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Sant’Artemio megalomartire - immagine

Sant’Artemio megalomartire

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Il Santo Grande Martire Artemio di Antiochia fu un eminente comandante militare durante i regni dell’imperatore Costantino il Grande (21 maggio), e di suo figlio e successore Costanzo (337-361). Artemio ricevette molti riconoscimenti per il suo distinto servizio e per il coraggio. Fu nominato viceré d’Egitto. In questa carica ufficiale fece molto per la diffusione e il rafforzamento del Cristianesimo in Egitto.

San Artemio fu inviato dall’imperatore Costanzo a portare le reliquie del santo Apostolo Andrea da Patrasso, e le reliquie del santo Apostolo Luca da Tebe di Beozia, a Costantinopoli. Le sante reliquie furono deposte nella Chiesa dei Santi Apostoli, sotto la tavola della protesi. L’imperatore lo ricompensò facendolo governatore dell’Egitto.

L’imperatore Costanzo fu succeduto sul trono da Giuliano l’Apostata (361-363). Giuliano, nel suo desiderio di restaurare il paganesimo, era estremamente ostile ai cristiani, mandandone a morte centinaia. Ad Antiochia egli ordinò la tortura di due vescovi che non volevano abbandonare la Fede cristiana.

In quel tempo, Sant’Artemio giunse ad Antiochia e pubblicamente rimproverò Giuliano per la sua empietà. Il furioso Giuliano sottopose il santo a terribili torture e gettò il Grande Martire Artemio in prigione. Mentre Artemio pregava, Cristo, circondato dagli angeli, gli apparve e disse: «Coraggio, Artemio! Io sono con te e ti preserverò da ogni male che ti sarà inflitto, e ho già preparato per te la corona della gloria. Poiché tu hai confessato Me davanti agli uomini sulla terra, così Io ti confesserò davanti al Padre mio celeste. Perciò, coraggio e rallegrati, tu sarai con Me nel mio Regno». Udendo questo, Artemio si rallegrò e innalzò a Lui gloria e rendimento di grazie.

Il giorno seguente, Giuliano pretese che Sant’Artemio onorasse gli dèi pagani. Di fronte al suo fermo rifiuto, l’imperatore ricorse a ulteriori torture. Il santo sopportò tutto senza un solo gemito. Il santo disse a Giuliano che egli sarebbe stato giustamente ricompensato per la sua persecuzione dei cristiani. Giuliano si infuriò e ricorse a torture ancora più feroci, ma esse non piegarono la volontà del santo. Infine il Grande Martire Artemio fu decapitato.

Le sue reliquie furono sepolte dai cristiani. Dopo la morte di Sant’Artemio, si avverò la sua profezia riguardo all’imminente morte di Giuliano l’Apostata.

Giuliano lasciò Antiochia per una guerra contro i Persiani. Vicino alla città persiana di Ctesifonte, Giuliano incontrò un anziano persiano, che accettò di tradire i suoi connazionali e di guidare l’esercito di Giuliano. Il vecchio ingannò Giuliano e condusse il suo esercito nel deserto dei Carmaniti, dove non c’era né cibo né acqua. Stanco per la fame e la sete, l’esercito di Giuliano combatté contro le fresche forze persiane.

La giustizia divina raggiunse Giuliano l’Apostata. Durante la battaglia egli fu mortalmente ferito da una mano invisibile e da un’arma invisibile. Giuliano gemette profondamente e disse: «Hai vinto, Galileo!». Dopo la morte dell’imperatore apostata, le reliquie del Grande Martire Artemio furono trasferite con onore da Antiochia a Costantinopoli.

San Artemio è invocato da coloro che soffrono di ernie.