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Elio di Egitto - immagine

Elio di Egitto

07-14

San Hellius visse e morì nel IV secolo. Fu mandato in un monastero quando era ancora bambino. Lì fu allevato nella pietà, nella temperanza e nella castità.

Quando crebbe, si ritirò nel deserto d’Egitto, dove, attraverso le sue lotte ascetiche, raggiunse una grande competenza nella vita spirituale. Fu dotato del dono della chiaroveggenza e conosceva tutti i pensieri e le disposizioni dei monaci che conversavano con lui.

La grande fede, la semplicità d’animo e la profonda umiltà permisero a San Hellius di comandare agli animali selvatici. Una volta, il santo si stancò mentre portava un carico pesante al monastero. Pregò e chiamò un asino selvatico perché portasse il suo fardello. L’asino portò mansueto il carico fino al luogo stabilito e fu lasciato libero di tornare nel deserto. Un’altra volta, quando San Hellius doveva attraversare un fiume e non c’era barca, chiamò a sé un coccodrillo fuori dall’acqua e passò sulla riva opposta stando in piedi sul suo dorso.

Uno dei giovani novizi del monastero, che San Hellius visitava, gli chiese di portarlo con sé nel deserto più remoto. San Hellius lo mise in guardia riguardo alla grande fatica, alle imprese e alle tentazioni che inevitabilmente assalgono tutti gli eremiti, ma poiché il novizio continuava a chiedere con fervore, lo prese con sé. La prima notte il novizio, spaventato da terribili visioni, corse da San Hellius. Il monaco lo consolò e lo rassicurò, e gli ordinò di tornare indietro. Tracciando il Segno della Croce sulla grotta, il monaco disse al giovane eremita di non temere, perché non sarebbe più stato disturbato da quelle apparizioni. Fidandosi della parola del santo, il novizio decise di rimanere in solitudine e in seguito raggiunse una tale perfezione che, come il suo maestro Hellius, riceveva il cibo da un angelo.

San Hellius entrò pacificamente nelle dimore celesti dopo aver raggiunto un’età avanzata.