Marcella m.
Santa Marcella visse nel villaggio di Volissos, a Chios, in qualche periodo dopo la metà del XIV secolo. I suoi genitori erano cristiani, e tra i cittadini più facoltosi di Volissos. La madre della santa morì quando lei era giovane, e così suo padre, il sindaco del villaggio, si occupò della sua educazione.
Era stata istruita da sua madre a essere rispettosa e devota, e a custodire la sua purezza. Evitava le frequentazioni con altre ragazze più disinvolte di lei, affinché non subisse un danno spirituale a causa di tali compagnie. Il suo scopo era di ottenere il Regno dei Cieli e di diventare sposa di Cristo.
Santa Marcella cresceva in virtù man mano che diventava più grande, digiunando, pregando e partecipando ai servizi in chiesa. Cercava di osservare i comandamenti e di condurre altri a Dio. Amava e rispettava suo padre, e lo consolava nel suo dolore. Gli disse che si sarebbe presa cura di lui nella vecchiaia, e che non lo avrebbe abbandonato.
Da adulta, Santa Marcella era amata da tutti per la sua bellezza e per i suoi doni spirituali. Il Nemico della nostra salvezza cercò di attirarla nel peccato mettendo nella sua mente pensieri malvagi. Ella resistette a queste tentazioni, e così il diavolo rinunciò a un confronto diretto con la giovane donna. Invece, incitò suo padre a un desiderio innaturale per sua figlia.
Il padre di Marcella cambiò nel suo comportamento verso di lei. Divenne cupo e depresso, proibendole di andare in giardino o di parlare con i vicini. Non riuscendo a comprendere la ragione di questo cambiamento, la santa andò nella sua stanza e pianse. Pregò davanti a un’icona della Madre di Dio, chiedendoLe di aiutare suo padre. Presto si addormentò, per essere poi svegliata dalle grida di suo padre.
Lo sventurato uomo aveva passato molto tempo lottando contro la sua passione, ma alla fine vi cedette. A volte parlava duramente a sua figlia, poi in seguito appariva gentile. Voleva starle vicino e accarezzarle i capelli. Non conoscendo le intenzioni di suo padre, Santa Marcella fu contenta di vederlo uscire dal suo stato malinconico, pensando che la sua preghiera fosse stata esaudita.
Un giorno, suo padre dichiarò apertamente la natura dei suoi sentimenti per lei. Inorridita, la santa cercò di evitarlo il più possibile. Perfino i vicini si resero conto che c’era qualcosa che non andava in quell’uomo, e smisero di parlargli.
Un pastore stava pascolando le sue pecore vicino alla spiaggia una mattina, e le conduceva all’ombra di un platano per evitare il caldo sole di luglio. Proprio mentre stava per sdraiarsi, sentì un rumore e alzò lo sguardo. Vide una giovane donna con il vestito strappato che correva giù dalla collina. Si nascose in un cespuglio vicino, ignorandone le spine.
Il pastore si domandò chi la stesse inseguendo, e come fosse arrivata in quel punto. Poi udì il rumore di un cavallo che si avvicinava, e riconobbe il sindaco del villaggio. Questi gli chiese se avesse visto sua figlia. Rispose che non l’aveva vista, ma indicò il suo nascondiglio con il dito.
Il sindaco ordinò a Marcella di uscire dal cespuglio, ma lei rifiutò. Allora egli diede fuoco al cespuglio per costringerla a uscire. Lei emerse dal lato opposto a quello in cui si trovava suo padre, e corse verso la riva rocciosa, invocando l’aiuto della Madre di Dio.
Marcella continuò a correre, anche se il sangue le colava dal viso e dalle mani. Sentendo un dolore acuto alla gamba, vide che era stata colpita da una freccia. Si fermò per estrarla, poi riprese nuovamente la fuga. Si arrampicò sulle rocce, macchiandole del suo sangue. Sentendo che suo padre si avvicinava, pregò che la terra si aprisse e la inghiottisse.
La santa cadde in ginocchio, senza più forze, e allora avvenne un miracolo. La roccia si spaccò e accolse il suo corpo fino alla vita. Suo padre si avvicinò con una gioia selvaggia negli occhi gridando: «Ti ho presa. Ora dove andrai?»
Sguainata la spada, cominciò a far a pezzi la sua indifesa figlia, tagliando via parti del suo corpo. Infine, la afferrò per i capelli e le tagliò la testa, gettandola nel mare. Subito il mare calmo divenne tempestoso, e grandi onde si infransero sulla riva ai piedi dell’assassino. Pensando che il mare stesse per affogarlo a causa del suo crimine, si voltò e fuggì. La sua sorte finale non è stata tramandata.
Negli anni successivi, i cristiani pii costruirono una chiesa nel luogo in cui Santa Marcella si era nascosta nel cespuglio. Il luogo in cui fu uccisa divenne noto come «Il Martirio di Santa Marcella», e la roccia che si aprì per accoglierla è ancora lì. La roccia appare come una grande pietra staccatasi da una montagna e rotolata in mare. Il terreno della montagna ricopre il punto dal lato rivolto verso la terraferma. Sul lato rivolto verso l’oceano c’è un piccolo foro, all’incirca della dimensione di un dito. Dall’apertura scaturisce un’acqua taumaturgica, che guarisce ogni malattia.
Il flusso dell’acqua non è dovuto ai movimenti della marea, poiché quando la marea è bassa, non ci sarebbe acqua. Tuttavia, non è così. L’acqua è limpida, ma alcune delle rocce vicine sono state macchiate da un colore giallo-rossastro. Secondo la tradizione, le estremità inferiori del corpo di Santa Marcella sono nascoste nella roccia.
La cosa più sorprendente riguardo alla roccia non è il calore dell’acqua, né la decolorazione delle altre rocce, ma ciò che accade quando un sacerdote celebra la Benedizione dell’Acqua. Una sorta di vapore si alza dall’acqua vicino alla roccia, e l’intera area si ricopre di una nebbia. Il mare ritorna normale non appena il servizio è terminato. Molti miracoli sono avvenuti in quel luogo, e pellegrini accorrono lì da tutto il mondo.



