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San Teocare di Neapolis, in Asia Minore

08-20

Nell’anno 1740, durante il regno del Sultano Ahmed e di Ibrahim Pasha, governatore generale dell’Asia Minore, fu emanato un decreto per rapire i ragazzi cristiani e collocarli in campi di concentramento. Fra di loro c’era un orfano di nome Theokares (Theokhárēs). 1 Un giorno, però, il cadì di Neopolis (Nevşehir) in Cappadocia vide Theokares nel campo, lo prese in simpatia e lo portò a casa sua per occuparsi dei suoi animali.

La pietà e l’avvenenza di Theokares spinsero il cadì a proporgli di diventare suo genero, ma solo dopo che fosse diventato musulmano. Theokares rispose: «Padrone mio, io sono nato cristiano, e non posso rinnegare la Fede del mio Salvatore, né quella dei miei Padri».

Il giudice ottomano trovò offensiva questa risposta e lo minacciò di tortura. Quando egli ripeté il suo rifiuto e confessò la sua Fede, lo gettarono in prigione senza cibo per molti giorni. Tuttavia egli veniva nutrito dalla preghiera e non sentiva alcuna fame; gli bastava un po’ d’acqua di tanto in tanto.

Poi Theokares corse alla chiesa di San Giorgio e si comunicò con i Purissimi Misteri. Quando il giudice ripeté la sua offerta di lasciargli sposare la figlia, Theokares rifiutò fermamente.

Allora, dopo orribili torture, lo portarono a un’ora di cammino dalla città di Neapolis, dove fu lapidato e poi impiccato a mezzogiorno a un pioppo bianco il 20 agosto 1740.

Nel 1923 le reliquie di San Theokares giunsero a Thessaloniki e furono deposte nella chiesa di Santa Caterina, dove si trovano ancora oggi.

1 Il suo nome significa «la grazia di Dio».