Pitrim di Tambov
San Pitirim, vescovo di Tambov, nel mondo Procopio, nacque il 27 febbraio 1645 (o 1644) nella città di Vyazma. Fin dalla giovinezza, il Signore preparò Procopio a un alto servizio spirituale. Quando era ancora bambino, imparò a leggere e scrivere, frequentava i servizi in chiesa e acquisì l’abitudine della preghiera. Procopio amava leggere gli scritti dei santi Padri e le Vite dei Santi. Ciò favorì la crescita spirituale del futuro gerarca. Il ragazzo si distingueva per il suo generale amore per il lavoro, per l’ampiezza delle sue conoscenze e per il suo giudizio maturo. Era dotato di talento artistico, e si occupava con successo della pittura di icone e del canto ecclesiastico. Un’elevata disposizione spirituale condusse Procopio sulla via della vita monastica. Avendo deciso di dedicarsi completamente a Dio, entrò nel monastero di San Giovanni Battista a Vyazma, noto per la sua regola severa. Quando aveva ventun anni, fu tonsurato con il nome di Pitirim.
Il giovane monaco si guadagnò il rispetto dei confratelli per la sua vita ascetica, e fu scelto come igumeno. Nel 1684 fu elevato alla dignità di archimandrita. San Pitirim, seguendo il decreto dello zar e del patriarca, si adoperò con zelo per rimuovere dalle chiese, e anche dall’uso privato, le icone “mal eseguite”, occidentalizzate. Durante una processione egli confiscò un’icona di questo tipo, dipinta da un iconografo inesperto. Coloro che avevano portato l’icona brontolarono e maledissero, e molte persone si sollevarono contro il santo. La cosa giunse a conoscenza del patriarca Ioachim, che lodò il coraggio e lo zelo dell’archimandrita Pitirim, approvò le sue azioni e lo convocò a Mosca per un più alto servizio alla Chiesa.
Il 1 settembre 1684 san Pitirim fu designato vescovo, e il 15 febbraio 1685 il patriarca Ioachim lo consacrò vescovo di Tambov. San Pitirim non partì immediatamente, ma rimase a Mosca per un anno per prepararsi alle sue nuove responsabilità.
Organizzata nel 1682, la diocesi di Tambov soffriva per la povertà di una regione di frontiera e per l’analfabetismo dei suoi abitanti. I pagani costituivano la maggior parte dei coloni: Mordvini, Cheremysi, Mereschi. Sul territorio della diocesi vivevano anche molti Tatari musulmani, acerrimi avversari del Cristianesimo. Tra i coloni cristiani della diocesi vi erano molti scismatici, fuggitivi dalla giustizia o criminali in esilio.
Il santo si dedicò con zelo ai compiti che gli erano stati affidati. Sul sito della vecchia chiesa di legno a Tambov iniziò a costruire una cattedrale di pietra a due piani in onore della Trasfigurazione del Signore, con una cappella dedicata a san Nicola. San Pitirim non solo sorvegliava la costruzione del tempio, ma partecipava egli stesso ai lavori di edificazione. Il santo si impegnò molto nell’illuminazione spirituale del suo gregge. Costruì una scuola speciale per il clero, nella quale, sotto la sua guida, venivano formati degni pastori della Chiesa. Nella sua casa il santo aveva raccolto una biblioteca di letteratura spirituale (nell’inventario della cattedrale della Dormizione di Mosca sono menzionati “due libri di Dionigi l’Areopagita, rilegati in cuoio, uno rosso e l’altro nero, con i bordi dorati”, appartenenti a san Pitirim). Il santo istruiva continuamente il suo gregge, predicando la Parola di Dio. Spesso compiva viaggi attraverso la diocesi per conoscere le necessità delle comunità.
Il santo arcivescovo si preoccupava costantemente del ritorno degli scismatici e dei dissenzienti alla Chiesa ortodossa. La sua profonda pietà, la sua attiva compassione verso il prossimo e la sua saggia pazienza nelle conversazioni con scismatici e dissenzienti li disponevano a confidare nella sua parola. Con il luminoso esempio della sua santa vita e con la potenza del suo discorso colmo di grazia, il santo condusse molti alla vera Fede. La sorella del santo, Caterina, divenne la prima badessa del monastero femminile dell’Ascensione, che egli fondò nel 1690.
Essendo un uomo audace nella preghiera e intercessore davanti a Dio, san Pitirim non perse mai l’umiltà cristiana. Non confidando nella propria forza umana, l’arcipastore protesse la città di Tambov che Dio gli aveva affidato con icone del Salvatore e della Madre di Dio di Kazan, collocandole alle due porte principali.
San Pitirim pregava molto e insegnava al suo gregge la preghiera. Egli era presente ogni giorno ai servizi divini e spesso li celebrava personalmente. Nei giorni in cui il santo non celebrava, cantava al kliros (nel coro), insegnando al coro il corretto canto e la corretta lettura ecclesiastica. Nella sua cella il santo molto spesso pregava davanti alle icone della Madre di Dio Devpeteruv (29 febbraio) e di san Nicola.
San Pitirim amava la bellezza della natura della sua terra, la quale suscitava in lui un sentimento di rendimento di grazie orante alla Trinità onnipossente per il mondo visibile. Nella foresta, vicino al luogo dove si recava per la preghiera solitaria, egli costruì il monastero Tregulaev di San Giovanni Battista. Lo fondò insieme al suo amico spirituale, san Metrophanes di Voronezh (23 novembre e 7 agosto). Là il santo eresse una grande croce di legno con un’immagine del Salvatore.
Come i grandi asceti, san Pitirim dedicava molto tempo al lavoro fisico. I pozzi che egli scavò con le proprie mani nel monastero Tregulaev di San Giovanni Battista, vicino alla cattedrale di Tambov e nel folto della foresta dove si ritirava per il silenzio e la preghiera, ne sono testimonianza.
San Pitirim morì nel 1698 all’età di cinquantatré anni. Il corpo del santo fu sepolto nel livello inferiore della cattedrale del Salvatore-Trasfigurazione di Tambov, presso la parete meridionale della cappella laterale destra dedicata a san Nicola.
La morte di san Pitirim non sciolse i suoi legami spirituali con il suo gregge. La gente veniva alla sua tomba a cercare la sua intercessione, e ben presto ottenne da Dio guarigioni. Ogni anno cresceva il numero dei pellegrini. Il 28 luglio, anniversario del beato riposo del santo, essi partecipavano ai servizi nella cattedrale di Tambov. Ogni nuovo segno della misericordia di Dio, ottenuta mediante le preghiere a san Pitirim, ispirava nel popolo la certezza che il vescovo da loro venerato fosse veramente un uomo di Dio. A partire dall’anno 1819 si cominciò a tenere un registro dei miracoli e delle testimonianze personali, e la venerazione di san Pitirim si estese ben oltre la diocesi di Tambov. Il 28 luglio 1914 il santo taumaturgo Pitirim, vescovo di Tambov, fu annoverato tra i santi.



