San Saba di Viseria il Taumaturgo
San Savva di Vyshera era figlio del nobile boiaro Ivan Borozda di Kashin. Fin dalla giovinezza Savva si distinse per la sua pietà. Da giovane fu attratto dal monachesimo e ricevette la tonsura in uno dei monasteri di Tver. Poi si stabilì nel deserto (chiamato in seguito il Romitorio di San Savva di Tver) a circa venti verste da Tver. Vedendo la vita virtuosa di San Savva, i fratelli lo elessero loro igumeno. Disprezzando gli onori, egli partì intorno al 1411 e andò al Monte Athos. Tornò dalla Santa Montagna con una copia del Pedalion, un libro contenente i Canoni dei Concili Ecumenici e locali della Chiesa Ortodossa, che fu poi utilizzato dall’arcivescovo Bassian (Ryle) di Rostov.
Dopo il suo ritorno dal Monte Athos, San Savva scelse un luogo solitario a sette verste da Novgorod, sulle rive del fiume Vyshera. Qui, con la benedizione dell’arcivescovo Simon di Novgorod, il Santo fondò nel 1418 una piccola comunità monastica, dedicandola all’Ascensione del Signore. San Savva eresse una colonna vicino al monastero e visse come stilita.
San Savva si addormentò nel Signore nel 1461, all’età avanzata di 80 anni. Come suo successore, egli designò il discepolo Andrea, noto per la sua rigorosa vita ascetica.
La venerazione locale di San Savva fu approvata dall’arcivescovo Iona di Novgorod (+ 1470), dopo che l’igumeno del Monastero di San Savva di Vyshera fu guarito dopo aver pregato il Santo. Allora l’arcivescovo Iona fece commissionare un’icona di San Savva, e compose anche un Canone in suo onore.
La glorificazione a livello di tutta la Chiesa di San Savva ebbe luogo al Concilio di Mosca del 1549. Un Ufficio liturgico fu composto dallo ieromonaco serbo Pakhomios.



