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Zeno e Macario mm.

09-06

I Santi Martiri Eudossio, Zeno, Macario e i loro Compagni ricevettero la morte di martirio per Cristo sotto l’imperatore Massimiano Galerio, successore dell’imperatore Diocleziano.

Il Santo Eudossio occupava l’alta carica di comandante militare negli eserciti imperiali. Era cristiano, come pure il suo amico Zeno e il suo amministratore di casa Macario. Dopo che l’imperatore Diocleziano emanò un editto secondo cui i cristiani che rifiutavano di offrire sacrifici agli idoli dovevano essere messi a morte, molti fuggirono con le loro famiglie in varie terre per evitare torture e morte. In quel tempo il Santo Eudossio rassegnò le sue alte dimissioni, e con la moglie Santa Basilissa e tutta la loro famiglia abbandonò i loro beni e si nascose nella regione dell’Armenia Melitene.

Il governatore di Melitene mandò dei soldati a cercare Eudossio. Quando essi trovarono Eudossio, egli era vestito con un abito bianco. Non riconoscendolo, i soldati cominciarono a domandare se un certo comandante militare Eudossio fosse giunto in quelle parti. Senza rivelare chi fosse, il santo invitò i soldati in casa sua, li nutrì e diede loro alloggio per la notte.

Il Santo Eudossio considerò il suo incontro con i soldati come un segno del Signore della sua imminente morte di martirio. Al mattino, egli rivelò ai suoi ospiti di essere colui che essi stavano cercando. In segno di gratitudine per l’ospitalità, i soldati si offrirono di nascondere alle autorità il fatto di aver trovato il Santo Eudossio. Tuttavia, il santo non acconsentì a questo.

Sistemate le sue cose, disse alla moglie di non piangere per lui, ma anzi di celebrare il giorno della sua morte di martirio. Indossata la sua divisa militare, egli andò con i soldati dal governatore. La Santa Basilissa e i suoi amici Santi Zeno e Macario seguirono il Santo Eudossio.

Il governatore cercò di persuadere il Santo Eudossio a offrire sacrifici agli idoli e così salvaguardare la sua vita, il suo rango elevato e i suoi beni. Il Santo Eudossio rifiutò fermamente, denunciando la follia di chiunque adorasse idoli senza anima. Si tolse la cintura di soldato, emblema della sua autorità, e la gettò in faccia al governatore.

I soldati presenti a ciò, che erano cristiani in segreto, fecero la stessa cosa, e il loro numero superava il migliaio. Il governatore, imbarazzato, chiese all’imperatore cosa dovesse fare. Gli fu ordinato di processare i capi e di liberare gli altri.

Dopo prolungate torture, condussero il Santo Eudossio all’esecuzione. Seguendo il marito, la Santa Basilissa piangeva, e anche il suo amico il Santo Zeno piangeva per il martire. Il Santo Eudossio esortò di nuovo la moglie a non piangerlo, ma piuttosto a gioire che egli fosse ritenuto degno della corona del martirio. Le chiese di seppellire il suo corpo in un luogo chiamato Amimos.

Al suo amico piangente, il Santo Zeno, il Santo Eudossio predisse che sarebbero entrati nel Regno dei Cieli nello stesso momento. Rincuorato da queste parole, Zeno dichiarò ad alta voce di essere cristiano, per il che fu immediatamente condannato a morte.

Più tardi, la Santa Basilissa prese senza ostacoli il corpo del marito e lo seppellì nel luogo da lui richiesto. Dopo ciò, arrestarono la santa e la condussero davanti al governatore. Desiderando condividere la sorte del marito, ella senza timore denunciò sia il governatore che i suoi falsi dèi, gli idoli. Il governatore, tuttavia, comprese la sua intenzione e non volle torturarla, ma piuttosto la congedò. Uscendo, la santa gli disse che Dio avrebbe visto la sua intenzione di soffrire per la sua fede e avrebbe accolto questa intenzione come un fatto compiuto.

Sette giorni dopo, il Santo Eudossio apparve in visione alla moglie e la pregò di informare il suo amico e amministratore di casa Macario che sia lui sia il Santo Zeno attendevano l’arrivo di Macario. Macario andò immediatamente dal governatore e dichiarò di essere cristiano, per il che fu condannato a morte e decapitato. Molti cristiani subirono anch’essi il martirio in quel tempo.