Teodoro di Odessa
San Teodoro, vescovo di Edessa, nacque nella città siriana di Edessa. Per tutta la sua vita il santo fu una luminosa testimonianza delle grandi opere di Dio, glorificato nei Suoi Santi.
A dodici anni, dopo aver perso i genitori e aver distribuito la sua eredità ai poveri, andò a Gerusalemme, dove ricevette la tonsura monastica alla Lavra di San Savva il Santificato. Dopo dodici anni di fervida obbedienza monastica e poi altri ventiquattro anni di completa reclusione e di grande astinenza, il Signore chiamò il valoroso asceta all’episcopato, affinché potesse illuminare il mondo. Dopo la morte del vescovo di Edessa, non si trovò successore più degno di Teodoro, e con il consenso concorde dei Patriarchi di Antiochia e di Gerusalemme, e del clero e del popolo, questo uomo d’eccellenza fu scelto come vescovo.
Non fu facile per San Teodoro abbandonare la sua solitudine, ma si sottomise alla volontà di Dio e intraprese la guida pastorale della Chiesa di Edessa. Ciò avvenne durante il regno dell’imperatore bizantino Michele e di sua madre Teodora (842-855). Al momento della consacrazione episcopale di San Teodoro avvenne un grande miracolo. Il popolo vide una colomba, bianca come la neve, volare sotto la cupola della chiesa, e poi posarsi sul capo del neo-costituito vescovo.
San Teodoro dedicò tutte le sue capacità al governo del suo gregge. Fu un modello per i fedeli nella parola, nella vita, nell’amore. Con il buon esempio della sua santa vita ascetica, guidò sul sentiero della salvezza il gregge affidatogli da Dio. Teodoro profuse molti sforzi nella lotta contro gli eretici, e con mano ferma protesse la Chiesa dalle tentazioni e dalle false dottrine. Con il suo conforto e il suo sostegno a San Teodoro, il veggente anziano Teodosio lo Stilita servì anch’egli la comunità spirituale, faticando nell’ascesi non lontano dalla città, presso il monastero del santo grande martire Giorgio.
Con la benedizione dell’anziano, San Teodoro si recò a Baghdad dal califfo Mavi per lamentarsi delle misure ingiuste contro gli Ortodossi. Giunto da Mavi, il santo lo trovò gravemente malato. Invocando l’aiuto del Signore, il santo vescovo gettò un po’ di terra dal Sepolcro del Signore in un recipiente d’acqua e la diede da bere al califfo, e il malato fu guarito. Il riconoscente Mavi, ben disposto verso il santo, ascoltò volentieri i suoi insegnamenti. Infine, insieme a tre stretti collaboratori, ricevette il santo Battesimo con il nome di Giovanni.
Poco dopo, per la sua aperta confessione della fede in Cristo davanti ai Musulmani, il califfo Giovanni fu ucciso con i suoi tre collaboratori. Essendo apparso in sogno contemporaneamente a San Teodoro e a Teodosio lo Stilita, disse che gli era stato concesso di soffrire per Cristo, ed era stato annoverato tra i ranghi dei Martiri. Promise che presto li avrebbe incontrati nel Regno dei Cieli. Questo fu per il santo di Dio un segno che si avvicinava la propria fine. Nel 848, nuovamente in solitudine alla Lavra di San Savva il Santificato, si addormentò in pace nel Signore. San Teodoro ha lasciato ai cristiani i suoi edificanti scritti. La Vita di San Teodoro di Edessa fu una lettura popolare in Rus nel sedicesimo e nel diciassettesimo secolo, ed è stata conservata in molti manoscritti.



