Memoria della visione del monaco Cosma
Nulla è noto circa la vita e le opere del venerabile Eudokimos (Eudókimos) di Vatopedi.
Il 5 ottobre 1840, 1 i monaci del monastero athonita di Vatopedi stavano restaurando l’ossario per i confratelli. Improvvisamente il tetto crollò, ricoprendo uno degli angoli dell’ossario. I monaci cominciarono a sgomberare l’angolo ostruito e all’improvviso sentirono un meraviglioso profumo.
Dopo aver sgomberato le macerie dall’ossario, i monaci trovarono uno scheletro umano rivestito di un chitone di stoffa. Lo scheletro era in posizione di ginocchio, le mani erano incrociate sul petto e tenevano un’icona della Santissima Theotokos. Le sue sante reliquie emanavano un tale profumo che riempiva tutto all’intorno. I confratelli del monastero considerarono questo come un segno che il Santo aveva compiaciuto il Signore. 2 A giudicare dai suoi abiti, si era addormentato nella prima metà del XVII secolo.
L’arcivescovo Chrysanthos di Smirne (che viveva in ritiro nel monastero) si rivolse al metropolita Gregorio di Adrianopoli e ai confratelli, dicendo: «Con la dissoluzione della carne, perfino le nostre ossa rendono una certa tributo alla terra con il fetore; ma le reliquie di questo Santo sconosciuto emanano un profumo paradisiaco. Non dobbiamo forse concludere da questo che lo Spirito di Dio, che dimorava in questo Santo durante la sua vita, non lo ha abbandonato dopo la sua morte? Perciò glorifichiamo Dio, che è mirabile nei Suoi Santi, e onoriamo il Suo santo servo».
Le reliquie fragranti furono trasferite nel katholikon la sera del 4 ottobre, e presto da esse avvennero guarigioni. Con la benedizione del Patriarca di Costantinopoli, i confratelli diedero al Santo il nome simbolico di Eudokimos. Fu stabilito che, se egli non avesse desiderato essere glorificato con quel nome, sarebbe apparso ai monaci e avrebbe rivelato il suo vero nome.
Rimaneva un mistero come esattamente le reliquie del monaco sconosciuto fossero giunte nella tomba, perché un monaco defunto viene prima sepolto; e dopo tre anni soltanto le sue ossa vengono deposte nell’ossario. Secondo una versione, il Santo previde l’ora della sua morte, ma non disse nulla a nessuno e, prendendo un’icona della Madre di Dio, si nascose in un luogo remoto dell’ossario, dove passò quietamente e umilmente al Signore.
Da allora il Venerabile Neo-Aparso Eudokimos è onorato sul Monte Athos. Le sue reliquie continuano a emettere un profumo, e sono rinomate per le loro numerose guarigioni miracolose. Pregando il Santo, uno dei monaci della Santa Montagna, che soffriva di tisi ed era in punto di morte, fu guarito. Un altro monaco, Gabriel, fu pure guarito pregando il Santo, e in segno di gratitudine donò un prezioso reliquiario d’argento per il venerabile capo del venerabile Eudokimos.
Qualche tempo dopo la scoperta delle reliquie, un certo monaco di Vatopedi ebbe una visione, nella quale il Santo disse che il suo vero nome era Savva. La tradizione monastica continua a identificare il santo Eudokimos con un monaco che visse nel XIV secolo: il santo Savva di Vatopedi. Tuttavia furono espresse delle perplessità a riguardo, e la Chiesa non ha pronunciato il suo giudizio in proposito.
Per le preghiere del nostro venerabile padre Eudokimos, possiamo tutti essere liberati dalle afflizioni del corpo e dell’anima che possiamo incontrare, e possiamo anche ereditare il Regno Celeste. Amen.
1 Un articolo in Orthodox Life n. 5, 1979 afferma che nel settembre 1841 si stavano eseguendo lavori di restauro sull’ossario fatiscente del monastero di Vatopedi, durante il periodo di servizio dell’archimandrita Philaret, dove erano conservate le ossa dei Padri e dei confratelli. Quando gli operai iniziarono a smantellare il tetto, questo crollò, a causa della loro negligenza, e un angolo dell’ossario fu riempito di macerie.
2 In greco, εὐδοκία: cioè «buona volontà, glorificato, gradito, o dato per grazia».

