San Teofane il Marcato, confessore e vescovo di Nicea
Il Santo Teofane, confessore e innografo, vescovo di Nicea, era il fratello minore di San Teodoro il Marcato (27 dicembre). I due fratelli ricevettero un’eccellente educazione e si dedicarono in particolare alla filosofia. Anelando alla conoscenza di Dio, si stabilirono nella Lavra di San Savva. Qui San Teofane ricevette la tonsura monastica e più tardi divenne ieromonaco.
I santi fratelli erano famosi come difensori della venerazione delle icone. Adempirono con audacia la missione loro affidata dal patriarca di Gerusalemme e si recarono a Costantinopoli per denunciare l’imperatore iconoclasta Leone l’Armeno (813-820). In seguito denunciarono anche gli imperatori iconoclasti Michele Balbos (820-829) e Teofilo (829-842).
I santi dovettero sopportare prigionia, fame e persino torture. L’imperatore Teofilo ordinò che fosse incisa sui loro volti, con aghi roventi, una frase insultante verso i gloriosi confessori. Per questo essi sono chiamati «Marcati». «Scrivi ciò che vuoi, ma al Giudizio Finale leggerai il tuo stesso scritto», dissero al martoriato i fratelli all’imperatore. Teodoro fu mandato in prigione, dove morì (+ 833), mentre Teofane fu mandato in esilio. Con il ripristino della venerazione delle icone, San Teofane fu richiamato dall’esilio e consacrato vescovo di Nicea. Il santo scrisse circa centocinquanta canoni, tra i quali un bellissimo canone in difesa delle sante icone. Morì in pace intorno all’anno 850.



