Santi Alessandro vescovo, Eracleo, Anna, Elisabetta, Teodota e Gliceria, martiri
Il terzo secolo fu un tempo in cui il Cristianesimo conobbe una crescita significativa tra coloro che adoravano gli idoli. Molti di questi furono uccisi semplicemente perché credevano in Cristo e rifiutavano di adorare gli idoli.
San Alessandro era il vescovo di Adrianopoli, e annunciava il Vangelo con grande zelo a folle di idolatri; la sua predicazione attirò molti pagani a Cristo. Nonostante la persecuzione dei cristiani, il vescovo Alessandro convertì e battezzò senza paura molti pagani alla divina Fede. Questo fece talmente infuriare il governatore di quel luogo che ordinò l’arresto del Santo e lo sottopose a torture per costringerlo a offrire sacrifici agli idoli. San Alessandro sopportò orribili torture con esemplare pazienza perché rifiutava di adorare gli idoli senza vita, opera delle mani degli uomini, preferendo offrire se stesso in sacrificio a Cristo, il vero Dio che ha detto: «Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Matteo 16,25).
Un soldato di nome Herakleios, dopo aver visto la fortezza del vescovo Alessandro, venne a credere in Cristo. Fu torturato prima di essere decapitato.
Per la grazia di Dio, san Alessandro fu guarito dalle ferite riportate a causa delle torture. Quando questo miracolo fu reso noto, quattro donne, Theodótē, Glykería, Anna ed Elisabetta, confessarono anch’esse la loro fede in Cristo davanti all’àrchon, confutando l’inganno dell’idolatria. Perciò furono condotte al luogo dell’esecuzione, dove furono messe a morte per mezzo della spada.
Dopo che gli altri martiri furono uccisi, san Alessandro fu decapitato con la spada, ottenendo da Cristo una corona incorruttibile.



