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Acacio di Apamea m. - immagine

Acacio di Apamea m.

07-28

Il santo Martire Acacio fu portato a processo per la sua fede in Cristo. Tre governatori cercarono di costringere il santo martire a offrire sacrifici agli idoli, dopo averlo sottoposto a crudeli torture. Il governatore Licinio diede ordine di lacerare il corpo di San Acacio con strumenti di tortura. Poi lo mandò dal governatore Terence, che ordinò di gettare Acacio in un calderone pieno di pece bollente e sego, ma il martire rimase illeso. Terence si recò nelle città di Apamea e Apollonia e ordinò che il martire fosse condotto al suo seguito. In una di queste città San Acacio fu condotto in un tempio pagano, ma con la sua preghiera tutti gli idoli là presenti crollarono.

Percossero selvaggiamente il santo e lo diedero in pasto alle fiere. Quando videro che rimaneva illeso, lo gettarono in una fornace rovente. Anche lì il martire rimase illeso. Il governatore, volendo verificare se la fornace fosse sufficientemente calda, si avvicinò e rimase egli stesso bruciato. Condussero quindi il santo Martire Acacio a un certo Posidonio per essere torturato; questi gli mise pesanti catene e diede ordine che fosse condotto nella città di Mileto. Anche là il santo, con la sua preghiera, distrusse gli idoli. Infine, gli sfiancati torturatori decapitarono San Acacio. Un sacerdote di nome Leonzio seppellì il suo corpo nella città di Synados (Asia Minore).