Cosma di Zographou.
San Cosma l’Anacoreta del Monastero di Zographou nacque in una famiglia aristocratica in Bulgaria verso la fine del XIII secolo, ed era esperto sia nel greco che nel bulgaro. Quando i suoi genitori desiderarono che si sposasse, egli lasciò di nascosto la loro casa e si incamminò verso la celebre Santa Montagna: il Monte Athos. Lungo la strada, il diavolo cercò di contrastare i propositi del giovane, tormentandolo con una visione dell’infinito abisso del mare che circonda la Santa Montagna, ma il Santo riuscì a vincere questa tentazione demoniaca con la preghiera.
Giunto al Monastero di Zographou, san Cosma divenne novizio per un breve tempo, poi ricevette la tonsura monastica e fu nominato Ecclesiarca. Nella festa dell’Annunciazione, san Cosma rimase stupito nel vedere la Santissima Theotokos servire i monaci del Monastero di Vatopaidi, sia durante le funzioni in chiesa che nella trapeza.
A motivo delle sue virtù, il Superiore fece ordinare il Santo diacono e poi presbitero, il che lo spronò a sforzi ancora maggiori. Ardente per la sua salvezza, san Cosma pregò la Madre di Dio, e gli fu concesso un segno del suo particolare favore. Egli udì la sua voce provenire dalla sua icona, mentre chiedeva a suo Figlio: «Come si salverà Cosma?» Il Signore rispose: «Deve lasciare il monastero e vivere in solitudine».
Dopo aver ottenuto la benedizione del Superiore, san Cosma si ritirò nel deserto, dove visse in una grotta. Lì confessava quanti venivano a lui, e fu ritenuto degno del dono della chiaroveggenza, compiendo miracoli, vedendo visioni divine, e persino predicendo il momento della propria morte.
Non molto tempo prima di quel giorno, Cristo apparve a san Cosma, informandolo che, prima della sua partenza per il Regno dei Cieli, Satana e le sue schiere demoniache lo avrebbero assalito e percosso. Come aveva fatto all’inizio della vita ascetica del venerabile, il Nemico del genere umano cercò ancora una volta di distogliere san Cosma dal cammino intrapreso; così, gli ultimi giorni prima della sua morte furono per lui una prova gravissima. Preparato ad affrontare queste prove dalle parole del Salvatore, il Santo sopportò i terribili assalti demoniaci. Dopo tre giorni di violente percosse da parte dei demoni, ricevette gli Immacolati Misteri di Cristo. Con parole di lode sulle labbra, passò in pace al Signore.
Dio, che glorifica coloro che Lo glorificano, glorificò anche san Cosma al momento della sua morte, il 22 settembre 1323. Mentre veniva sepolto, una moltitudine di bestie e di uccelli affluì alla sua grotta, come se percepissero il dolore dell’intera Santa Montagna. Quando il corpo del Santo fu posto nella tomba e si cominciò a coprirlo di terra, ciascuna di quelle mute creature emise un grido lamentoso, e poi tornò nel deserto. In questo modo resero il loro ultimo omaggio a san Cosma.
Quaranta giorni dopo, quando i fratelli aprirono la tomba del santo dopo la Veglia di Tutta la Notte per trasferire con onore le sue reliquie al monastero, essi non le trovarono. Il Signore le aveva nascoste in modo miracoloso.
San Cosma è commemorato anche la seconda domenica dopo Pentecoste, nella Sinassi di tutti i Santi del Monte Athos.

