San Marcello ieromartire, vescovo di Apamea
Il santo Ieromartire Marcello, vescovo di Apamea, nacque da genitori illustri nell’isola di Cipro. Avendo ricevuto un’ottima educazione, ricoprì un’alta carica civile. Tutti si stupivano della sua purezza di vita, mitezza, bontà ed eloquenza. Nell’anno 375 il santo lasciò la moglie e i figli, e si consacrò alla vita monastica in Siria. Gli abitanti di Apamea, avendolo fatto venire in città per una questione pratica, lo elessero vescovo.
Dalla narrazione di Teodoreto di Cirro apprendiamo che il santo Marcello ricevette il permesso dall’imperatore santo Teodosio il Grande (379-395) di distruggere un tempio di Giove, solidamente costruito ad Apamea, ma il santo non sapeva come realizzare ciò. Un certo operaio promise di aiutarlo. Indebolì le fondamenta di tre delle enormi colonne, sostenendole temporaneamente con legno di ulivo. Poi cercò di darle alle fiamme, ma il legno non voleva bruciare. Quando il santo Marcello lo seppe, compì la Benedizione Minore delle Acque e comandò che quell’acqua fosse diligentemente aspersa intorno al legno. Dopo di ciò il legno bruciò rapidamente, le colonne crollarono e l’intero tempio pagano rovinò su se stesso.
Quando i soldati presso Aulona, nel distretto di Apamea, demolirono un altro tempio pagano, il santo, che osservava da lontano, fu catturato dai pagani e gettato nel fuoco. Gli assassini furono scoperti, e i figli del santo vollero vendicarsi. Un Concilio locale proibì loro di farlo, decretando che sarebbe stato sbagliato vendicare una morte come quella che il santo aveva ricevuto. Invece, essi dovevano rendere grazie a Dio.



