argento, dicendo: «Forse è Cristo che mi mette alla prova». Due volte il santo diede del denaro a un mercante che aveva subito un naufragio, e una terza volta gli diede una nave appartenente al Patriarcato, carica di grano, con la quale il mercante fece un viaggio fruttuoso e poté saldare i suoi debiti.

San Giovanni il Misericordioso era noto per il suo atteggiamento dolce verso le persone. Una volta il santo fu costretto a scomunicare per un certo tempo due chierici a causa di una qualche offesa. Uno di loro si pentì, ma l’altro si adirò contro il Patriarca e cadde in peccati ancora più gravi. Il santo voleva convocarlo e calmarlo con parole gentili, ma se ne dimenticò. Mentre celebrava la Divina Liturgia, il santo fu improvvisamente richiamato dalle parole del Vangelo: «Se dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare… va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello, e poi vieni a offrire la tua offerta» (Mt 5,23-24). Il santo uscì dall’altare, chiamò a sé il chierico offeso e, inginocchiandosi davanti a lui davanti a tutto il popolo, gli chiese perdono. Il chierico, colmo di rimorso, si pentì del suo peccato, si corresse e in seguito fu trovato degno di essere ordinato sacerdote.

Ci fu un tempo in cui un certo cittadino insultò Giorgio, il nipote del Patriarca. Giorgio chiese al santo di vendicare il torto. Il santo promise di trattare l’offensore in modo tale che tutta Alessandria si sarebbe meravigliata di ciò che aveva fatto. Questo calmò Giorgio, e San Giovanni iniziò a istruirlo, parlando della necessità della mitezza e dell’umiltà. Poi fece chiamare colui che aveva insultato Giorgio. Quando San Giovanni venne a sapere che quell’uomo viveva in una casa di proprietà della Chiesa, dichiarò che lo avrebbe esentato dal pagamento dell’affitto per un anno intero. Alessandria in verità rimase stupita da tale “vendetta”, e Giorgio imparò da suo zio come perdonare le offese e sopportare gli insulti per amor di Dio.

San Giovanni, severo asceta e uomo di preghiera, era sempre consapevole della propria anima e della morte. Si fece preparare una bara, ma ordinò agli artigiani di non finirla. Invece, diceva loro di venire a ogni festa e di chiedere se fosse il momento di portare a termine il lavoro.

San Giovanni fu persuaso ad accompagnare il governatore Niceta in visita all’imperatore a Costantinopoli. Mentre era in viaggio per far visita al re terreno, sognò un uomo splendente che gli disse: «Il Re dei re ti chiama». Salpò verso la sua isola natale di Cipro e ad Amanthos il santo si addormentò pacificamente nel Signore (616-620).