Pafnuzio e i 546 martiri in Egitto
Il santo Martire Pafnuzio era originario dell’Egitto e sostenne le sue lotte nel deserto. Durante la persecuzione contro i cristiani sotto Diocleziano (284-305), il governatore Adriano ordinò che fosse condotto a lui il santo Pafnuzio. L’asceta, senza aspettare coloro che erano stati mandati a prenderlo, si presentò davanti al governatore, confessò la sua fede in Cristo e fu sottoposto a tortura.
I soldati coinvolti nella sua tortura, Dionisio e Callimaco, vedendo come la potenza di Dio preservava il martire, credettero essi stessi in Cristo Salvatore, per cui poi furono decapitati. Gettato in prigione dopo le torture, il santo Pafnuzio convertì quaranta prigionieri alla Fede. Furono tutti bruciati vivi.
Dopo un po’ di tempo il santo Pafnuzio fu liberato, e un cristiano di nome Nestorio lo accolse con gioia. Egli e tutta la sua famiglia, dopo essere stati guidati spiritualmente, divennero saldi nella Fede e alla fine sopportarono il martirio. Il santo confermò molti altri cristiani a confessare il Signore nostro Gesù Cristo, ed essi morirono tutti come martiri. Alcuni furono uccisi con la spada, altri furono bruciati. In tutto erano 546 uomini.
Lo stesso santo Pafnuzio fu gettato dai torturatori in un fiume con una pietra legata al collo, ma miracolosamente arrivò a riva insieme alla pietra. Alla fine mandarono il santo martire dallo stesso imperatore Diocleziano, che comandò che fosse crocifisso su una palma da dattero.

