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Giovanni il georgiano di Monte Athos - immagine

Giovanni il georgiano di Monte Athos

07-12

San Giovanni nacque figlio di un nobile durante il regno del re Davit Kuropalates.

Per amore di Cristo lasciò la sua famiglia e il mondo per essere tonsurato monaco. Dopo aver informato la corte reale della sua decisione, san Giovanni ricevette la benedizione dal suo padre spirituale per recarsi in Grecia, dove si stabilì in un monastero sul Monte Olympus.

In quel tempo, come “segno di amicizia”, l’imperatore bizantino restituì al re Davit Kuropalates le terre georgiane che aveva conquistato, ma come “segno di dedizione” esigette che i figli della nobiltà fossero inviati come garanzia. Tra coloro che furono mandati a Bisanzio vi era il figlio di san Giovanni, Ekvtime. San Giovanni supplicò l’imperatore bizantino di liberare suo figlio e, quando infine Ekvtime fu liberato, Giovanni lo condusse con sé al Monastero di Sant’Athanasios l’Athonita (la Grande Lavra).

In quel periodo il celebre comandante militare georgiano Tornike Eristavi venne a far visita a san Giovanni. Tornike fu presto tonsurato monaco e ricevette il nuovo nome di Giovanni (il santo è commemorato come Giovanni-Tornike), e si stabilì anch’egli nel Monastero di Sant’Athanasios l’Athonita.

Ben presto i fedeli georgiani iniziarono ad affluire al Monastero di Sant’Athanasios, e Giovanni si ritirò dal monastero in un luogo più appartato, dove costruì una cella e una chiesa in onore di san Giovanni il Teologo. Più tardi furono costruite altre due chiese nella stessa area, in onore della Santissima Theotokos e di san Giovanni il Battista. In tal modo fu fondato il celebre Monastero di Ivḗron sul Monte Athos, con san Giovanni come suo primo igumeno.

Dopo la dormizione del suo fedele amico e assistente san Giovanni-Tornike, per san Giovanni divenne difficile continuare a faticare sulla Santa Montagna. Egli e alcuni dei suoi discepoli progettarono di lasciare l’Athos, ma alla fine rimasero su insistenza dell’imperatore bizantino.

Giovanni presto si ammalò di gotta e rimase immobilizzato a letto per diversi anni. Prima della sua morte chiamò a sé suo figlio, Ekvtime, gli confessò i suoi peccati e lo designò igumeno del Monastero di Ivḗron. Disse a suo figlio che san Giorgi (in seguito detto “il Costruttore”) doveva succedergli come igumeno, poi benedisse tutti i fratelli e “si addormentò tra le schiere dei giusti tra le braccia di suo figlio”.

San Ekvtime avvolse le sante reliquie del suo padre carnale e spirituale in preziosi lini e in seguito eresse una chiesa in onore degli Arcangeli sopra la sua tomba.