Milos taum. im.
Il martire persiano Mίlos fu un tempo un generale. In seguito, fu scelto come vescovo di Telepolis (Susa, o Shushan in siriaco), dove il Profeta Daniele ebbe le visioni. 1 A causa della sua devota vita ascetica, il Santo Mίlos ricevette da Dio i doni della profezia e della guarigione. Fu ordinato dal vescovo Bēthlapát di Geddēgoupólis. Quando i pagani lo cacciarono dalla città di Susa, sua sede episcopale, fuggì a Gerusalemme. Di lì si recò ad Alessandria, dove incontrò Sant’Antonio il Grande (17 gennaio).
Dopo due anni l’ierarca tornò in Persia, dove lui e i suoi discepoli furono arrestati dal governatore Basiliskos. Il Santo Mίlos fu messo a morte con la spada. I suoi discepoli 2 Ebórēs, Papas e il diacono Senóei (o Sebórēs), furono uccisi a colpi di bastoni di legno e di pietre. Così tutti ricevettero l’immortale corona del martirio nell’anno 341.
1 Daniele 8,2 (LXX).
2 Alcune fonti dicono che vi fossero due discepoli: Abrosim e Sinon. Altre elencano tre discepoli: Ebórēs, Papas e il diacono Senóei (o Sebórēs). La differenza nei nomi può essere spiegata con trascrizioni alternative dei nomi persiani in altre lingue. Papas può essere un nome proprio, oppure può darsi che Ebórēs fosse un sacerdote. Se così fosse, tuttavia, ci si aspetterebbe di vedere il titolo πρεσβύτερος.



