Giuliano di Dalmazia m.
Il Santo Martire Giuliano soffrì durante il regno di Antonino Pio (138-161) nella provincia italiana di Campagna. Il governatore Flaviano diede ordine di cercare e condurre da lui i cristiani per giudicarli. In quel tempo il giovane cristiano Giuliano giunse in Campagna dalla Dalmazia. Incontrando i soldati del governatore, li salutò con queste parole: “Pace, fratelli!” I soldati iniziarono a interrogarlo, chiedendogli da dove venisse e quale fede professasse. Giuliano, desideroso di soffrire e morire per Cristo, dichiarò con coraggio di essere cristiano. I soldati furono stupiti dal coraggio del giovane, ma, obbedendo ai loro ordini, lo legarono e lo condussero dal governatore. “Vedremo,” dissero, “quanto vere siano le tue parole, se sei disposto a morire per il Crocifisso.”
Dopo essere stato percosso, il santo pregò che il Signore gli concedesse la forza di sopportare il tormento fino alla fine. La sua preghiera fu esaudita, ed egli udì una Voce: “Non temere, Giuliano, Io sono con te e ti darò forza e coraggio.” Il santo giovane fu rinchiuso in una prigione chiamata “la Fossa Fredda”, nella quale lo tennero per sette giorni senza cibo né acqua. Un angelo di Dio gli portava il cibo e confortava il confessore.
Al successivo interrogatorio il governatore schernì il giovane, dicendo che era vergognoso per un giovane così bello adorare il Crocifisso, e lo esortava a offrire sacrifici agli idoli. San Giuliano rispose che era pronto a morire per la vera Fede. Il governatore diede ordine di legare il giovane a un albero e di batterlo. Il martire iniziò a pregare e udì ancora una Voce: “Non temere, Giuliano, rimani coraggioso.” San Giuliano si rivolse alla folla che stava attorno e disse: “Ascoltate, maledetti, non confidate nei vostri dèi che avete fatto con le vostre mani. Conoscete, piuttosto, il Dio che dal nulla ha creato il Cielo e la terra.”
Dopo il suo discorso più di trenta uomini si convertirono a Cristo, e condussero di nuovo il santo in prigione. Al mattino, quando iniziarono nuovi tormenti, annunciarono che il tempio del dio pagano Serapide e gli idoli che vi si trovavano erano stati distrutti. Tutti rimasero sconvolti e atterriti, ma i cristiani furono consolati e glorificarono Cristo Dio. I pagani attribuirono questa distruzione a un potere magico e chiesero la sua immediata esecuzione.
Si decise di uccidere il giovane santo nel luogo di un tempio pagano in rovina. Prima dell’esecuzione, San Giuliano si inginocchiò e pregò, ringraziando il Signore per avergli concesso di sopportare la morte per il Suo Santo Nome. Per la terza volta egli udì la Voce, che lo chiamava nel Regno dei Cieli. Decapitarono il santo martire con la spada, ed egli passò al Signore, che aveva amato più della vita terrena.

