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San Sergio “nella Grotta” - immagine

San Sergio “nella Grotta”

10-07

I santi martiri Sergio e Bacco in Siria furono innalzati a cariche elevate nell’esercito dall’imperatore Massimiano (284-305), il quale non sapeva che essi erano cristiani. Alcuni invidiosi informarono Massimiano che i suoi due consiglieri di fiducia non onoravano gli dèi pagani. Questo era considerato un crimine contro lo stato.

L’imperatore, volendo convincersi della verità dell’accusa, ordinò a Sergio e Bacco di offrire sacrifici agli idoli, ma essi risposero che essi onoravano l’unico Dio e che solo a Lui rendevano culto.

Massimiano comandò che ai martiri fossero tolti i segni del grado militare (le cinture, i pendenti d’oro e gli anelli), e poi li fece vestire con abiti femminili. Furono condotti per la città con catene di ferro al collo, e il popolo li scherniva. Poi egli chiamò di nuovo a sé Sergio e Bacco e, con fare amichevole, li consigliò di non lasciarsi sviare dalle favole cristiane, ma di ritornare agli dèi di Roma. I santi confutarono le parole dell’imperatore e mostrarono la follia dell’adorazione degli dèi pagani.

L’imperatore comandò che fossero mandati al governatore della parte orientale della Siria, Antiochos, un feroce odiatore dei cristiani. Antiochos aveva ottenuto la sua carica con l’aiuto di Sergio e Bacco. «Padri e benefattori miei!» disse. «Abbiate pietà di voi stessi, e anche di me. Io non voglio condannare i miei benefattori a crudeli tormenti.» I santi martiri risposero: «Per noi il vivere è Cristo, e il morire un guadagno.» L’infuriato Antiochos ordinò che Bacco fosse battuto senza misericordia, e il santo martire rese la sua anima al Signore. Misero a Sergio sandali di ferro con chiodi nelle suole e lo mandarono in un’altra città, dove fu decapitato con la spada.