San Nestore il Cronista “nella Grotta”
San Nestore il Cronista, delle Grotte Vicine di Kiev, nacque a Kiev nel 1050. Venuto da giovane a San Teodosio (3 maggio), divenne novizio. San Nestore ricevette la tonsura monastica dal successore di San Teodosio, l’igumeno Stefano, e da lui fu ordinato ierodiacono.
Riguardo alla sua elevata vita spirituale si dice che, insieme con un certo numero di altri Padri monastici, egli partecipò alla cacciata di un demonio da Niketas l’Eremita (31 gennaio), che si era lasciato affascinare dalla sapienza ebraica dell’Antico Testamento. San Nestore apprezzava profondamente la vera conoscenza, unita all’umiltà e alla penitenza. «Grande è il beneficio dell’apprendimento mediante i libri», diceva, «poiché i libri indicano e ci insegnano la via al pentimento, dato che dalle parole dei libri noi scopriamo la sapienza e la temperanza. Questo è il fiume che irriga l’universo, dal quale sgorga la sapienza. Nei libri vi è una profondità senza limiti, per mezzo loro siamo consolati nelle afflizioni, ed essi sono un freno per la moderazione. Se entri con diligenza nei libri della sapienza, allora scoprirai un grande beneficio per la tua anima. Perciò, chi legge i libri conversa con Dio o con i santi».
Nel monastero san Nestore aveva l’obbedienza di essere il cronista. Negli anni 1080 egli scrisse il «Resoconto sulla vita e il martirio dei beati portatori di passione Boris e Gleb» in connessione con la traslazione delle reliquie dei santi a Vyshgorod nell’anno 1072 (2 maggio). Negli anni 1080 san Nestore compilò anche la Vita del monaco Teodosio delle Grotte di Kiev. E nel 1091, alla vigilia della festa patronale del monastero delle Grotte di Kiev, fu incaricato dall’igumeno Giovanni di dissotterrare le sante reliquie di San Teodosio (14 agosto) per la loro traslazione nella chiesa.
La principale opera della vita di san Nestore fu la compilazione, negli anni 1112-1113, della Cronaca Primaria Russa. «Ecco il resoconto degli anni trascorsi, come venne ad essere la terra russa, chi fu il primo principe a Kiev e come è ordinata la terra russa». Fin dalla primissima riga scritta da san Nestore venne esposto il suo intento. San Nestore utilizzò una cerchia straordinariamente ampia di fonti: cronache e detti russi anteriori, registri monastici, le Cronache bizantine di Giovanni Malalos e di Giorgio Amartolos, varie raccolte storiche, i resoconti del boiaro-anziano Ivan Vyshatich e di mercanti e soldati, di artigiani itineranti e di coloro che sapevano. Egli li riunì con un punto di vista ecclesiastico unitario e rigoroso. Ciò gli permise di scrivere la sua storia della Russia come parte integrante della storia universale, la storia della salvezza del genere umano.
Il monaco-patriota descrive la storia della Chiesa russa nei suoi momenti significativi. Egli parla della prima menzione della nazione russa nelle fonti storiche nell’anno 866, al tempo di San Fozio, patriarca di Costantinopoli. Racconta della creazione dell’alfabeto e della scrittura slava da parte dei Santi Cirillo e Metodio; e del Battesimo di Santa Olga a Costantinopoli. La Cronaca di san Nestore ci ha conservato un resoconto della prima chiesa ortodossa a Kiev (sotto l’anno 945), e dei santi Martiri Variaghi (sotto l’anno 983), della «messa alla prova delle fedi» da parte di San Vladimir (nel 986) e del Battesimo della Rus’ (nel 988).
Noi siamo debitori al primo storico della Chiesa russa per i particolari intorno ai primi Metropoliti della Chiesa russa, riguardo alla nascita del monastero delle Grotte di Kiev, e ai suoi fondatori e asceti. I tempi in cui visse san Nestore non furono facili per la terra russa e per la Chiesa russa. La Rus’ era lacerata da lotte tra principi; i nomadi polovci delle steppe devastavano città e villaggi con scorrerie saccheggiatrici. Trascinavano in schiavitù molti russi, e bruciavano chiese e monasteri. San Nestore fu testimone oculare della devastazione del monastero delle Grotte di Kiev nell’anno 1096. Nella Cronaca è presentata una storia patriottica teologicamente meditata. La profondità spirituale, la fedeltà storica e il patriottismo della Cronaca Primaria Russa la collocano tra le opere significative della letteratura mondiale.
San Nestore morì intorno all’anno 1114, dopo aver lasciato agli altri monaci cronisti delle Grotte di Kiev la continuazione della sua grande opera. I suoi successori nella redazione delle Cronache furono: l’igumeno Silvestro, che aggiunse resoconti contemporanei alla Cronaca Primaria Russa; l’igumeno Mosè di Vydubichi la portò fino all’anno 1200; e infine, l’igumeno Lorenzo, che nell’anno 1377 scrisse il più antico dei manoscritti superstiti che conservano la Cronaca di san Nestore (questa copia è conosciuta come la «Cronaca di Lavrentij»). La tradizione agiografica degli asceti delle Grotte di Kiev fu continuata da San Simone, vescovo di Vladimir (10 maggio), compilatore del Paterikon delle Grotte di Kiev. Narrando gli eventi connessi con le vite dei santi di Dio, San Simone cita spesso, tra le altre fonti, la Cronaca di san Nestore.
San Nestore fu sepolto nelle Grotte Vicine di Sant’Antonio. La Chiesa onora inoltre la sua memoria nella Sinassi dei santi Padri delle Grotte Vicine, commemorata il 28 settembre, e nella seconda domenica della Grande Quaresima, quando è celebrata la Sinassi di tutti i Padri delle Grotte di Kiev. Le sue opere sono state pubblicate molte volte, anche in inglese come «The Russian Primary Chronicle».



