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Atanasio di Serpukhov

09-12

San Atanasio di Serpukhov (nel mondo Andrea) nacque a Obonezh Pyatina nella famiglia del sacerdote Auzentios e di sua moglie Maria. Fin dalla giovinezza era portato alla preghiera e al rinnegamento del mondo, e cercava una degna guida nelle fatiche monastiche.

In questo periodo, la fama di San Sergio di Radonezh si era già diffusa in tutta la Rus’. Il monastero della Trinità Vivificante a Makovets era divenuto per tutti un luminoso modello di organizzazione monastica. Qui nel monastero, la vita cenobitica trasformava “l’odioso disordine di questo mondo”, creando un’unione di spirito in un’unità di amore fondata sull’esempio della stessa Divina Trinità. Il giovane Andrea andò dalle periferie di Novgorod ad Abba Sergio a Makovets, seguendo le sue orme alla ricerca della perfezione spirituale.

Chiamato Atanasio nel monachesimo, in onore di Sant’Atanasio il Grande, il discepolo e copista della Vita di Sant’Antonio il Grande, il fondatore del monachesimo egiziano, San Atanasio divenne a sua volta un degno discepolo del grande igumeno Sergio, il Padre e maestro del monachesimo russo.

I discepoli di San Sergio, oltre alle consuete obbedienze monastiche, ricevevano la benedizione del santo abba per speciali servizi ecclesiastici: copiare libri, dipingere icone, costruire chiese. Questo aggiungeva alla vita una genuina qualità ecclesiale, conferendo bellezza e innologia ecclesiali, una trasfigurazione liturgica del mondo di Dio.

L’obbedienza preferita di Abba Atanasio, che egli si impose da sé, era la copiatura dei libri. I santi libri erano considerati dai Padri sullo stesso piano delle sante icone, il mezzo più importante per trasmettere le idee ecclesiali, quelle della creatività teologica e liturgica.

La scuola di San Sergio, che rivelò alla Chiesa russa e alla Chiesa universale l’intera estensione della conoscenza teologica esperienziale della Santa Trinità, è strettamente connessa con il fiorire della letteratura ecclesiastica, con la necessità di un arricchimento interattivo della Chiesa russa mediante le opere letterarie della Chiesa bizantina e dei suoi teologi, e mediante la profonda esperienza spirituale degli asceti russi.

Nell’anno 1374, il principe di Serpukhov, Vladimir Andreevich il Coraggioso, collega di Demetrio del Don, si rivolse a San Sergio con la richiesta di fondare un monastero sulle sue terre. Abba Sergio venne a Serpukhov con il suo amato discepolo Atanasio e, avendo fondato il monastero della Concezione della Santissima Theotokos, benedisse San Atanasio perché lo organizzasse e poi ne fosse igumeno.

Il monastero di San Atanasio fu costruito vicino alla città di Serpukhov, sull’alta riva del fiume Nara. Perciò lo chiamarono “Vysotskij” [“delle altezze”]. Da qui anche il titolo con il quale è entrato nella storia della Chiesa russa il suo fondatore e primo igumeno, San Atanasio di Vysotsk.

Abba Atanasio si mise con zelo all’organizzazione del monastero affidatogli. Molti asceti russi giunsero qui, “sulle altezze”, per una più elevata scuola di monachesimo.

Secondo l’insegnamento di Abba Atanasio, conservato per noi da Epifanio il Saggio, essere monaco non era cosa facile. “Il dovere del monaco consiste in questo, che egli sia vigilante nella preghiera e nei divini precetti fino a mezzanotte, e talvolta per tutta la notte. Non dovrebbe mangiare nient’altro che pane e acqua, e persino l’olio e il vino sarebbero del tutto inappropriati.” Per mezzo delle parole del santo di Dio, molti venivano da lui al monastero sulle altezze, “ma poi si rilassavano e, non potendo sopportare il lavoro della lotta ascetica, fuggivano.”

Quegli asceti di più alto valore monastico rimasero col santo abba. Perciò, fu a questo monastero, al suo discepolo e compagno di ascesi Atanasio, che il portatore di Dio Abba Sergio di Radonezh mandò il suo futuro successore, San Nikon (17 novembre), per la tonsura e la guida nelle fatiche monastiche. San Atanasio gli insegnò: “I monaci sono chiamati martiri volontari. Molti santi martiri soffrirono per una sola ora e poi morirono, ma ogni giorno i monaci sopportano sofferenze non da parte dei torturatori, ma dall’interno, dalle proprietà della carne e dai nemici mentali. Ci sono lotte, ed essi soffrono fino all’ultimo respiro.”

Nel 1478, dopo la morte di Sant’Alessio, metropolita di Mosca, il nuovo metropolita, San Cipriano (16 settembre) giunse a Mosca. Ma il Gran Principe Demetrio del Don volle istituire come metropolita il proprio sacerdote e collega Michele [Mitaya], e non volle accettare il metropolita Cipriano. Invece, lo scacciò da Mosca.

San Cipriano si trovava in una posizione difficile. Ma trovò sostegno e simpatia tra le colonne del monachesimo russo, i Santi Sergio di Radonezh e Atanasio di Vysotsk. Fin dall’inizio, essi videro la legittimità canonica del metropolita nella sua disputa col Gran Principe e lo sostennero nella lunga lotta (1478-1490) per il ristabilimento dell’ordine canonico e dell’unità nella Chiesa russa. San Cipriano dovette recarsi più volte in quegli anni a Costantinopoli per partecipare alle deliberazioni conciliari riguardanti il governo della Chiesa russa. In uno di questi viaggi, con la benedizione del santo Abba Sergio, San Atanasio di Vysotsk andò a Costantinopoli con il suo amico, il metropolita, lasciando il proprio discepolo, San Atanasio il Giovane, come igumeno del monastero di Vysotsk.

A Costantinopoli San Atanasio si stabilì nel monastero del santo Precursore e Battezzatore Giovanni (Studion), dove trovò una cella per sé e per diversi discepoli che erano venuti con lui. San Atanasio si occupava della preghiera e dei libri teologici di salvezza. Il monaco trascorse circa vent’anni nella capitale della cultura ecclesiastica, lavorando a tradurre libri dalla lingua greca e a copiare libri ecclesiastici, che poi inviava in Rus’. In tal modo trasmise alla Chiesa russa non solo un lascito del grande pensiero ortodosso, ma anche le tradizioni dei maestri costantinopolitani della miniatura manoscritta, con la loro elegante calligrafia e l’arte delle miniature testuali, raggiungendo un’armonia di contenuto e forma. Si stabilì un legame creativo continuo tra l’abile copiatura di libri da parte di San Atanasio a Costantinopoli e la scuola calligrafica e iconografica del monastero di Vysotsk a Serpukhov.

Non fu a caso che proprio nel monastero di Vysotsk il santo igumeno Nikon guidò il futuro iconografo Sant’Andrea Rublev (4 luglio), come una volta in precedenza il portatore di Dio Abba Sergio aveva guidato lo stesso Nikon in questo monastero alla maturità spirituale e alla comprensione dello spirito ringiovanente e trasformatore della pura bellezza ecclesiale.

In questo sacro servizio della bellezza ecclesiale, in una costante attività liturgica per la gloria della Trinità Origine della Vita, maturò il genio vivificante di Sant’Andrea. Dio lo destinò alla grande rappresentazione visiva dell’eredità teologica e liturgica di San Sergio, con l’immortale icona taumaturga della Santissima Trinità per l’iconostasi della cattedrale della Trinità. Nella creatività iconografica di Sant’Andrea Rublev, come pure nell’attività edificatrice di chiese di San Nikon e nelle opere agiografiche di Epifanio il Saggio, troviamo l’incarnazione e la sintesi delle più nobili tradizioni dell’arte bizantina e russa.

A questa sintesi creativa servì per tutta la vita anche San Atanasio di Vysotsk. Vivendo a Costantinopoli, continuò a lavorare per la Chiesa russa e per la sua terra natale. Per dare solo un esempio, egli inviò al monastero di Vysotsk dieci icone del più raffinato stile greco. Egli e i suoi discepoli tradussero in lingua slavonica i “Quattrocento Capitoli” di San Massimo il Confessore, i Capitoli di Marco sui servizi ecclesiastici, e le Omelie di San Simeone il Nuovo Teologo.

Nell’anno 1401, poco prima della sua morte, il venerabile anziano copiò, e forse tradusse egli stesso, una Regola Ecclesiastica, diffusa nella Chiesa russa con il titolo di “L’Occhio della Chiesa.”

San Atanasio trascorse la vita in un costante lavoro con i libri. Morì a Costantinopoli in età avanzata nell’anno 1401 (o forse un po’ più tardi). I cronisti russi lo annotano come un anziano “virtuoso, dotto, conoscitore delle Sacre Scritture”, di cui “danno testimonianza, al presente, i suoi scritti.” La sua Vita fu scritta nell’anno 1697 dallo ieromonaco Karion [Istomin] del monastero Chudov a Mosca.

Il successore e discepolo di San Atanasio, San Atanasio il Giovane, diresse con successo la vita spirituale dei fratelli e diede un esempio con la sua stessa vita gradita a Dio. San Atanasio il Giovane si addormentò nel Signore dopo una lunga malattia il 12 settembre 1395. Nei manoscritti antichi dei santi si legge di lui: “San Atanasio, igumeno del monastero della Concezione di Vysotsk a Serpukhov, un nuovo taumaturgo che si addormentò nell’anno 6904 (1395) al dodicesimo giorno di settembre, discepolo di San Atanasio, mirabile discepolo di San Sergio, che in seguito fu a Costantinopoli e là si addormentò nel Signore.”