Passa al contenuto principale
Niceta il nascosto - immagine

Niceta il nascosto

09-09

San Niketa il Nascosto visse a Costantinopoli e ricopriva la carica di “chartolarium” (“scrivano di lettere”). Lo chiamano “il Nascosto” perché, vivendo nel mondo in mezzo al trambusto della città, con segrete fatiche di fede egli giunse alla perfezione spirituale ed era un grande santo di Dio. La sua vita santa fu rivelata in circostanze insolite.

Due amici, un certo sacerdote e il diacono Sozon, avevano litigato. Il sacerdote morì, e il diacono si rattristava perché non erano riusciti a riconciliarsi. Egli raccontò a un Anziano esperto il peccato che tormentava la sua coscienza. Questi diede a Sozon una lettera e gli ordinò di consegnarla alla prima persona che avrebbe incontrato a mezzanotte nel tempio della Hagia Sophia, la Sapienza di Dio.

San Niketa il Chartolario gli si presentò davanti. Dopo aver letto la lettera, cominciò a piangere e disse che essa lo rendeva responsabile di ciò, e che andava al di là delle sue forze, ma che, con le preghiere dell’Anziano che aveva mandato Sozon, si sarebbe sforzato di compierlo. Facendo una prosternazione davanti alle porte della chiesa, san Niketa disse: “Signore, aprici le porte della Tua misericordia”, e le porte del tempio si aprirono da sole. Lasciando il diacono sulla soglia, san Niketa iniziò a pregare, e Sozon vide che egli splendeva di una luce misteriosa.

In seguito uscirono dalla chiesa, e le porte si chiusero di nuovo. Avvicinandosi alla chiesa della Madre di Dio delle Blacherne, san Niketa cominciò di nuovo a pregare e ancora le porte si aprirono davanti a loro. Nella chiesa risplendeva una luce, e dall’altare uscirono due file di sacerdoti, tra i quali il diacono Sozon riconobbe il suo amico defunto. San Niketa disse quietamente: “Padre, parla a tuo fratello e cessa l’inimicizia tra voi.”

Subito il sacerdote e il diacono Sozon si salutarono. Si abbracciarono con amore e si riconciliarono. Il sacerdote tornò indietro, e le porte si chiusero da sole. San Niketa disse al diacono: “Fratello Sozon, salva la tua anima sia per amore tuo, sia per mio beneficio. Al Padre che ti ha mandato, di’ che la purezza delle sue sante preghiere e la sua fiducia in Dio hanno reso possibile il ritorno del morto.”

Dopo queste parole san Niketa divenne invisibile a Sozon. Ritornato al suo Padre spirituale e Anziano, il diacono lo ringraziò con lacrime, poiché attraverso le sue preghiere il grande santo nascosto di Dio, Niketa il Chartolario, aveva tolto il peccato sia dai vivi che dai morti.